Politica http://www.coscienzeinrete.net Sun, 30 Apr 2017 03:00:03 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Una volta si chiamava carità pelosa: l'umanitario funzionale al potere http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2947-una-volta-si-chiamava-carita-pelosa-l-umanitario-funzionale-al-potere http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2947-una-volta-si-chiamava-carita-pelosa-l-umanitario-funzionale-al-potere

Carità pelosaTrilateral Commission, giugno 1991. David Rockfeller dice: "Siamo grati al Washington Post, al New York Times, a Time Magazine e ad altre importanti pubblicazioni i cui direttori hanno partecipato alle nostrie riunioni e rispettato la promessa di discrezione per quasi quarant'anni... Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati esposti alle luci della pubblica opinione in questi anni. Ma il mondo ora è più evoluto e preparato a imcamminarsi verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di un'élite intellettuale e degli uomini d'affari mondiali è sicuramente preferibile alla sovranità nazionale praticata nei secoli passati".

La Commissione Trilaterale è una di quelle istituzioni sovranazionali con le quali i potentati economici pensano di dominare il mondo: uno strumento di elaborazione e progettazione della dittatura mondiale. Va da sé che i "mezzi di comunicazione di massa" non possono non avere un ruolo fondamentale per chi vuole dominare il mondo.

di Sonia Savioli

"Cosa facciamo stasera, prof? Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo! Tentare di conquistare il mondo!"

Giornali, radio e televisioni (e internet per quanto possibile) devono essere sotto il loro controllo. E così è. "Siamo grati al Washington Post... e ad altre importanti pubblicazioni". Non è il caso di elencarle tutte, evidentemente.

In realtà, il dominio funziona solo se i popoli si sottomettono, ma ingannarli, confonderli, frastornarli, fuorviarli con "notizie false, esagerate, tendenziose" aiuta molto a renderli passivi, confusi, divisi, pieni di contraddizioni. In una parola, a sottometterli.

L'inganno, l'occulta censura, la mistificazione sono uno strumento imprescindibile per i dominatori. Dire il falso, tacere il vero: questo potrebbe essere il motto, oggi, dei grandi mezzi di comunicazione. Quando l'Impero però comincia a decomporsi, quando per tenere in piedi la sua struttura scricchiolante e marcescente deve vessare e opprimere e distruggere senza più alcuna mediazione o inibizione, l'inganno diventa più difficile, il malcontento e la diffidenza popolare diventano imponenti e problematici da contrastare o "convogliare". Allora l'inganno diventa un'arte e richiede nuovi attori. Per questo nella "troupe" a quel punto entrano le grandi ONG, o associazioni non-profit, o "Charity" come dicono gli inglesi. Associazioni di "carità"; cioè che chiedono a noi la carità mentre i loro funzionari e dirigenti, detti "volontari", prendono stipendi invidiabili o addirittura, i dirigenti, barche di quattrini. Volontari. Non deve essere difficile trovare chi abbia una tale volontà. E come fanno a diventare grandi, le grandi ONG? Coi soldi degli stati e dei capitalisti.

