Politica http://coscienzeinrete.net Fri, 18 Aug 2017 14:09:41 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it I due bulli e l'eclissi americana http://coscienzeinrete.net/politica/item/3016-i-due-bulli-e-l-eclissi-americana http://coscienzeinrete.net/politica/item/3016-i-due-bulli-e-l-eclissi-americana

2 BulliOltre agli incendi, alle esecuzioni mafiose (quelle non mancano mai nel Belpaese, vivaddio) e alle diatribe pro e contro i vaccini di casa nostra...

di Piero Cammerinesi

...questa torrida estate 2017 ci sta tenendo con il fiato sospeso per le intemperanze dei due bulli da strapazzo che si minacciano quotidianamente a suon di proclami e di ringhiose dichiarazioni.
Già, se non sapessimo di avere a che fare con due Capi di Stato dotati di armi nucleari potremmo liquidare la questione con una alzata di spalle e un ben miserevole giudizio sulla loro sanità mentale.
Ma così non è e purtroppo Kim Jong-un e The Donald hanno la capacità di far piombare il mondo in una catastrofe spaventosa dagli esiti imprevedibili.

Tuttavia qualcosa non torna in tutta la faccenda, non credete?

Intendo dire: come è possibile che un minuscolo Paese - per quanto governato da un dittatore megalomane - possa sfidare l'unica superpotenza mondiale, in grado di cancellarlo dalla faccia della terra in pochi minuti?
Chi di voi in una lite stradale scenderebbe dalla macchina disarmato per insultare una banda di picchiatori con spranghe e coltelli?
Se c'è qualcuno alzi la mano.

2 Bulli 1Non solo; quale stratega militare che vuole sfidare - novello Davide contro Golia - la più grande potenza militare mondiale rivelerebbe in anticipo le sue mosse?
È di oggi la notizia che il generale Kim Rak-gyom, a capo dell'unità balistica speciale di Pyongyang dichiara di apprestarsi a lanciare quattro missili balistici a raggio intermedio in direzione della base americana di Guam.
Non vi pare strano?

No, i conti non tornano.

 

2 Bulli 2Vediamo la questione più da vicino.
Innanzitutto va ricordato il fatto che gli USA hanno emanato - con validità dal 1. Settembre prossimo - un divieto assoluto ai propri cittadini di recarsi in Corea del Nord e questo in fragrante violazione della risoluzione sulle sanzioni che prevede comunque una continuità del dialogo tra le parti. Tale divieto emanato dal Governo americano non solo è incostituzionale ma è esattamente antitetico all'intento dichiarato dalla Risoluzione ONU, in quanto mira a un incremento dell'ostilità tra i due Paesi impedendo ai propri cittadini di rendersi conto personalmente dello stato delle cose e non solo attraverso il mainstream media ormai del tutto asservito alle linee guida di Washington.

Teniamo presente, inoltre, che se la giustificazione offerta per il divieto è quella solita di "proteggere i cittadini americani" lo stesso New York Times - non propriamente una 'testata libera - un paio di settimane fa, aveva raccontato come la Corea del Nord sia uno dei Paesi più sicuri al mondo mentre, per converso, Paesi dove gli americani hanno avuto seri problemi coma Siria, Iraq, Iran, Afghanistan non siano affatto interdetti ai cittadini nordamericani.
Come si diceva, la risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU impone che "tutti i Paesi intensifichino i propri sforzi astenendosi da qualsiasi azione che possa aggravare la tensione".
Invece gli USA decidono di non consentire a nessun cittadino e, sopratutto, a nessun giornalista di recarsi a Pyongyang per vedere di persona come stanno veramente le cose e ringhiano invece - per bocca de generale Mad Dog' James Mattis - 'cane pazzo' come viene...affettuosamente soprannominato il nuovo Segretario alla Difesa - che "tutte le opzioni sono sul tavolo".
E, dopo il conato di minacce di The Donald, l'hollywoodiano "Fire and fury", non è difficile intuire a quali opzioni il nostro 'cane pazzo' si stia riferendo.

Ora se abbiamo qualche (lecito) dubbio sulla sanità mentale del giovane dittatore nordcoreano alcuni elementi ci fanno tuttavia ritenere che dall'altra parte del Pacifico la sfida sia decisamente benvenuta dal Deep State, da quel Military-Industrial Complex che è il vero governo-ombra degli USA, sia il Presidente un democratico o un repubblicano, nero o bianco, uomo o donna.

Cosa ce lo fa pensare?

2 Bulli 3Beh iniziamo dal fatto che la 'crisi nordcoreana' ha consentito agli USA di dispiegare in Sud Corea - dunque alle porte di Cina e Russia - l'avanzatissimo sistema missilistico THAAD.
Nonostante il premier cinese Xi abbia manifestato la contrarietà della Repubblica Popolare Cinese e della Russia per questo dispiegamento, ogni nuovo proclama di Pyongyang - cui fa prontamente eco il tweet-ringhio di Trump - offre a gli americani una nuova scusa per procedere nel dispiegamento dei missili.

"Vedete, noi non vorremmo, ma sono loro a minacciarci...ora dicono che colpiranno il territorio americano con i loro missili..."

Guarda caso poi le agenzie di stampa e le presstitutes di tutti i media hanno diffuso - con tempismo perfetto - le valutazioni degli 'esperti' secondo le quali, ebbene sì, la Corea del Nord dispone di atomiche miniaturizzate che potrebbero essere montate sui vettori per colpire il territorio americano.
E allora diamoci sotto, scaldiamo i motori e mostriamo i muscoli con due belle settimane di 'war games' proprio davanti alle coste dei nordcoreani, vediamo cosa hanno il coraggio di fare.
2 Bulli 4E le manovre congiunte di quest'anno, che inizieranno il 21 Agosto - guarda caso proprio il giorno dell'eclissi americana - saranno "le più imponenti della storia".

Ma c'è un altro elemento da tener presente; se George Santayana scrisse che "coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo", questo vale oggi in modo particolare per la diatriba Washington-Pyongyang a proposito della quale il premier cinese ha giustamente affermato che "essa potrà essere risolta solo da Stati Uniti e repubblica Popolare della Corea del Nord quando si decideranno a firmare un trattato di pace".

Trattato di pace?

Già, perché i due Paesi sono ancora tecnicamente in guerra e i coreani non riescono proprio a dimenticare i quattro milioni di morti causati dall'invasione americana degli anni 1950-53.

Non riescono proprio a passar sopra al ricordo delle loro città incenerite da bombe, napalm e guerra batteriologica.

Non ce la fanno a scordare gli esperimenti criminali - poi insabbiati e negati ma accertati - nei quali i prigionieri furono esposti a batteri di nuova creazione per valutarne gli effetti, in totale violazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

Hanno il problema di avere una buona memoria a Pyongyang e di non essere stati 'liberati' dagli inossidabili 'esportatori di democrazia' a stelle e strisce.

Ora tiriamo le fila di quanto sopra.

