Giorgio Carotenuto

Giorgio Carotenuto

Siamo venute per vivere insieme... I miracoli dell'amore.

26 Aprile 2018 Pubblicato in Benessere Olistico

gemellineDue gemelle, Brielle e Kyrie, sono nate in anticipo di 12 settimane, il 17 ottobre del 1995 a Worcester nel Massachussets. Avendo bisogno di terapia intensiva, sono state poste in incubatrici separate, come da comune pratica negli ospedali americani. Kyrie ha cominciato ad aumentare di peso e la sua salute si è stabilizzata. Ma Brielle, nata di solo 2 kg, aveva difficoltà respiratorie, problemi cardiaci e altre complicazioni. Lei forse non si aspettava di vivere. La loro infermiera ha fatto tutto il possibile per migliorare la salute di Brielle, ma nulla di quello che aveva fatto la stava aiutando.

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Aspettative e Realtà - esiste un punto di incontro?

13 Aprile 2018 Pubblicato in Spiritualità

Voltaire disse: “Noi non viviamo mai; siamo sempre nell'aspettativa di vivere.”

AspettativeQuesta condizione che viviamo da millenni è stata, nel tempo, trattata da varie culture e correnti spirituali. Nei primi testi taoisti veniva già offerta una soluzione a questo problema, un precetto fondamentale chiamato 'Wú Wéi' .

'Wú Wéi' (无为) significa, in cinese,"non fare" o "non fare niente".
Inizialmente può sembrare un piacevole invito a rilassarsi, o peggio, cadere nella pigrizia o nell'apatia.

Wú Wéi è strettamente legato alla riverenza taoista per il mondo naturale, poiché significa impegnarsi ad adattare il nostro comportamento come fanno certi processi naturali, e assicurare che stiamo nuotando con, piuttosto che contro, le correnti. Dobbiamo essere come il bambù che si piega nel vento, o la pianta che si adatta alla forma di un albero.
Questo implica il lasciar andare certi ideali che altrimenti potremmo provare a forzare troppo violentemente sulle cose. Ci invita invece a rispondere alle vere esigenze delle situazioni, che tendono ad essere notate solo quando mettiamo da parte i nostri piani guidati dall'ego.
In buona parte questo approccio sembra essere ancora di utile rilevanza, se riportato ai giorni nostri.

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Coltivare il nostro senso della meraviglia è utile? A cosa serve?

07 Febbraio 2018 Pubblicato in Spiritualità

Kahlil Gibran“E se poteste mantenere la meraviglia del vostro cuore dinanzi ai miracoli quotidiani della vostra vita, il vostro dolore non sembrerebbe meno meraviglioso della vostra gioia.”

Con queste parole il poeta Khalil Gibran racchiudeva il senso vero della meraviglia, descrivendola come uno strumento utile a ristabilire un contatto più profondo e completo con la realtà. Utile a riequilibrare la nostra visione della vita. In che modo?

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Medicina: nuove scoperte che arrivano dal medioevo

19 Dicembre 2017 Pubblicato in Benessere Olistico

medievalmedicinePer molto tempo, la medicina medievale è stata liquidata come irrilevante. Questo periodo di tempo viene infatti comunemente definito "l'età buia", un termine che erroneamente lo dipinge come un periodo non illuminato. Oggi però, una squadra di scienziati e medievalisti si sta rivolgendo proprio a quella parte della nostra Storia per trovare nuovi indizi che aiutino l’attuale ricerca medica.

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Corpo, Anima, Spirito - Parte 2: Il corpo - uno strumento a nostra disposizione

08 Dicembre 2017 Pubblicato in Spiritualità

Estratto settimanale dal libro, "Corpo, Anima, Spirito" di Fausto Carotenuto.

Leggi la parte precedente qui:
http://coscienzeinrete.net/spiritualita/item/3071-corpo-anima-spirito-parte-1-cosa-sappiamo-di-noi-stessi

 

roseDa dove partiamo?  Da quello di cui ci sentiamo più sicuri. E allora possiamo dire con tutta tranquillità: 

“io ho un corpo”.

