Galles - ritorno all'agricoltura medievale In evidenza

PRIMAEDOPOLa sperimentazione di un metodo di coltivazione del XIII secolo ha trasformato in meglio un tratto di costa della penisola di Gower, nel Galles.

Il progetto, che riutilizza i metodi di coltivazione tradizionali (usati l'ultima volta in Inghilterra negli anni 40),  prevedeva la semina di colture floreali accanto a strisce di colture seminative e praterie tradizionali su 45 ettari di terreni agricoli vicino a Worm's Head, Rhossili. Due anni dopo, questo esperimento ha trasformato un tratto di costa gallese in un paradiso per animali rari, uccelli e fiori selvatici - aumentando il numero di alcuni di essi del 300 per cento. Infatti, l'area ora vanta una serie di uccelli considerati rari per quella zona, come il forapaglie macchiettato, il fanello e l'albanella reale. Sono tornate anche varie specie di farfalle come il cupido minore, l'hipparchia e la megera...dopo un lungo periodo di assenza da quello che un tempo era il loro habitat originale.

SPECIEGOWER

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quattro ranger del National Trust hanno trascorso gli ultimi 12 mesi assieme a 80 volontari per ricreare il tradizionale metodo di cotivazione dei campi del XIII secolo, riportando (come parte del progetto) 2.000 metri di banchi e siepi che vennero rimossi dopo la seconda guerra mondiale a favore di metodi di coltivazione più intensivi.

Invece di sei campi ora ce ne sono 17, e sono stati piantati con colture in fiore tra cui 400.000 girasoli, papaveri, lavanda e lupini. I fiori punteggiano le coloratissime strisce di miglio, grano, avena, grano saraceno, farro, lino e orzo. Altri 7,5 ettari sono stati lasciati come prati da fieno selvatico con erbe e flora tra cui la margherita, l'achillea e il trifoglio.

Alan Kearsley-Evans, direttore della campagna per il National Trust, ha dichiarato: "Siamo semplicemente tornati all'agricoltura in modo sostenibile e con risultati sorprendenti. Non ci costa di più, anzi, col tempo ci farà risparmiare perché non avremo bisogno di fare affidamento su risorse esterne. Il nostro metodo di rotazione e raccolta fa si che le colture siano autoregolanti".

Un vantaggio chiave del sistema a strisce utilizzato per questo progetto - assieme all'uso di banchi e siepi per dividere i campi - è che devia il vento proveniente dalla costa, proteggendo così i raccolti e permettendo alla fauna selvatica in via di ritorno di nutrirsi in un microclima protetto. Impedisce inoltre che l'umidità venga trascinata via, trattenendola invece nei campi.

Mark Hipkin, il ranger del National Trust, ha dichiarato: "La combinazione tra la scelta delle colture e l'agricoltura da campo ha creato un paradiso per gli impollinatori. Il clima è stato sicuramente a nostro favore quest'anno perché abbiamo avuto un raccolto molto produttivo."

Per aiutare a incoraggiare la fauna selvatica, la squadra lascia attivamente ad essa parte del raccolto. I restanti semi di girasole, ad esempio, nutriranno gli uccelli svernanti sulla costa. "Quello che abbiamo effettivamente creato è questo incredibile tavolo da pranzo gigante per uccelli", ha aggiunto Hipkin.

Fonte: https://www.positive.news/environment/return-to-strip-field-farming-creates-wildlife-haven/

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