2 Bulli 5Abbiamo visto come il Military-Industrial Complex, vero artefice della politica estera di Washington, abbia accolto con malcelata gioia le intemperanze del bullo di Pyongyang, come invece di abbassare la tensione tra i due Paesi che hanno un contenzioso di oltre mezzo secolo stia invece facendo di tutto per provocare i nordcoreani con minacce alla John Wayne, come abbia sfruttato astutamente l'occasione per completare l'accerchiamento dei suoi veri competitori, Cina e Russia con l'avanzatissimo sistema missilistico THAAD, come - sempre facendosi passare per parte lesa, ci mancherebbe, altrimenti come potrebbero i falchi di 'cane pazzo' ottenere dal Congresso finanziamenti militari praticamente illimitati senza un 'nemico' da schiacciare? - abbia in programma gli 'war games' più grandi di sempre a un passo dalle coste nordcoreane.
Ebbene, si tratta esattamente della stessa strategia usata in Medio Oriente con l'Isis, tenuto artificialmente in vita per giustificare i fondi del Congresso e l'opportunità di presidiare tutte le zone strategiche del pianeta in funzione dell'accerchiamento di Russia e Cina.
In fondo The Donald, apprestandosi a firmare sostanziosi stanziamenti per chi realmente comanda negli USA, il Deep State, l'ha detto chiaro e tondo che "nessuno oserà sfidare la potenza militare americana".

Ma sarà realmente così?
E fino a quando?
Forse i nostri 'amici' di oltreatlantico non ricordano che non esistono imperi che durano per sempre.

Non sarà che l'eclissi del 21 Agosto - con il senso occulto che ha ogni eclissi sul suolo terrestre - che coincide con l'inizio della sfida militare a Pyongyang non sia anche un segnale dell'inizio di una eclissi dell'Impero americano?

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pierocammerinesi@hotmail.com (Piero Cammerinesi) Politica Sat, 12 Aug 2017 07:57:19 +0000
Lotta alle fake news o censura del pensiero critico? http://coscienzeinrete.net/politica/item/3015-lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico http://coscienzeinrete.net/politica/item/3015-lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico

Fake News CensuraÈ arrivato all'esame delle Commissioni Affari Costituzionale e Giustizia del Senato il disegno di legge che prende il nome dalla sua prima firmataria, Adele Gambaro. Obiettivo dichiarato? Lotta alle fake news. Ma è proprio così? Giuristi ed esperti: «Alto rischio di deriva liberticida».

È stato assegnato all'esame delle Commissioni Affari Costituzionale e Giustizia del Senato il disegno di legge che prende il nome dalla sua prima firmataria, Adele Gambaro. Obiettivo dichiarato: lotta alle fake news. Ma è proprio così?

C’è già chi ci ha visto profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di opinione e di pensiero. Sono le preoccupazione che alcuni tra costituzionalisti, giornalisti e attivisti hanno sollevato riguardo il Ddl Gambaro (QUI scaricabile il testo  ) che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni non veritiere online. Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita. A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa Corte, nonché docente universitario ed ex presidente della Scuola superiore della magistratura.

«Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente» spiega Onida. «L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. Peraltro le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione. Ma partiamo dall’articolo 1: crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. Ma chi verifica? Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica?  Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché».

Controllo sulle opinioni

«L’articolo 2, poi, introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee» prosegue Onida. Si legge infatti che la pena della reclusione non inferiore a dodici mesi e l’ammenda fino a 5.000 euro sono previste anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online“.

E qui si inserisce anche la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione» dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la Campagna StopTtip in Italia.

«Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già. Penso, invece, al Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra Europa e Stati Uniti, il Ttip, e alla sua copia in minore per interessi e fatturati che l’Europa ha sottoscritto e ratificato con il Canada, il Ceta, come tutti i trattati commerciali di ultima generazione. I loro testi sono riservati, noti solo ai team tecnici che se ne occupano. Nemmeno i Parlamenti e i Governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative. Per conoscerli a fondo è stato prezioso pubblicare tutti i documenti ufficiali che le realtà sociali, o altre fonti dirette o indirette, hanno via via sottratto alla loro segretezza. Questa attività, fortemente criticata da molti decisori politici, ha portato quasi 5 milioni di persone in tutta Europa a schierarsi contro la loro approvazione. Ha spinto, inoltre, l’Ombudsman europeo a imporre alla Commissione UE di rendere più accessibili i documenti, permettendone la lettura prima della loro approvazione, almeno ai parlamentari europei chiamati a votarli. Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena».

Attendibilità e verità

Ritornando al testo del disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per «prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica». «Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla» aggiunge Onida. «Anche l’articolo 7 ripropone un’inaccettabile controllo dall’alto di verità. Si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi. Ma com’è pensabile? È uno strumento di controllo autoritario e illegittimo. E suona analogo anche l’ultimo articolo del disegno di legge, il numero 8, che prevede che la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche».

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e, soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida» ha scritto dal suo blog su Il Fatto quotidiano  Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie.

«Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge » aggiunge Scorza, «che era il 2000 quando l’Unione europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i Paesi membri dell’Unione europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti. Un divieto che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, professore di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio»  . «Nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Lo trovo soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro».

«Non voglio cercare di indovinare le intenzioni dei deputati, ma stando a ciò che ho letto mi pare una chiara deriva autoritaria, che sia voluta o inconsapevole» dice Federico Pistono  , laurea in informatica, un master nel centro ricerche della Nasa, scrittore e co-fondatore di Axelera, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie.

«O sanno come funziona internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene. Di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico; per esempio, chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa».

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Attualita/Lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 10 Aug 2017 11:23:09 +0000
Fatta la la legge....cambiato il bugiardino http://coscienzeinrete.net/politica/item/3013-fatta-la-la-legge-cambiato-il-bugiardino http://coscienzeinrete.net/politica/item/3013-fatta-la-la-legge-cambiato-il-bugiardino

HexyonDopo l'approvazione della legge sull'obbligo vaccinale venerdi 28 luglio alla Camera, l'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) ha modificato il bugiardino del vaccino esavalente Hexyon. 
«E allora?» direte voi? 
Vediamo di capire.


L'esavalente Hexyon, in commercio in Italia è un vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale (sorvegliato speciale), e non può essere utilizzato oltre i 24 mesi di vita. Così, chi non è in regola con l'obbligo della nuova legge e ha superato quella età non dovrebbe essere sottoposto a quel vaccino. 
Infatti sul sito dell'Agenzia Europea dei medicinali (EMA) a pag. 7 dell’RCP, il riassunto delle caratteristiche del prodotto (che non è il foglio illustrativo contenente le informazioni per l’utilizzatore…) è scritto:
"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici". [1]
In altre parole, la casa farmaceutica (Sanofi Pasteur) ci sta dicendo che non ci sono studi sulla sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi. 

➡ Vedi foto 1

 

 


Così come non ci sono dati disponibili sulla a sicurezza e l’efficacia di Hexyon nei neonati di età inferiore alle 6 settimane (v. pagina 4), ovvero neonati ‘pretermine’ che devono essere vaccinati al compimento del 60 giorno di vita e quindi in base alla loro età cronologica e non in base all’età corretta.
Anche nel foglio illustrativo dell'Agenzia Italiana del farmaco AIFA 

➡ aggiornato al 10 GIUGNO 2016, alla seconda pagina “Che cos'è Hexyon e a che cosa serve” è scritto: "Hexyon viene somministrato ai bambini a partire da sei settimane fino a 24 mesi di età". [2] 

➡ Vedi foto 2 allegata al nostro post

 

 


E fin qui ci siamo.
Se però andiamo a consultare oggi la home page dell'AIFA e dalla banca dati farmaci e cerchiamo Hexyon, troviamo un nuovo foglio illustrativo 