Di questo siamo sicuri: lo sentiamo, lo vediamo, lo tocchiamo, lo possiamo annusare, sentire e perfino assaporare. E lo stesso possiamo fare con il corpo di qualcun altro. Sempre che ci vada e che ce lo lascino fare…

 

Nel dire “Io ho un corpo” abbiamo già cominciato ad individuare due parti di noi: l’io e il corpo. Due parti che hanno dei rapporti molto stretti, ma che sono entità distinte.

Noi non diciamo “io sono un corpo”, ma io “ho” un corpo.

E’ abbastanza semplice in fondo rendersi conto - e dentro di noi lo sappiamo - che io non sono il mio corpo. E che quindi il corpo è un nostro strumento. 

Nel dire “Io ho un corpo” abbiamo già cominciato ad individuare due parti di noi: l’io e il corpo. Due parti che hanno dei rapporti molto stretti, ma che sono entità distinte.

Noi non diciamo “io sono un corpo”, ma io “ho” un corpo.

E’ abbastanza semplice in fondo rendersi conto - e dentro di noi lo sappiamo - che io non sono il mio corpo. E che quindi il corpo è un nostro strumento. 

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Che responsabilità ha un musicista verso l'ascoltatore?

22 Novembre 2017 Pubblicato in Arte e Cultura

etruschiNei secoli, la nostra idea di musica, di espressione artistica è notevolmente cambiata: in tempi antichi, un artista metteva da parte il suo nome a favore della funzione sociale e spirituale della musica che esso produceva. Studiava per capire come meglio distribuire un messaggio che era volto a trasmettere dei valori più alti di lui, atti a trasmettere delle memorie e ad ispirare l’ascoltatore...ad innalzare la qualità del sistema di valori di una popolazione.

La musica veniva dall’alto, attraversava il musicista, che a sua volta la manifestava e la metteva al servizio della società.

Gli Etruschi, ad esempio, consacravano con la musica tutte le attività della giornata: dai lavori quotidiani come l’impasto del pane, ad eventi ludici, militari, religiosi. Per ogni attività venivano selezionati i giusti strumenti, le melodie e i ritmi più adatti, così da impregnarle della giusta intenzione, del miglior spirito.

Adesso è il messaggio personale del musicista/compositore a dettare il contenuto emotivo e testuale di un brano.

Da una parte questo è un ottimo segno - è sintomo di una cultura che sta ponendo una maggiore enfasi sull’individuo. Ma come ci siamo arrivati e che forma ha, in questo momento?

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Meditare è sufficiente per cambiare la realtà? O è un’illusione?

07 Novembre 2017 Pubblicato in Spiritualità

meditare 1Durante il nostro percorso di crescita interiore, spesso ci imbattiamo in proposte che promettono un ”abbattimento” dei nostri livelli di stress ed un miglioramento del mondo intorno a noi, attraverso tecniche meditative varie.

E spesso queste proposte vengono dagli Stati Uniti, propinando termini nuovi, studiati e  pubblicizzati ad hoc come dei veri e propri beni di consumo, come dei brand, solitamente accostati da un marchio registrato (“Non si sa mai, ci volessero rubare questa tecnica in grado di cambiare il mondo”®).

 

 

 

 


Oltre a snaturare e degradare già così un nostro genuino tentativo nel trovare un contatto profondo e positivo con la realtà, ci vengono poi proposte modalità e tecniche che vanno a deviare la nostra capacità di interagire con essa.

Tutte iniziative, magari supportate da labili “studi scientifici” (“i nostri studi dimostrano…”), che ultimamente vanno anche ad integrare l’utilizzo delle tecnologie attuali (smartphone, web, app), volte a dare l’illusione di poter migliorare la nostra vita senza grandi sforzi interiori.

 

 

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