Economia

Il business delle acque minerali: ogni euro di canone le aziende ne incassano 191

28 Aprile 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia
Minerali business“Per ogni euro speso in canoni di concessione” le società proprietarie delle acque minerali realizzano “191,35 euro in ricavi dalle vendite”. Insomma un grande affare ma non per le casse pubbliche bensì per quelle private.
Ad accertare l’evidente sproporzione non è una Ong né un’associazione ambientalista ma il Mef, il ministero dell’Economia e Finanze che per la prima volta pubblica un report (dati 2015) “dedicato allo sfruttamento delle acque minerali e termali”. In soldoni l’incasso totale per le amministrazioni locali (18,4 milioni) corrisponde allo 0,68% del fatturato del settore dell’imbottigliamento delle acque minerali, pari a 2,7 miliardi nel 2015.
 
di Enrico Cinotti
Il business delle acque minerali: ogni euro di canone le aziende ne incassano 191 - 4.7 out of 5 based on 3 votes

Tav, non c’erano ragioni per sostenere anni di lavori. Ma allora perché li abbiamo iniziati?

01 Marzo 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Della vicenda della Tav in Val di Susa ciò che colpisce è la sua capacità di far perdere ad analisti, giornalisti e politici il filo di un pensare razionale. In una società – e in un tempo – che del calcolo razionale ha fatto il suo ancoraggio, la Tav in Val di Susa è una decisione collettiva che i suoi promotori hanno collocato in uno spazio nel quale la logica e l’evidenza empirica non trovano posto. Chi si oppone alla realizzazione dell’opera ha le sue ragioni e le ha rappresentate con un movimento che ha assunto un rilievo politico forte. Da quando nel 2006 scrissi un piccolo libro sul tema (Dove sono le ragioni del sì? La Tav in Val di Susa nella società della conoscenza, Torino, Seb 27, 2006) il mio interesse maggiore è però andato alle “ragioni del sì”: come argomentano la loro posizione coloro che sono favorevoli all’opera?

di Antonio Calafati

Notav2018

Tav, non c’erano ragioni per sostenere anni di lavori. Ma allora perché li abbiamo iniziati? - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Disoccupazione in Europa: una misura più completa

28 Febbraio 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Disoccupazione Europa

1. Non vi è dubbio che il fenomeno della disoccupazione eserciti un ruolo determinante nella dinamica sociale e nella percezione che di questa si ha. In Italia, il dato pubblicato da ISTAT, relativo allo scorso mese di settembre, segnala un tasso di disoccupazione pari all’11,1% delle forze di lavoro. Un miglioramento rispetto a dodici mesi prima, quando tale parametro si attestava all’11,8%. In valori assoluti, si è passati da 3.045.000 persone in cerca di lavoro alla fine del terzo trimestre del 2016, a 2.891.000 disoccupati nella stessa data del 2017.

di Antonino Iero

Tuttavia, se inquadriamo la questione nel contesto più generale e confrontiamo la posizione dell’Italia con la media dell’area euro e con le altre tre grandi economie dell’Unione Monetaria, emerge come il nostro Paese resti pur sempre, subito dopo la Spagna, quello con il più elevato tasso di disoccupazione.

Disoccupazione Europa1

Il controcontatore

19 Febbraio 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia
Il controcontatore - 4.3 out of 5 based on 4 votes

Obsolescenza programmata: l’Italia maglia nera, l’esempio della Francia

12 Gennaio 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Obsolescenza2018L’accusa della Francia nei confronti di Apple accende un grosso riflettore su un tema che da anni innervosisce i consumatori: l’obsolescenza programmata degli elettrodomestici. Su questo argomento, l’Italia è indietro rispetto a tanti altri paesi europei, che invece hanno già una legislazione ad hoc. A dare una scossa è stata sicuramente la Francia che a partire dal 2014 ha approvato una legge anti-furbetti dell’obsolescenza programmatica, diventata reato, che prevede una pena massima di due anni di reclusione per l’amministratore delegato dell’azienda responsabile dell’alterazione della durata dei prodotti da mettere in vendita.

di Lorenzo Misuraca

 

Obsolescenza programmata: l’Italia maglia nera, l’esempio della Francia - 4.0 out of 5 based on 1 vote

I sindaci della Val di Susa scrivono al governo francese

09 Gennaio 2018 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Quest'opera non s'ha da fare: è in sintesi il messaggio che la Val di Susa manda al governo francese con un documento articolato inviato nei giorni scorsi.«Anche perché, se la Francia dichiarerà di volerla realizzare, la maggioranza dei costi li pagherà l'Italia...» aggiungono dal Piemonte.