➡ datato 29 LUGLIO 2017 dove alla seconda pagina “Che cos'è Hexyon e a che cosa serve” è scritto: "Hexyon viene somministrato ai bambini a partire da sei settimane di età" senza fare alcun riferimento all'età massima di somministrazione che è 24 mesi. [3]
Quindi, ricapitolando, anche se l'EMA e fino a ieri l’altro l'AIFA affermavano che non si poteva somministrare l'Hexyion ai bambini di età superiore a 24 mesi per assenza di studi clinici, il giorno successivo all’approvazione della legge sull'obbligo vaccinale (28 LUGLIO 2017), per non mettere in difficoltà le Asl nel “recupero” dell’immunità vaccinale dei bambini di età superiore ai 2 anni non in regola con l'obbligo, si consente la somministrazione di un vaccino in monitoraggio addizionale, senza studi clinici per quella fascia di età.
Ne consegue che il paziente cui fosse inoculato l'Hexyion fungerebbe sostanzialmente da cavia. 
Sia nel caso che abbia età inferiore a 24 mesi (essendo il farmaco in monitoraggio addizionale, ovvero farmaco ’sorvegliato speciale’ al fine di individuare nuove informazioni sulla sicurezza), ma soprattutto, nella fattispecie nel caso di età superiore ai 2 anni, non essendo disponibili nemmeno studi sulla sicurezza in questa fascia di età.
Probabilmente per non mettere in difficoltà le Asl nell’attenersi al decreto Lorenzin qualcuno ha pensato bene di risolvere il problema togliendo la scritta "La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".
In verità gli “studi clinici” si faranno. A partire da adesso. Cavie per una sperimentazione di massa ne hanno a sufficienza. 

Questo è quanto.
Questo fatto della sperimentazione di massa la fece già presente il professor Ivan Cavicchi (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/icavicchi), esperto di politiche sanitarie, [4] ne parlò anche in una audizione in Senato il senatore Romani. [5]

Nessuno vi ha prestato orecchio.

Abbiamo sentito più volte dire che «bisogna restare in campo scientifico», ma l’impressione che abbiamo avuto è che la scienza si sia messa al servizio per giustificare interessi politici, economici e personali. 

Per fare questo si sono cancellati gli effetti avversi dei vaccini, forse semplicemente per non dare adito ad effetti contraddittori sulle vaccinazioni… ma affermare questo vuol dire negare che ci sono persone che vivono quotidianamente sulla loro pelle il problema creato dalla vaccinazione, che è un qualcosa di più di una semplice ‘punturina’, così come leggiamo sui giornali o sentiamo dire in televisione…

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FONTI:

[1] EMA - ALLEGATO I – HEXYON RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

Hexyon sospensione iniettabile in siringa preriempita. Vaccino coniugato (adsorbito) contro difterite, tetano, pertosse (componente acellulare), epatite B (rDNA), poliomielite (inattivato) ed Haemophilus influenzae di tipo b.

A pagina 7, paragrafo 4.8 ‘effetti indesiderati’ al punto a: ‘riassunto del profilo di sicurezza’ si legge: 

"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".

http://www.ema.europa.eu/…/EPA…/human/002796/WC500145758.pdf

VEDI ANCHE:

RCP Hexyon 

➡ APRILE 2017 - Ausl di Modena: 

a pagina 4, paragrafo 4.8 ‘effetti indesiderati’ al punto a: ‘riassunto del profilo di sicurezza’ si legge: 

"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".

http://www.ausl.mo.it/…/e%252F9%25…/P/BLOB%3AID%3D6328/E/pdf.

[2] FOGLIO ILLUSTRATIVO

Documento reso disponibile da AIFA il 10/06/2016 – pagina 45

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/…/servlet/PdfDownload…

[3] FOGLIO ILLUSTRATIVO

Documento reso disponibile da AIFA il 29 LUGLIO 2017 – pagina 36

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/…/servlet/PdfDownload…

[4] PSICOSI VACCINI

Dopo che il professor Ivan Cavicchi (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/icavicchi), esperto di politiche sanitarie, ha spiegato che «mancano ricerche scientifiche sugli effetti collaterali di medio e lungo periodo», e dopo che ha avvisato che l’Italia, con 12 vaccini obbligatori, sarebbe stata «una specie di Paese sperimentale» e che il decreto Lorenzin «rischia di essere una sorta di ricerca scientifica di massa», Davide Faraone (Pd), Sottosegretario al Ministero della Salute, ha risposto: «Non credo che il fatto che l’Italia sia un Paese che sperimenta una obbligatorietà, anche su quel numero di vaccini, debba essere per forza considerato un fatto negativo».

Ora il punto non è il parere di Faraone che, per carità, è liberissimo di considerare negativo o meno tutto ciò che vuole. Il punto è che ha ammesso che i nostri figli saranno utilizzati come cavie dal Governo e dalle industrie del farmaco per un esperimento di massa di cui non si conoscono le conseguenze!

La Gabbia Open 28 giugno 2017 – Psicosi vaccini

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=HbfJohAASrw

[5] Audizione in Senato 12 luglio 2017

Intervento del Dottor Maurizio Romani sul decreto Vaccini 

VIDEO: https://youtu.be/WYGKSKvOEM4

 

Fonte: http://telegra.ph/Fatta-la-la-leggecambiato-il-vaccino-07-30

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Tue, 08 Aug 2017 15:08:48 +0000
Le strane alleanze delle multinazionali farmaceutiche http://coscienzeinrete.net/politica/item/3012-le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche http://coscienzeinrete.net/politica/item/3012-le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche

GAVIEsiste, in questo nostro mondo globalizzato, anche una “alleanza globale per i vaccini”, di nome GAVI. Essendo globale ha un nome inglese “Global Alliance for Vaccines and Immunisation”.

Tale organizzazione transnazionale che, come è d’uso per questo tipo di… come possiamo chiamarle?, istituzioni, aziende del terziario, compagnie di ventura?, è fuori da ogni controllo pubblico e popolare, è stata fondata nel 2000 dalla famigerata Bill and Melinda Gates Foundation per ”incrementare l’accesso a vaccini nuovi e sottoutilizzati” per i bambini che vivono nei paesi poveri. I vaccini “nuovi” ormai compaiono a un ritmo sempre più incalzante, e che siano sottoutilizzati lo decidono loro. Loro chi?

di Sonia Savioli

GAVI sta a Ginevra, dice di collegare settore pubblico e privato (traduzione: il pubblico sono gli stati che pagano, il privato le industrie farmaceutiche che vendono). Ma ci sono anche le agenzie ONU e le ONG (toh, che caso! ndr), che finanziano o sono finanziate, in questa superalleanza. E cioè, sempre gli stati che pagano (con le nostre tasse, perché i paperoni della grande industria dalle loro possono scalare persino il Brunello Riserva da millecinquecento euri a bottiglia, dato che le loro sono sempre cene “di lavoro”).

Gavi1

Nel gennaio 2000 la fondazione Gates spese settecentocinquanta milioni di dollari (deducibili dalle tasse) per creare GAVI.  Lo scopo dichiarato della superalleanza globale è, non solo di “reperire risorse finanziarie” per i vaccini che già sono sul mercato, ma anche per crearne di nuovi (i quali permetteranno di reperire nuove e ingenti risorse finanziarie a chi li fa e li vende. Questo non è dichiarato ma io e voi siamo ancora dotati di logica).  Altro obiettivo dichiarato è arrivare a farli pagare, i vaccini, ai governi delle nazioni “in via di sviluppo”.

Dimmi chi sei e ti dirò cosa vuoi.

