Cos'è il Giardiniere Bioetico?

Il Giardiniere Bioetico è un marchio di qualità ideato da due esperti giardinieri, Simone Fenio e Francisco Merli Panteghini, che hanno deciso anni fa di cambiare profondamente il modo in cui svolgevano la loro professione.

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Dice Simone Fenio: "Mi trovavo per l'ennesima volta di fronte ad una pianta che aveva la stessa infezione che aveva preso l'anno prima, e l'anno prima ancora. Realizzai che era inutile correre dietro ai sintomi e "rincorrere" sempre, dovevo trovare il modo per prevenire." Da quel momento di tanti anni fa è partita la sua personale ricerca che lo ha portato verso una nuova concezione del suo mestiere, con l'adozione di concetti metodi presi dall'agricoltura biologica e biodinamica.

La storia di Francisco Merli Panteghini è particolare: ex professore precario d'italiano nelle scuole superiori, con un grande interesse nelle tematiche del risveglio della coscienza e dell'ecologia si trovò, durante una delle pause "imposte", a lavorare per alcuni giorni per una ditta di giardinaggio. Scoprì allora di preferire immensamente quel lavoro all'aria aperta e fece la sua gavetta come giardiniere, per poi riuscire ad interpretare questo lavoro a suo modo, non solo nella maniera più "bio" possibile, ma anche fondandolo su alcuni principi etici fondamentali.

 

L'incontro tra i due avvenne circa due anni fa: Simone vide il sito di Francisco e s'interessò della sua visione. Decisero quindi di conoscersi aiutandosi a vicenda nel lavoro. Quindi Simone andò a lavorare alcuni giorni con Francisco, e viceversa. In questo modo si resero conto non solo di avere una visione comune del proprio lavoro, ma del vantaggio reciproco nel condividere le esperienze e le conoscenze.

Decisero quindi di creare un marchio con cui i professionisti del settore che si identificano con gli stessi principi potessero non solo distinguersi come servizio altamente professionale, ma anche fare rete di expertise e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto la possibilità di occuparsi del proprio giardino in maniera più cosciente.

 

Giardiniere bioeticoInfatti una delle problematiche fondamentali che sta a cuore ai due fondatori è quella del "giardino asettico": l'utilizzo intensivo di concimi chimici e diserbanti infatti, non solo va ad impoverire progressivamente il terreno, ma riduce anche le possibilità di sopravvivenza di insetti e uccelli la cui presenza favorisce la salute non solo delle piante nel proprio giardino, ma se moltiplicando per tutti i giardini d'Italia (e del mondo) si può vedere chiaramente come un modo diverso d'intendere la salute e la bellezza del proprio giardino possa avere un'influenza grandissima sulla sopravvivenza di ecosistemi ben più grandi. Non solo: spesso si dimentica che nel giardino trattato con agenti chimici, poi i proprietari (e i loro figli) ci devono vivere, e quindi entrare a contatto diretto con, e/o respirare sostanze che spesso sono veri e propri veleni. 

La loro concezione invece, è quella di creare giardini "vivi", che svolgano un ruolo attivo nel mantenimento della propria salute e dell'ecosistema di cui fanno parte.

Ecco le linee guida del giardiniere bioetico, prese dal loro sito:

1.il Giardiniere BioEtico conosce la normativa vigente nel campo della gestione biologica in agricoltura e lo standard BioHabitat

2.il Giardiniere BioEtico propone a tutti i suoi clienti di gestire i propri giardini secondo logiche biologiche

3.il Giardiniere BioEtico sostiene la biodiversità, inserisce piante rustiche e autoctone nelle sue proposte

4.il Giardiniere BioEtico effettua solo potature a regola d'arte, nei tempi e modi adatti a ciascuna specie e allo specifico obiettivo dell'intervento.

5.Il Giardiniere BioEtico Il giardiniere BioEtico® si ripropone di rispettare i cicli naturali delle piante, sia nei modi che nei tempi del suo intervento.

6.il Giardiniere BioEtico mette al bando tutti i prodotti cancerogeni e rischiosi per il ciclo delle acque e gestisce con oculatezza tutte le sostanze sostanze che introduce nei giardini cercando per quanto possibile di prevenire le fitopatologie.

7.il Giardiniere BioEtico rispetta il più possibile la corretta stagionalità dei lavori di manutenzione

8.il Giardiniere BioEtico agisce per la tutela della fauna ed in particolare per evitare danni alle api e agli altri insetti utili, gestendo le popolazioni del giardino con un obiettivo di equilibrio

La fase "ibrida"

Francisco Panteghini spiega che le linee guida non sono "integraliste". Il problema è che quasi tutti i giardini sono stati concepiti in passato senza tenere conto delle logiche di cura naturale, quindi, ad esempio, quasi sempre contengono accostamenti di piante che non vanno bene per la salute complessiva del giardino, che per essere curato in maniera assolutamente naturale avrebbe bisogno di essere concepito come un micro-ecosistema perfettamente compatibile con l'ecosistema più grande del luogo in cui si trova. Quindi a volte è assolutamente necessario ricorrere a metodi meno naturali, perchè non si può "cancellare" il giardino del cliente, se non per sua espressa richiesta. Quello che però si può fare in questi casi è limitare il più possibile l'uso di veleni ed inquinanti e magari concordare con il proprietario una transizione "morbida" verso un giardino sostenibile che col tempo richieda sempre meno sostanze nocive, fino ad arrivare a zero. 

Il loro marchio si sta ora espandendo in molte regioni d'Italia. Per informazioni sul giardiniere bioetico più vicino a te, clicca QUI.

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