TAV Sindaci

I sindaci della Val di Susa scrivono al governo francese - 4.0 out of 5 based on 1 vote

Negli Stati Uniti non c’è più la net neutrality

15 Dicembre 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Net neutralityNegli Stati Uniti è stato approvato un regolamento che di fatto mette fine alla “net neutrality” (“neutralità della rete”), il principio secondo cui i fornitori di accesso a Internet (Internet Service Provider, ISP) non possono favorire certi contenuti su altri, rendendo per esempio più rapido l’accesso a un sito di notizie o di video rispetto a un altro. Il regolamento è stato votato dalla Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia governativa che si occupa di vigilare sulle comunicazioni, con 3 voti a favore dei Repubblicani e 2 contrari dei Democratici. Appena due anni fa l’agenzia era a maggioranza Democratica e aveva votato per rendere effettive regole che tutelassero il più possibile la net neutrality.

Negli Stati Uniti non c’è più la net neutrality - 1.0 out of 5 based on 1 vote

Ri-Generation: gli elettrodomestici che fanno bene

17 Novembre 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Cosa ci fanno insieme uno dei principali distributori europei di ricambi per elettrodomestici e il Servizio missionario giovani? Semplice: il primo negozio italiano di elettrodomestici ricondizionati in Italia!

di Paolo Cignini

Ri Generation

Ri-Generation: gli elettrodomestici che fanno bene - 4.0 out of 5 based on 1 vote

India a un anno dalla lotta al cash fallita, demonetizzazione è stata un flop

10 Novembre 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Cashless IndiaLa lotta al contante in India è stata un flop, ma il governo Modi non ne ha risentito politicamente, restando ben saldo.

Un anno fa, il premier indiano Narendra Modi lanciava a circa 1,3 miliardi di suoi concittadini un annuncio scioccante: le due banconote dal taglio più alto di 500 e 1.000 rupie, allora circa 6,50 e 13 dollari rispettivamente, sarebbero diventate fuori corso dalla mezzanotte del giorno seguente e sarebbero state scambiate in banca, dove al di sopra di certe quantità esibite, ai detentori sarebbero state richieste informazioni sulla provenienza e in assenza di una adeguata giustificazione, sarebbe scattata la segnalazione al fisco. La misura fu realmente uno shock, se si considera che le banconote ritirate dalla circolazione erano ben 15.440 miliardi, pari all’86% del valore del contante totale esistente. 

di Giuseppe Timpone

India a un anno dalla lotta al cash fallita, demonetizzazione è stata un flop - 4.5 out of 5 based on 2 votes

Lo scandalo dell’acciaio giapponese “farlocco” usato nelle auto di tutto il mondo

14 Ottobre 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Scandalo acciaioPrima lo scandalo che ha portato al richiamo di milioni di auto, per gli airbag difettosi della Takata, ora quello dell’acciaio falsificato. Ancora una volta un caso tutto giapponese ma che ha pesanti riflessi sull’industria dell’auto in tutto il mondo. Protagonista la Kobe Steel, gigante della produzione e fornitore di 200 aziende mondiali e, nel settore automobilistico, di General MotorsFord, Honda, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru e Toyota.Il big dell’acciaio ha da poco rivelato che per almeno un anno ha spedito prodotti che non soddisfano effettivamente le specifiche di resistenza e durata concordate con i propri clienti.Una rivelazione choc, ma non del tutto inattesa dopo che lo scorso anno era emerso un caso analogo presso una sua controllata. Da quel momento sono stati scoperte decine di migliaia di tonnellate di prodotti in alluminio e rame, spediti tra il 1° settembre 2016 e il 31 agosto 2017 che “non rispettavano” i contratti di consumo, come ha ammesso la società.

di Riccardo Quintili

Lo scandalo dell’acciaio giapponese “farlocco” usato nelle auto di tutto il mondo - 3.0 out of 5 based on 1 vote

LA POLONIA RIDUCE L’ETA’ PENSIONABILE SFIDANDO LA UE

09 Ottobre 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Zloty euroVi proponiamo quest’articolo di Voci dall’estero che potete leggere anche qui, sull situazione in Polonia, dove il governo, fuori dall’euro, riesce a fare un surplus di bilancio, abbassa le età pensionabili e fa crescere l’economia del 3,9%,  giocando anche molto abilmente sulla sua qualifica di paese della UE in grado di svalutare. Macron ha tentato di impedire alle società di servizio polacche di offrire i propri servizi negli altri paesi ricevendone il veto. Dovremmo imparare dal fatto che c’è vita e ricchezza fuori dall’Euro.

Come riporta Reuters, pare che nel mondo sia possibile essere un’economia più piccola di quella italiana, permettersi una propria moneta, crescere a ritmi del 3,9 per cento, fare politiche demografiche attive e addirittura abbassare l’età della pensione. Fortunatamente ci pensano gli austeri banchieri a ricordare a tutti il più grande pericolo per l’umanità, ossia che gli stipendi dei lavoratori crescano troppo velocemente. E che è proprio un peccato che certi governi tengano addirittura fede alle proprie promesse elettorali.