E chi c’è a dirigere questa “Alleanza per i vaccini” che dice di volere il bene dei bambini dei paesi poveri?                                                                          

Gavi2A tirare le fila è Ngozi Okonjo Iweala, una più che robusta signora nigeriana con un curriculum di tutto rispetto (per la GAVI).  E’ stata per due mandati ministra delle finanze e per un mandato ministra degli esteri del governo nigeriano, prima ancora è stata direttrice della Banca Mondiale (toh, che caso! ndr), di cui per ventun anni era stata “economista dello sviluppo”; è una dei dirigenti della Fondazione Rockfeller e non vi elenco tutti gli altri incarichi “minori”, perché al suo quattordicesimo incarico da dirigente o consulente in università di mezzo mondo e istituzioni sovranazionali mi sono stufata e ho cominciato a domandarmi come facesse, con tutti quegli incarichi, a mantenersi così in carne, che di solito gli affaristi iperattivi, tra un convegno e un aereo e un altro aereo e una riunione a porte chiuse, fanno appena in tempo a sbafarsi due tartine col caviale e un bicchiere di sciampagna (spuntino di lavoro), anche se poi magari a cena si scolano una bottiglia di Brunello da millecinquecento dollari e fanno bene a scalarla dalle tasse perché loro non smettono mai di lavorare, neanche quando dormono.

Si vede che la signora ha una marcia in più. E il quotidiano britannico The Guardian, infatti, la definisce “una speranza per l’Africa”; e non è il solo, un coro di lodi viene cantato attorno alla ex ex ex ministra nigeriana.

Gli unici che nel coro stonano un po’, peccato, sono proprio i nigeriani. I quali nel 2016 chiedevano conto alla signora Ngozi Okonjo di alcune cosette che non tornavano.   

Prima di tutto non tornavano i conti dello Stato di quando lei era ministra delle finanze, secondo l’Alta Corte Federale di Lagos: in quattro anni erano scomparsi trenta bilioni di Naira (la moneta nigeriana, che non vale molto, un euro equivale a circa 230 naira, ma 30 bilioni di naira sono una cifra da capogiro per qualsiasi paese e cambiati in qualsiasi valuta, se pensate che un bilione sono mille miliardi).

E poi c’è stata, sempre nel 2016, una richiesta di indagine su di lei inviata alla ICC (Corte Criminale Internazionale) per uno scandalo di traffico di armi ammontante a due miliardi e rotti, questa volta di dollari.

Visto il curriculum dell’insigne, noi, che non possiamo dedurre dalle tasse, dedurremo molto altro e trarremo le nostre conclusioni, forse un po’ diverse da quelle del Guardian.

Tra i sommi dirigenti di GAVI c’è anche David Sidwell, una specchiata carriera di banchiere internazionale tra Morgan StanleyJP Morgan, UBS.

Gavi3Del resto la GAVI non fa mistero della sua propensione finanziaria. A parte il blablabla sul salvare i bambini, quando si passa alle cose serie ecco come presenta sé stessa ai suoi “clienti”. Il titolo è “Il modello affaristico GAVI”, che “raccoglie la domanda dei paesi poveri, e invia ai produttori un chiaro segnale che vi è un ampio mercato percorribile per i vaccini” e “Il sostegno dei donatori… renderà possibile per i produttori fare nuovi investimenti per aumentare la produzione”

Quanto alla salute, pare che non si preoccupino solo di quella dei bambini, dato che in un loro documento dedicato ai fornitori di vaccini e compagnia bella, si impegnano a “migliorare la salute del mercato dei vaccini fino a far sì che la produzione incontri la richiesta… e siano ridotti al minimo i rischi per i fornitori” e si impegnano anche a procurare ai “produttori” “risorse, informazioni e incentivi per superare gli impedimenti ed entrare e competere nel mercato”.

Come azienda non c’è male. Noi italiani possiamo testimoniare che hanno fatto un buon lavoro.

E sempre per parlare di affari...

Poiché abito vicino a un piccolo paese, ogni tanto mi capita di frequentarne il bar che, essendo i piccoli paesi ancora leggermente arretrati, è un luogo di socializzazione, privo di televisione ma dotato di giornale. A cui dò sempre un’occhiata per regolarmi su quali sono le bugie e montature del momento. A parte la cronaca nera, che il più delle volte (non sempre) è veritiera e uno specchio di dove va il mondo e il suo progresso. E lo sono anche gli articoli economici, forse perché i grandi quotidiani ormai non vedono più niente di male nell’arricchirsi a tutto spiano senza badare alle conseguenze. L’importante è che tutto rientri nella legalità o almeno così paia. E le leggi, si sa, cambiano di giorno in giorno e dipendono da chi le fa e da cosa vuole legalizzare.

Perdonate la digressione.

Insomma, mi capita un bel servizio di due pagine su una multinazionale farmaceutica USA, la Eli Lilly, all’avanguardia nei trattamenti contro il diabete. Tutti contenti per gli investimenti in Toscana, e precisamente a Sesto Fiorentino. E sentite qua il pensiero e i sentimenti dei protettori della nostra salute, nella persona del direttore generale di Eli Lilly Italia, uno statunitense di origine russa.

“La nostra presenza è molto bilanciata… Ad esempio in questo momento a livello mondiale c’è una crescita significativa di un nostro farmaco per il diabete, che si chiama dulaglutide, che sta avendo una crescita al di sopra delle nostre stesse aspettative. Uno dei centri di manifattura è proprio l’Italia, dove stiamo accelerando la costruzione di una seconda  linea di produzione per rispondere alla domanda mondiale di tale farmaco” (La Nazione, 3 luglio 2017).

Un vero discorso da manager, che si compiace per l’aumento della produzione e delle vendite.

Come un’impresa di pompe funebri godrebbe di un’epidemia di peste. Se ci fosse un’impresa multinazionale di pompe funebri.

Il giornale poi riferisce che l’azienda “nel 2016 ha realizzato 2 miliardi e 737 milioni di dollari di utili, con un incremento del 13% rispetto al 2015”

“Numeri da record… una delle prime 10 società farmaceutiche del mondo… scoprire, sviluppare, commercializzare farmaci innovativi…”

Evviva evviva! Un vero trionfo. Evviva il diabete e il suo aumento!

Del resto, il diabete non poteva che aumentare, dato che l’OMS e soci hanno abbassato il livello di glicemia considerato normale.

Ah, la magia dei nostri tempi! Come possiamo considerarla, magia bianca o magia nera?

Ma come possiamo fidarci e affidare la nostra salute a chi guadagna dalle nostre malattie?

Se pensate che i padroni delle multinazionali chimico-farmaceutiche hanno interessi e mani in pasta in più o meno tutte le multinazionali, comprese quelle dei prodotti elettronici di cui viene progettato e programmato che si scassino dopo un tempo breve ed effimero da che cominciamo ad usarli, come possiamo pensare che progettino e programmino di farci mantenere o anche conquistare una buona salute?

Se potessero, anche per noi progetterebbero una “obsolescenza programmata”. O lo fanno già? Un po’ diversa da quella dei frigoriferi e dei computer perché noi, se ci scassiamo del tutto, usciamo dal mercato.

Ma ogni essere umano sano è un cliente perso (e da conquistare alla malattia) e loro stessi dichiarano apertamente di voler sviluppare i propri affari: vendere sempre più medicine e di sempre più tipi. Quindi “sperano?”  in sempre più malati e di sempre più malattie.

