Traffico di rifiuti: arresti e sequestri nella Tuscia

rifiuti tusciaUn noto imprenditore orvietano, insieme ad altri colleghi e dipendenti delle ditte di Orvieto e Castiglione in Teverina sono stati arrestati con accuse che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla gestione illecita di rifiuti all’autoriciclaggio e al falso.

A scoprire il vasto giro di affari, per un valore di 46 milioni di euro, è stata la Guardia costiera con un’indagine, coordinata dalla Dda di Roma, che ha portato alla luce un traffico illecito di rifiuti tossici spediti via mare dall’Italia fino in Asia. Materiali - come motori di treni o compressori di frigoriferi - che dovevano essere trattati secondo stringenti normative ambientali ma che invece venivano semplicemente maciullati e, una volta giunti a destinazione, riciclati rivenduti sotto forma di padelle e sportelli per auto. I rifiuti partivano dai porti di Civitavecchia, Livorno, La Spezia, Genova e Ravenna per raggiungere la Cina, la Corea, il Pakistan e l’Indonesia.

di Sergio Zanchi

rifiuti tuscia1Il centro dell’inchiesta erano le due aziende locali: la Tmr di Castiglione in Teverina e la Alluminio Frantumati di Orvieto. L’inchiesta è partita all’inizio del 2016, quando da un controllo dei trasporti via mare gli investigatori si sono imbattuti nei traffici delle due società che effettuavano movimenti apparsi subito sospeti. Se infatti i porti di destinazione erano sempre gli stessi, quelli di partenza variavano: ascoltando le telefonate, la Guardia costiera ha scoperto che si trattava di una scelta fatta per sviare le indagini.

Un sistema che coinvolgeva direttamente un noto imprenditore di Orvieto, P. T. le sue iniziali, che è stato arrestato dalla Guardia Costiera e ritenuto al vertice dell’organizzazione che vedeva nella Alluminio Frantumati di Orvieto, rinata dall’attività della ex Trentavizi s.p.a., il centro delle “operazioni”. In manette anche il titolare della Alluminio Frantumati, C. P. le iniziali, e altri dipendenti della società che opera a Bardano: le responsabili del settore amministrativo E. S. ed E. L., e il responsabile del settore operativo M. M.

Per la Tmr di Castiglione in Teverina, che aveva collegamenti con la ditta orvietana sono statti arrestati: il titolare, M. M. le iniziali, e il responsabile del settore amministrativo N. C.

rifiuti tuscia2Gli arrestati sono stati prelevati dal loro posto di lavoro o nelle loro abitazioni e dopo le attività giudiziarie di notifica del provvedimento gli organi inquirenti hanno disposto gli arresti domiciliari.

Dieci i milioni di euro di beni sequestrati in due anni d’indagine. “Le misure adottate – spiega la Guardia costiera – sono state calibrate per censurare le attività dei soggetti e delle aziende che hanno operato illegalmente, interrompendo in via preventiva le condotte e cessando i traffici illeciti”. 

Il trucco ideato dall’organizzazione era allo stesso tempo semplice e pericoloso: mediante vari giri di false attestazioni e certificati,le aziende acquistavano rifiuti industriali contaminati - soprattutto da Pcb, i policlorobifenili considerati tossici come la diossina - ne simulavano la bonifica e li rivendevano tal quale come materiale recuperato e "pronto forno” per un nuovo ciclo produttivo.

In realtà i rifiuti, in Italia, subivano soltanto una mera macinatura e, inquinatissimi, venivano spediti via mare all’estero senza nessuno scrupolo per la salute degli operatori che entravano in contatto con Pcb, solventi e idrocarburi ben oltre i limiti consentiti dalla legge. mediante vari giri di false attestazioni e certificati, le aziende compravano i rifiuti industriali complessi e contaminati - anche da Pbc, vale a dire dai policlorobifenili, sostanze tossiche equiparate alla diossina - e, dopo aver simulato le procedure di bonifica ambientale previste dalle normative italiane e internazionali, li rivendevano tali e quali spacciandoli come materiale recuperato e “pronto forno" per un nuovo ciclo produttivo. In sostanza, le aziende si limitavano a `macinare´ i rifiuti, per poi spedirli dall’altra parte del mondo senza minimamente preoccuparsi della salute di chi sarebbe entrato in contatto con quei materiali.

fonte: http://www.orvietonews.it/cronaca/2017/10/12/traffico-di-rifiuti-arresti-e-sequestri-tra-orvieto-e-castiglione-in-teverina-57722.html

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