Di Marcin Goettig

LA POLONIA RIDUCE L’ETA’ PENSIONABILE SFIDANDO LA UE - 5.0 out of 5 based on 3 votes

IL MISSILE DI KIM FA VOLARE IL BITCOIN

31 Agosto 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

BitcoinSarà anche cripto, ma sempre più investitori considerano il bitcoin una valuta rifugio. Ieri, nel giorno in cui la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido per poi cadere nell’Oceano Pacifico, la criptovaluta ha registrato il nuovo record di tutti i tempi a 4.703 dollari (mentre l’oro ha toccato un massimo di giornata a 1.331 dollari l’oncia). L’impennata si è verificata in contemporanea con l’apertura al ribasso di Wall Street e il rialzo rispetto al record precedente, segnato lo scorso 18 agosto, è stato del 4%.

È interessante notare che i più forti acquisti di bitcoin sono arrivati dal Giappone e dalla Corea del Sud, i due Paesi più direttamente minacciati dai missili del presidente nordcoreano Kim Jong-un. Della corsa a un rifugio sicuro hanno beneficiato anche le altre critpovalute, come l’ethereum, tanto che la loro capitalizzazione complessiva ha raggiunto il nuovo record di 162 miliardi di dollari. Un balzo impressionante dall’8 di agosto, quando la capitalizzazione era di poco inferiore ai 90 miliardi.

Ma è davvero un rifugio sicuro il bitcoin?

di Marcello Bussi

IL MISSILE DI KIM FA VOLARE IL BITCOIN - 4.0 out of 5 based on 1 vote

Due anni dopo, ecco che cosa resta del miracolo di Expo

16 Maggio 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Sono passati due anni dal 1 maggio 2015, quando si sono aperti i cancelli di Expo. Sulla narrazione dell’esposizione universale sono stati costruiti il mito della rinascita di Milano e il successo politico del suo commissario, Giuseppe Sala, poi diventato sindaco di Milano. Ora è possibile un bilancio meno ideologico e trionfale e più pacato. Tentiamo di farlo sulla base dei numeri oggi a disposizione.
expo smantellamento

Due anni dopo, ecco che cosa resta del miracolo di Expo - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Terremoto in casa Lidl: Commissariati 214 supermercati per rapporti con Cosa nostra

15 Maggio 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Lidl mafiaTerremoto in casa di una delle maggiori catene di distrubizione alimentare presenti in Italia: Lidl è finita sotto amministrazione giudiziaria, in quattro delle dieci direzioni italiane, in seguito a un’indagine della Direzione distrettale antimafia di Milano, secondo cui all’interno del gruppo vi erano persone che curavano anche interessi della cosche mafiose. Secondo il procuratore aggiunto Ilda Boccassimo e il pm Paolo Storari, si sarebbero “favoriti gli interessi” del clan dei Laudani di Catania. 

di Leonardo Masnata

Terremoto in casa Lidl: Commissariati 214 supermercati per rapporti con Cosa nostra - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Storia del concentrato di pomodoro prodotto in Cina e venduto come italiano

13 Maggio 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Pomodori cinesi2Il bambino ha l’aria concentrata. Vestito con una tuta lacera, le mani protette da un paio di guanti, scava un foro nel terreno. Ci infila la piantina. Copre il foro. Si sposta di circa 30 centimetri e ripete la stessa operazione. Dice di avere dodici anni, ma ne dimostra anche meno. Intorno a lui, un’altra ventina di persone, donne, uomini, qualche altro ragazzo più grande. Tutti fanno gli stessi gesti, veloci e ripetitivi: afferrano le minuscole piante da cassette di plastica e le collocano a terra, a una distanza fissa l’una dall’altra. Finita una cassa, ne attaccano un’altra. E poi un’altra ancora, seguendo le linee dell’aratura.Seduto su una panca di legno ai bordi del campo, il proprietario li osserva pigramente, mentre un caposquadra annota su un taccuino lo spazio che ha coperto ognuno di loro. La sera li pagherà in contanti, a cottimo: 0,17 yuan (2 centesimi di euro) al metro. A fine giornata, i più svelti riusciranno a mettere in tasca una settantina di yuan, più o meno dieci euro.Siamo nello Xinjiang, estremo ovest della Cina, a tremila chilometri da Pechino. Questa regione sconfinata, grande cinque volte e mezzo l’Italia, è tappezzata di terreni dove si coltiva uno degli ortaggi più consumati al mondo: il pomodoro. Una produzione destinata non al consumo interno, ma all’esportazione: i frutti delle piantine immesse nel terreno da questi braccianti a giornata di ogni età saranno trasbordati in una fabbrica, per essere lavorati e mandati in giro per il pianeta sotto forma di triplo concentrato. Dopo opportuna rilavorazione, finiranno nel ketchup della Heinz, nei barattoli che si vendono a due soldi nei mercati africani. O in concentrati e sughi pronti prodotti da marchi italiani.Perché il principale importatore di questo prodotto è proprio il nostro paese: nel 2016, secondo i dati dell’agenzia delle dogane, sono arrivati in Italia 92mila tonnellate di triplo concentrato made in China. Una cifra che segna un aumento del 40 per cento rispetto all’anno precedente.Intere famiglie nei campi