Il fatto è che tutto ciò che riguarda la salute, e quindi anche l’industria farmaceutica e le medicine non dovrebbe essere di proprietà privata. Dovrebbe essere di proprietà pubblica e sotto il controllo del popolo (e mi scuserete questa parola così desueta ma che mi sembra quanto mai appropriata), come l’acqua, come l’energia, come l’istruzione e tutto ciò che non può e non deve essere oggetto di lucro, pena il degrado e la fine di ogni società che abbia un minimo di coesione, un minimo di giustizia.

Nessuno dovrebbe guadagnare, se non uno stipendio per il proprio lavoro di cura, sulle malattie dei suoi simili. E lo stipendio, benché adeguato, non dovrebbe neanche essere lauto, perché vediamo tutti che i lauti guadagni selezionano quasi sempre il peggio di una società.

Invece oggi le industrie farmaceutiche fanno miliardi a gogò, hanno un potere incontrollabile e incontrollato.

Comunque, voglio finire con una nota positiva.

Anche i ricchi hanno un cuore e anche la Eli Lilly ha una fondazione filantropicaLilly Endowment. Si occupa molto di istruzione e ricerca. L’istruzione le permette, tra l’altro, di formare le nuove leve che ci cureranno coi suoi medicinali. La ricerca è quella sulle biotecnologie sia in agricoltura che in medicina. Così finanziano sé stessi e scalano dalle tasse.

Però finanziano anche le Open Society Foundations di George Soros.

“Cosa facciamo stasera, prof?”

“Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo! Andiamo a conquistare il mondo!”

Se stessimo su un altro pianeta, potremmo anche ridere, vedendo tanto arrabattarsi, tramare, ingannare, sgomitare e distruggere per fare soldi mentre la siccità di un’estate rovente devasta terre e cibo, alberi e animali, e proprio grazie a tanto sgomitare, arrabattarsi, competere, ingannare e ammazzarsi.

Le persone più arretrate del mio piccolo paese (i piccoli paesi hanno un po’ di inestirpabile arretratezza genetica), in questa estate apocalittica, incontrandosi dicono “qui si more tutti”.

E gli amici del farmaco non potranno giovarsene. Non ci sono vaccini e medicine per la morte e non si può abbassare il livello ufficiale dell’essere in vita.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche

NOTA DI COSCIENZEINRETE:

Anni fa, quando pubblicammo il nostro dossier sui Club Mondialisti, mettemmo in luce le innegabili connessioni tra organizzazioni allora reputate "buone" dai più, ed i poteri che lavorano per frenare la crescita delle coscienze. In questa ottica, il lavoro e le connessioni della GAVI riportate nell'articolo sopra, risultano come l'ennesima ramificazione del lavoro continuo di queste forze. L'articolo di Sonia Savioli che abbiamo riportato mette in risalto gli aspetti economici della questione, che però andrebbe inquadrata meglio nell'ottica dello sforzo delle forze anticoscienza di contrastare il vero pericolo al proseguimento del loro dominio millenario. In questi giorni stiamo analizzando la questione GAVI per fornire una più accurata collocazione della questione all'interno del quadro che abbiamo delineato nell'ormai storico dossier

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Sat, 05 Aug 2017 11:00:10 +0000
Il governo italiano sceglie l'industria bellica come pilastro del "sistema paese"... http://coscienzeinrete.net/politica/item/3009-il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese http://coscienzeinrete.net/politica/item/3009-il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese

Armi sistema PaeseIl mensile «Nigrizia» di giugno fa un quadro puntuale della produzione e commercio internazionale delle armi italiane e del coinvolgimento collaborativo e interessato delle banche, che mettono a disposizione dell’industria bellica servizi di intermediazione ben remunerati e conti correnti. Come recita l’incipit, «l’industria militare è il pilastro del sistema Paese. È ciò che pensa il governo. E i dati lo confermano. Cresce la spesa e l’export di armamenti conosce un vero boom. Soprattutto verso i regimi della penisola arabica. Cala, invece, la vendita verso l’Africa. Le banche sostengono il business seppellendo ogni tentennamento etico».

Il dossier è firmato da Gianni Ballarini.

Il 19 aprile scorso si è assistito a uno scarico di blindati e armi alla cabina tabani, nel porto di Piombino. Ancorata c’era la nave Excellent, una grande imbarcazione noleggiata dal Ministero della difesa italiano, battente bandiera maltese. Dopo aver imbarcato un gran quantitativo di armamenti e aver effettuato uno scalo tecnico ad Augusta, s’è diretta a Gedda, in Arabia Saudita, attraversando il canale di Suez. Secondo l’autorità portuale di Piombino quelle armi e quei blindati erano destinati a un corso di addestramento bellico di militari italiani nella penisola arabica. 

L’unico ad alzare la mano e a chiedere spiegazioni su questo singolare traffico è stato il parlamentare di Sinistra italiana-Possibile, Giulio Marcon, il quale ha giudicato «gravissima» l’iniziativa: «L’Arabia Saudita è coinvolta in Yemen in una guerra sanguinosa, è sotto il banco d’accusa dall’Onu per la violazione dei diritti umani e ha sostenuto alcune fazioni terroristiche in Medioriente. Chiediamo —ha proseguito Marcon— l’immediato blocco del trasferimento delle armi nella penisola arabica, lo stop alle esercitazioni e a ogni vendita di armi all’Arabia Saudita».

Governo silente. Media in gran parte distratti (tranne il Tirreno, Italia Oggi e Manifesto). Opinione pubblica ignara. Il tema delle spese belliche e della vendita di armi anche a paesi in conflitto è oramai sdoganato e non più avvolto da alcun tabù. Secondo il rapporto del Sipri (l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), la spesa militare italiana è salita nel 2016 a 27,9 miliardi di dollari. Calcolata in euro corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni. Un flusso irrefrenabile. Ma diventato normale. Quasi ovvio.

L’ultima Relazione governativa sugli armamenti rivela come il Belpaese stia conoscendo una crescita esponenziale soprattutto nell’export armato. Il valore è aumentato dell’85% rispetto al 2015 raggiungendo il valore di 14,6 miliardi di euro. Pesa la mega vendita (oltre 7 miliardi di euro) di caccia Eurofighter Typhoon (28) al Kuwait. Si tratta della più grande commessa mai ottenuta da Finmeccanica/Leonardo. Ma nei primi 11 posti della classifica delle nazioni destinatarie troviamo Arabia Saudita (427,5 milioni), Qatar (341 milioni), Turchia (133,4 milioni) e Pakistan (97,2), che fanno parte di coalizioni di guerra o che sono conosciuti come paesi fortemente repressivi.
Nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, la nuova bibbia governativa, si legge come sia «essenziale che l’industria militare sia pilastro del sistema paese, perché contribuisce al riequilibrio della bilancia commerciale». Per cui merita ogni sostegno possibile.

Africa in calo

In questo contesto, si distingue l’Africa. I 136 milioni di euro, valore delle licenze italiane di esportazione nel 2016, rappresentano il secondo dato più basso dal 2008. Peggio dell’anno scorso è stato solo il 2014. Il calo è stato del 43,4% (oltre 240 milioni di euro nel 2015), con un dato particolarmente negativo per il Nordafrica (-56%). Negli ultimi 5 anni il calo di export verso la sponda sud del Mediterraneo è stato importante: si è passati dai 308,4 milioni del 2012 ai 38,5 dell’anno scorso (-87,5%). A colpire, in particolare, è la chiusura dei rubinetti con l’Algeria, uno dei paesi con cui lavoravano maggiormente le aziende belliche italiane. L’anno scorso hanno commerciato armi per 25,2 milioni di euro. Nel 2012 il dato sfiorava i 263 milioni di euro.
Nell’Africa subsahariana spicca il dato dell’Angola, non propriamente la culla della democrazia e della difesa dei diritti civili: si è passati dai pochi spiccioli del 2015 (72mila euro) agli 88,7 milioni di euro nel 2016, posizionando il paese al 13° posto della classifica dei paesi acquirenti.

Conti armati

E accanto a un’industria bellica italiana in piena espansione, il 2016 ha segnato pure l’esplosione dei conti correnti armati. Gli istituti di credito, infatti, hanno definitivamente seppellito ogni tentennamento morale per rituffarsi a corpo morto sul business delle armi. In un solo anno il valore delle transazioni bancarie legate all’export definitivo di armamenti è passato dai 4 miliardi del 2015 ai 7,2 miliardi del 2016 (+80%), frutto di 14.134 segnalazioni, rispetto alle 12.456 dell’anno precedente. Un boom inarrestabile se si osserva la crescita rispetto a soli due anni fa: +179% (2,5 miliardi di euro, nel 2014).

A occupare il primo posto è il gruppo Unicredit con oltre 2,1 miliardi di euro, pari a circa il 30% dell’ammontare complessivo movimentato per le sole esportazioni definitive, e con una crescita del 356% rispetto al 2015 (474 milioni di euro). Dopo Unicredit, compare il gruppo Deutsche bank, con oltre un miliardo di euro e al terzo posto la banca britannica Barclays bank, con oltre 771 milioni di euro e con una crescita del 113,8% rispetto ai dati del 2015 (360,9 milioni).

Sorprendente la “performance” della bresciana Banca Valsabbina. In un anno le sue transazioni armate sono cresciute del 763,8% passando dai 42,7 milioni di euro del 2015, ai 369 milioni circa dell’anno scorso. Questo istituto –che ha la sua sede a Vestone, piccola realtà della Comunità montana della Valle Sabbia, e la direzione generale a Brescia– evidentemente rappresenta un punto di riferimento per tutto il settore armiero della zona.

Sono i paesi mediorientali, in genere, a essere ottimi clienti delle banche, avendo fatto transitare sui conti bancari del Belpaese una massa enorme di denaro: quasi 4,3 miliardi di euro, pari al 59% del totale. Anche i paesi africani fanno un balzo in avanti, passando dai 300 milioni del 2015 ai quasi 320 milioni del 2016. È l’area subsahariana a incidere maggiormente, con una crescita del 153% (dai 42 milioni del 2015 ai 106,4 dell’anno scorso). Le banche armate, evidentemente, generano fiducia anche al di là del Mediterraneo.

Fonte: Nigrizia n.6 – Giugno 2017

Via: http://www.ilcambiamento.it/articoli/il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Sat, 15 Jul 2017 09:48:56 +0000
Vaccini - BUONE NOTIZIE DI ADESSO, dal presidio permanente di mamme incatenate intorno al Parlamento. http://coscienzeinrete.net/politica/item/3008-vaccini-buone-notizie-di-adesso-dal-presidio-permanente-di-mamme-incatenate-intorno-al-parlamento http://coscienzeinrete.net/politica/item/3008-vaccini-buone-notizie-di-adesso-dal-presidio-permanente-di-mamme-incatenate-intorno-al-parlamento

LA PRIMA PAGINA de "Il Fatto Quotidiano" di ieri!
FQ Prima Pagina

Che almeno una testata nazionale cominci ad indagare sui retroscena di questo ddl osceno, è la prima buona notizia. Sotto ne troverete altre!

Ovviamente la maggioranza di giornali e TV, essendo al servizio del potere, non ne parlano, ma queste mamme sono là giorno e notte in centinaia anche oggi, con famiglie romane che offrono loro ospitalità per poter fare i turni 24 ore su 24, bellissimo!

{youtube}AdJXepZb8aw{/youtube}


Per non influenzare l'opinione mediaticamente indotta nella maggioranza degli italiani, i mass-media hanno volutamente ignorato ogni nostra manifestazione in piazza, ma ce ne sono state decine in tutte le Regioni d'Italia e decine sono già in programma ovunque ( calendario nazionale unificato su http://infoVaccini.Evoluzionari.net )

CIR Pesaro Fiducia

Hanno manipolato la nostra lotta per la Libertà di scelta, chiamandoci sempre NO-VAX, per cercare di dividerci dai PRO-VAX ed "imperare" meglio, ma abbiamo tempestato con migliaia di telefonate ed email tutte le redazioni fornendo loro dati chiari ed onesti, con le foto delle piazze italiane invase dai nostri appelli, nell'incredulità dei redattori all'oscuro di tutto, e siamo comunque riusciti a far uscire le informazioni su alcuni giornali nazionali!

Ci hanno segnalato che grazie alla nostra opposizione organizzata di massa (sabato eravamo alcune decine di migliaia a Pesaro, più 1,8 milioni collegati nella diretta video) in Senato stanno continuando a fare passi indietro:

la multa per i genitori che non vaccinano i propri figli, era da 500 a 7500 euro nel Decreto LoRenzin originale pochi giorni fa è stata ridotta a €500-3500 ed oggi a €100-500.

La sospensione della patria potestà per poter procedere ad effettuare la vaccinazione di forza, è stata rimossa.

I 12 vaccini obbligatori iniziali, sono stati ridotti a 10.

Gli operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici che erano obbligati alle vaccinazioni da un emendamento di pochi giorni fa, sono stati adesso esonerati dall'obbligo.

Il tentativo di far effettuare le iniezioni vaccinali anche nelle farmacie, era stato accolto, ma poi bocciato.

L'infame legge ha ancora 25 giorni possibili di discussione parlamentare, quindi tutto può essere rivisto, ma siamo contenti che la nostra azione pacifica ma organizzata e potente abbia fatto arretrare questi banditi, travestiti da governanti, che vendono la propria anima e coscienza, noncuranti neanche di essere gli artefici di un infanticidio prevedibilissimo!

Tutto ciò sul piano materiale, umano, legale.

Dal punto di vista più importante, quello spirituale, noi li ringraziamo e benediciamo, perché sono anime che si sono accollate uno sporco lavoro, un karma pesante, un po' come il Giuda che ha dovuto tradire per consentire l'avanzata del messaggio Cristico, e sono stati eccellenti operatori anti-coscienza, per consentire un ulteriore passo allo sviluppo inarrestabile della Coscienza umana, che mai retrocede, quello che acquisisce è per sempre, fin dalla notte dei tempi.

Andiamo bene, qualcuno sta preparando già anche il referendum abrogativo, e noi procediamo AD OLTRANZA e AD OGNI COSTO,
fino a quando sarà tolta ogni obbligatorietà, ed il Decreto stralciato, in quanto tale pratica vaccinale forzata comporta rischi molto gravi, e deve quindi essere lasciata LIBERA SCELTA a coloro che AMANO di più al mondo i bambini, e fanno TUTTO IL MEGLIO POSSIBILE per loro: i propri genitori!

Hanno fatto un decreto legge talmente infame, dittatoriale, anti-costituzionale... e hanno generato un potentissimo effetto boomerang che avrà potenti ripercussioni proprio contro i suoi autori, contro la sanità e la medicina, e susciterà l'effetto opposto a quello che per profitti personali privati, a scapito della salute pubblica, avevano cercato d'imporre con violenza da regime..