di Stefano Liberti

Storia del concentrato di pomodoro prodotto in Cina e venduto come italiano - 4.8 out of 5 based on 5 votes

Parigi e la novità ‘Lulu dans ma rue’, il portierato di quartiere per risolvere problemi quotidiani

11 Maggio 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

lulu rue conciergerie proximite L 99qd0yInventarsi un lavoro come il “portierato di quartiere”: un’idea geniale al tempo della crisi arriva da Parigi. L’edicola si trova nel cuore della capitale francese, a due passi dalla place de Vosges e di fronte alla chiesa di Saint Paul, nel Marais, e non vende giornali, ma soluzioni di problemi.

L’idea di creare un portierato di quartiere è venuta a Charles-Edouard Vincent, insegnante di economia sociale alla HEC, con trascorsi da docente in giro per il Mondo (ha insegnato anche alla Stanford University). Vincent ha pensato di installare un piccolo chiosco che fosse un punto di riferimento per i parigini in cerca di aiuto per i motivi più disparati. Il professore, in merito alla sua idea, ha dichiarato: “Lulu dans ma rue è un portierato di quartiere, grazie al quale abbiamo ridato umanità alla vita di tutti i giorni. Il nostro obiettivo è quello di aiutare i cittadini di Parigi a risolvere problemi quotidiani piccoli e grandi”. In meno di un anno, “Lulu dans ma rue” di problemi ne ha risolti più di 4000: ha montato tende, aiutato bambini a fare i compiti, preparato cene, riparato rubinetti, portato la spesa su per cinque piani senza ascensore.

Parigi e la novità ‘Lulu dans ma rue’, il portierato di quartiere per risolvere problemi quotidiani - 4.0 out of 5 based on 4 votes

Aiuti di Stato all’economia: in Germania quasi il quadruplo rispetto all’Italia

31 Marzo 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

CIR Aiuti di StatoLa spesa pubblica viene, da alcuni, considerata come un freno per l'economia, tanto che si chiede una riduzione dell'intervento dello Stato che lasci campo libero al settore privato. Inoltre, l'Italia viene indicata come uno dei paesi nei quali l'intervento dello Stato, con "la spesa pubblica improduttiva", in aiuto all'economia, sarebbe più pregnante che altrove. Siamo sicuri che sia realmente così?!

È stato recentemente pubblicato sul sito della Commissione Europea un report intitolato "State Aid Scoreboard 2016" (Quadro di valutazione degli aiuti di Stato nel 2016), che riporta gli aiuti concessi (nel 2015), alla propria economia, da parte dei singoli Stati membri dell'Unione Europea in percentuale del loro PIL. A parte il fatto che pubblicare nel 2017 un report relativo al 2016, con i dati del 2015, qualche dubbio sulla "produttività" della Commissione potrebbe alimentarlo, l'obiettivo sarebbe quello di valutare in quali Stati l'intervento pubblico sia maggiore, ed in quali settori si sia concentrato.

di Luca Pezzotta

 

Aiuti di Stato all’economia: in Germania quasi il quadruplo rispetto all’Italia - 4.7 out of 5 based on 3 votes

Lascia l'azienda ai dipendenti e rinuncia a 4 milioni di euro: "Devo tutto a loro, è il mio modo per sdebitarmi"

28 Marzo 2017 Scritto da Redazione
Pubblicato in Economia

Eric BelileAltro che Paperon de Paperoni, esistono anche milionari dal cuore d'oro e dal portafoglio meno gonfio a causa della generosità. È questo il caso di Éric Belile, il patron francese del colosso della cancelleria Générale de bureautique che, alla soglia del suo pensionamento, ha deciso di rinunciare a una buonuscita di 4 milioni di euro per donare l'attività a chi gli era stato davvero accanto in tutti quegli anni di lavoro: i dipendenti.

Lascia l'azienda ai dipendenti e rinuncia a 4 milioni di euro: "Devo tutto a loro, è il mio modo per sdebitarmi" - 5.0 out of 5 based on 6 votes
Pagina 1 di 15