Per avere la forza di far saltare completamente questo "decreto strappa-figli alle mamme", e per essere già connessi in modo da affrontare insieme prossime battaglie, anche se su altri temi, che certamente non mancheranno, occorre anche la tua presenza: 

aggiungiti su http://vaccini.Evoluzionari.net

così restiamo uniti, organizzati con le prossime mosse, e ti manderemo qualche spezzone video d'interventi di senatori ed altri politici che hanno difeso la nostra libertà con commovente bellezza.

{youtube}LLtz2jkAAgc{/youtube}


 

Noi abbiamo già scritto i loro nomi nel libro bianco, ed a prescindere dal loro partito di appartenenza, ci ricorderemo di loro in cabina elettorale.

E' finita da un bel po' la politica di destra e sinistra, ed anche la politica partitica, è tempo della politica trasversale, o integrale come la chiamano alcuni amici d'oltralpe, fondata sulle persone dotate di maggior coscienza!

Ancora siamo lontani, ma chi è connesso con il cuore sa comprendere se è buona la via.

Aggiungiti a noi su http://vaccini.Evoluzionari.net

e grazie di cuore, a tutti noi.

Uniti si vince!

Passaparola... condividendo

 

 

 

 

di Samuele Canestri

 

Fonte: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1462962183794813&id=199324340158610&substory_index=0

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 13 Jul 2017 11:01:02 +0000
Hanno lasciato bruciare il Sud http://coscienzeinrete.net/politica/item/3007-hanno-lasciato-bruciare-il-sud http://coscienzeinrete.net/politica/item/3007-hanno-lasciato-bruciare-il-sud

vesuvio incendio e1499860080383L’intera zona vesuviana è circondata dalle fiamme, la stessa città di Napoli, sin sopra le sue colline, è avvolta dal fumo.

Il Vesuvio continua a bruciare, stamattina anche il suo cratere era nascosto dal denso fumo, il suo Parco naturale può dirsi distrutto, danni incalcolabili ai pregiati prodotti agricoli della zona, la stessa salute delle persone è messa a serio rischio, anche grazie alle discariche imposte con la forza ai cittadini ed ora piene zeppe di rifiuti nocivi.

Immensi incendi anche a Messina, spenti solo oggi dopo tre giorni con danni incalcolabili, così come in Sardegna, in Calabria, nel Molise, l’intero Sud brucia nel silenzio delle istituzioni nazionali e nell’incapacità, ed in alcuni casi assenza, di quelle locali.

Dovrebbe essere un’emergenza nazionale, avrebbe dovuto immediatamente essere predisposto un piano per affrontare, nel minor tempo possibile, questo dramma che sta uccidendo il sud del paese, ma il governo Gentiloni è impegnato a salvare le banche, non ha tempo per pensare alla vita dei cittadini.

di Il Pasquino

Uomini e mezzi insufficienti per una tragedia che si ripresenta ogni estate e che quest’anno vede anche la guardia forestale distrutta dal signor Renzi, che nel suo breve, ma molto nocivo mandato, sembra non averne azzeccata una manco per sbaglio.

Se queste calamità non naturali, ma tutte dolose, si ripetono un dubbio nasce spontaneo. Lo Stato ha mai fatto nulla affinché ciò non accadesse più, ha messo a disposizione i mezzi necessari per prevenire e quelli utili a sanzionare e a depotenziare gli effetti di questi attentati alla vita ed all’ambiente ? Lo Stato, in poche parole, cosa ha fatto e cosa sta facendo ?

Nulla, amici che ci seguite, nulla di nulla, come sempre. Quando decisero di imporre la discarica sulle falde del Vesuvio ed i cittadini si ribellarono, sapendo i rischi a cui andavano incontro, lo Stato portò l’esercito. Oggi non c’è nessuno, addirittura alcuni telegiornali, come quello di La7, neanche parlano di quello che sta accadendo.

Stanno lasciando bruciare l’intero Sud, ci stanno uccidendo ad uno ad uno, non c’è più tempo per stare a pensare, il nemico va combattuto e sconfitto, o ad essere sconfitti saremo noi ed i nostri figli.

fonte: http://www.ilpasquino.net/hanno-lasciato-bruciare-il-sud/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Wed, 12 Jul 2017 12:50:42 +0000
Vendere armi a un paese che bombarda civili e innocenti si può, se è l'Arabia Saudita. http://coscienzeinrete.net/politica/item/3004-vendere-armi-a-un-paese-che-bombarda-civili-e-innocenti-si-puo-se-e-l-arabia-saudita http://coscienzeinrete.net/politica/item/3004-vendere-armi-a-un-paese-che-bombarda-civili-e-innocenti-si-puo-se-e-l-arabia-saudita

Arming Saudis2Ci sono dittatori "infami" che vanno levati di mezzo a tutti i costi perchè ammazzano le persone, e ci sono dittatori infami che ammazzano le persone, ma a cui però vendere le armi è lecito e anche "giusto". Questa è la realtà dei fatti decretata anche ufficialmente dall'Alta Corte britannica, chiamata a decidere sulla legalità delle esportazioni di armi "made in UK" all'Arabia Saudita.  

ll governo britannico era stato portato a giudizio dal CAAT (Campaign Against Arms Trade - Campagna contro il commercio di armi) che sosteneva che la vendita di armi ad un paese impegnato nel massacro in Yemen andasse fermata. Ma i giudici, dopo aver preso visione di atti secretati, hanno dichiarato che la vendita all'Arabia Saudita non è nè illegale, nè irrazionale. Quindi occorre fidarsi del giudice, che ha visto dei rapporti segreti el governo ed ha concluso che il governo stesso ha ragione quando sostiene che "non c'è un chiaro rischio che gli armamenti vengano usati per contravvenire le leggi umanitarie". 

Evidentemente gli armamenti sono a salve e i caccia-bombardieri verranno usati per paracadutare fiori e generi alimentari, e le immagini delle città dello Yemen sventrate dalle esplosioni sono in realtà immagini di una sfortunata esplosione a catena di bombole del gas da cucina, e nulla hanno a che vedere con i 3,3 miliardi di sterline di armamenti venduti ai Sauditi da quando hanno attaccato lo Yemen.

{youtube}WEOGos5JFN8{/youtube}

Tutto a posto quindi. Se sei dalla parte "giusta", e ti chiami Saud, puoi bombardare chi e quanto vuoi. Prego: prenda pure queste armi. Se invece ti chiami Assad, o Gheddafi, sei un pazzo sanguinario che va fermato a tutti i costi. Con buona pace del CAAT, che sostiene che l'ottanta per cento della poplazione yemenita sia coinvolta nella catastrofe umanitaria dovuta ai bombardamenti sauditi.

Un verdetto esemplare.

IL VIDEO DI SKY NEWS

 

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Tue, 11 Jul 2017 08:15:37 +0000
Si sono perse le carte di Ustica. Così la desecretazione è diventata una truffa. http://coscienzeinrete.net/politica/item/3002-si-sono-perse-le-carte-di-ustica-cosi-la-desecretazione-e-diventata-una-truffa http://coscienzeinrete.net/politica/item/3002-si-sono-perse-le-carte-di-ustica-cosi-la-desecretazione-e-diventata-una-truffa

Ustica AereoDagli archivi desecretati è venuta fuori solo carta straccia. Niente che non si conoscesse già e soprattutto nessun documento dei giorni e dei mesi immediatamente successivi a quel 27 giugno 1980 quando “in uno scenario di guerra sul mar Mediterraneo” – come hanno accertato diverse sentenze – un aereo militare di non si sa quale nazione sparò un missile che, sul cielo di Ustica, colpì in pieno il Dc 9 dell’Itavia in volo da Bologna a Palermo.

di Alessandra Ziniti per la Repubblica

Sono passati 37 anni dalla strage e Daria Bonfietti dà voce alla rabbia e alla delusione dei familiari delle 81 vittime. “Avevamo molto sperato che la direttiva Renzi potesse davvero portare alla desecretazione di documenti che avrebbero potuto dirci chi c’era quella notte in cielo e in mare, consentirci finalmente di ricostruire uno scenario reale ma posso solo esprimere tutto il nostro sconcerto per un Paese che non è in grado di custodire la documentazione prodotta.

“Basta dire che – tre anni dopo la direttiva Renzi che dispone la desecretazione degli atti sulle stragi degli anni ’60-’70-’80 – il ministero dei Trasporti non ha depositato nulla se non qualche atto già noto della commissione Luttazzi. Alle nostre pressanti richieste gli uffici hanno risposto che non c’è ombra di documentazione alcuna e che non hanno neanche idea di dove dovrebbero essere i loro archivi “.

È una vicenda paradossale quella per la quale ora l’associazione dei familiari delle vittime di Ustica chiede un intervento politico e della magistratura per individuare i responsabili della “sparizione” di tutti i documenti coevi alla strage, Denuncia ancora Daria Bonfietti: “Non c’è nulla dell’aviazione civile né del gabinetto del ministro dei Trasporti, lo Stato maggiore della Marina non porta nessun documento dal 1980 al 1986, in prefettura a Bologna non è stato depositato nulla. Per non parlare della beffa dei documenti dei Servizi segreti: solo un’enorme rassegna stampa e schede sui giornalisti che scrissero articoli sul caso. E con i nomi in chiaro. Invece di indagare su quel che accadde quella notte, i nostri Servizi indagarono sui giornalisti (Ma guarda un po'... nota di CIR)”.

Per i familiari delle vittime di quel disastro aereo, la direttiva Renzi è un fallimento. Che si aggiunge alla delusione per le mancate risposte alle rogatorie internazionali chieste negli ultimi anni dai pm italiani ai colleghi di diversi paesi. “Oggi – osserva Bonfietti – diverse sentenze definitive sia penali che civili hanno messo nero su bianco che il Dc9 fu abbattuto da un missile in uno scenario di guerra e hanno condannato i ministeri italiani a risarcire i familiari delle vittime per non aver saputo garantire la loro sicurezza e aver nascosto la verità. Resta un grande vulnus nelle indagini, quello di riuscire a mettere una targa a quegli aerei”.

Dito puntato contro lo stato disastroso degli archivi italiani e contro la reale volontà della politica di mettere a disposizione i documenti secretati anche da parte di Ilaria Moroni, direttrice dell’archivio Flamigni e responsabile della rete degli archivi “Per non dimenticare”. (Se devono accertare quanti soldi gli devi dare, gli archivi dello stato tirano fuori anche gli scontrini di tuo nonno da giovane, però con 81 morti ammazzati da un missile non trovano più neanche le loro scrivanie, nota di CIR) “A parte il fatto che non esiste alcuna digitalizzazione di questi documenti, noi non abbiamo gli strumenti per verificare se e che cosa ci sia. Certo, sembra incredibile che al ministero dei Trasporti nessuno sia in grado di dire dove  sia la documentazione della Marina e dell’Aviazione dal giugno 80 in poi (Sembra? nota di CIR). A cominciare dai registri amministrativi come quelli sulle presenze delle navi. Loro si appellano alla sciatteria della tenuta degli archivi, ma le carte non si muovono da sole. Se sono sparite qualcuno deve averlo fatto. E oggi deve essere chiamato a risponderne. Per questo oggi chiediamo che il governo faccia dei passi politici. Si ordini un’ispezione interna e si individuino le responsabilità “.

via: http://www.giuliocavalli.net/2017/06/26/si-sono-perse-le-carte-ustica-cos-desecretazione-diventata-una-truffa/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 29 Jun 2017 08:46:38 +0000
Comunali: hanno vinto tutti! http://coscienzeinrete.net/politica/item/3000-comunali-hanno-vinto-tutti http://coscienzeinrete.net/politica/item/3000-comunali-hanno-vinto-tutti

Si attende a giorni la delegazione del Guinness Book of Records, che esaminerà i dati ufficiali per decidere se certificare o meno il record segnalato involontariamente da molti degli esponenti dei partiti maggiori dell'italico panorama politico: le prime elezioni della storia senza sconfitti.

A sentire loro, effettivamente, sembrerebbe così: ha vinto la destra, ma ha vinto anche il PD e anche il M5S.

CIR Comunali2017 1

Tra gli addetti ai lavori però, serpeggia un certo scetticismo riguardo la certificazione di questo record. A quanto pare si pensa che la delegazione incaricata dal Guinness comincerà a sbellicarsi dalle risate non appena metterà mano ai dati elettorali, con possibili ripercussioni future nelle relazioni tra l'Italia ed il famoso libro dei primati, che non gradendo record fraudolenti, potrebbe non solo essere restio a convalidare i futuri primati reali dei nostri concittadini, ma anche ordinare una revisione completa dei record esistenti stabiliti da italiani. Cosa succederebbe, per esempio, se perdessimo il record delle più grande collezione di lattine di Coca Cola del mondo?

Insomma, quando si dicono certe cose occorre stare attenti alle possibili ripercussioni, e i nostri cari politici queste cose dovrebbero saperle.

Gli osservatori attenti sono i più pessimisti: per loro c'è un vincitore chiaro in queste comunali, quindi saranno gatte da pelare con il Guinness Book of records.

Ma chi avrebbe vinto?

La destra di Salvini&friends, capace di strappare 12 dicasi 12 città all'altro vincitore, quel PD per cui il sindaco di Genova o di Roccavuota Di Sotto, pari sono. Salvini marcia sulle parole storpiate di "Andiamo a comandare", la hit di Rovazzi dell'estate scorsa. Interessante che il testo della canzone cominci con "Ho un problema nella testa, funziona a metà". Sicuramente un caso.

C'è anche da tenere in considerazione il risultato del vincitore a 5 stelle, che ha vinto 8 ballottaggi su dieci, arrivando quindi ad avere ben un settimo dei comuni del suo principale rivale a livello nazionale, e ben un sesto di quelli della destra. Un risultato notevole per una forza che ha preso il 25% alle ultime politiche. Non c'è che dire, anche qui siamo di fronte ad un vincitore.

L'ottimismo è il sale della vita, diceva Nonno Ugo.

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Ok, forse non era lui a dirlo, ma sicuramente era il nonno più buono del mondo, o così diceva in tv negli anni '80, invogliando così i bimbi a portare i genitori nella sua città del mobile. 

Ecco, come difesa dalle sicure lamentele dei severissimi giudici del Guinness, potremmo dire che i nostri politicanti sono gli eredi degli insegnamenti di Nonno Ugo, che in fondo vogliono solo portare qualche bimbo alla loro bottega per vendere qualche cianfrusaglia ai genitori, che non volevano realmente ingannarli.

Chi lo sa, se se la bevono, magari riusciremo ad evitare rappresaglie.

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Mon, 26 Jun 2017 10:52:23 +0000