Amnesty International è finanziata dalla Commissione Europea, dal governo britannico, dalla Open Society Georgia Foundation del famigerato benefattore internazionale George Soros, solo per citarne alcuni. Irene Khan, direttrice di Amnesty, suscitò lo sdegno degli stessi attivisti andandosene con una "liquidazione" di 500.000 sterline nel 2009. Suzanne Nossel, altra direttrice di Amnesty nel 2012-2013, aveva prima lavorato per multinazionali USA della comunicazione, per il Wall Street Journal, per il Dipartimento di Stato USA dove si era distinta per le sue posizioni filoisraeliane e a favore dell'intervento USA in Afganistan. Non per niente Colin Powell dichiarò che "le ONG sono per noi una forza altrettanto importante dei combattenti armati". L'attuale direttore di Amnesty, Salil Shetty, prende uno stipendio annuale di 210.000 sterline. 
Passiamo a Save the Children, cacciata da Pakistan e Siria con l'accusa di lavorare per la CIA, che prende soldi da: Chevron, Exxon Mobil, Merck Foundation, Bank of America e molte altre multinazionali citate come sponsor sul suo sito, tra le quali naturalmente varie industrie chimiche e chimico farmaceutiche, oltre che dall'immancabile Soros e dai due benefattori mondiali Bill e Melinda Gates, dall'Unione Europea e dal governo britannico (alla faccia delle organizzazioni non governative). Uno dei suoi passati direttori, Justin Forsyth nel 2013 prendeva un salario di 185.000 sterline per salvare i bambini. Era stato prima direttore di Oxfam, poi consigliere di Tony Blair, poi direttore delle "campagne strategiche di informazione" di Gordon Brown; adesso è direttore UNICEF. Decisamente un uomo per tutte le stagioni. O forse è sempre la stessa? Nel 2014 lo stipendio (chiamiamolo così) massimo di un dirigente di Save the Children UK era di 234.000 sterline. Nel bilancio di Save the Children International il dirigente con la paga più alta prendeva 387.000 dollari.

Medici senza Frontiere nel 2010 aveva un bilancio di 1,1 miliardi di dollari. Nel 2014 il direttore di MSF USA (Doctors Without Borders) prendeva uno stipendio di 164.000 dollari l'anno, però per risparmiare viaggiava in aereo in "economic class". Tra i finanziatori di Medici Senza Frontiere ci sono Goldman Sachs, Citigroup, Bloomberg, e Richard Rockfeller, padrone e dirigente di svariate multinazionali, è stato per ventun anni presidente della filiale USA di questa organizzazione caritatevole che si è trovata spesso in situazioni ambigue sui teatri di guerra, accusata di essere di parte e non necessariamente dalla parte giusta. Accusata di lanciare falsi allarmi per false epidemie che però richiedevano vere campagne di vaccinazione. Naturalmente, anche qui non mancano Soros e Bill Gates.

E via incamerando. E redistribuendo, perché no? Vaccini a vagonate, per esempio.

Bill Gates e consorte sono proprietari delle ditte farmaceutiche che producono vaccini, danno soldi a Save the Children e Medici senza Frontiere, che ne trattengono quel che serve per i propri stipendi e il resto lo restituiscono ai patron Gates comperando i loro vaccini. I Gates scalano dalle tasse le "donazioni" che sono rientrate nelle loro tasche, i bambini africani e indiani vengono rimpinzati di vaccini e tutti vivono felici e contenti. O no? 

Della Commissione Trilaterale, lo dice la parola stessa, fanno parte tre "branche" del dominio: uomini d'affari (e con questo s'intende dirigenti e padroni di multinazionali private e pubbliche), politici (ma solo del tipo che rappresenta gli interessi dei succitati uomini d'affari), intellettuali (idem).

Degli intellettuali membri della tribù trilaterale (loro sì che "fanno rete"!) fanno parte qualche vagone di docenti universitari e rettori di università di tutto il mondo, camionate di giornalisti e direttori di giornali e media vari e... parecchi funzionari della CIA. Ma è interessante notare come la maggior parte di costoro saltellino dall'uno all'altro dei tre rami dell'albero trilaterale come allegri uccellini. Forse per ingannare la vista.

Ed è quello che fanno anche i dirigenti delle grandi e ricche ONG.

Paolo Magri, segretario generale del gruppo italiano della Trilateral Commission, è direttore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, docente di Organizzazioni internazionali all'università di Pavia, docente al master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali della IULM, membro della consulta tecnica della fondazione Giordano dell'Amore (microfinanza) e del consiglio d'indirizzo della fondazione Italia-Russia, funzionario dell'ONU e collaboratore della Italcementi e... vicepresidente del CESVI. Una delle più grosse e importanti ONG italiane, che "risponde alla fame nel mondo, all'assistenza sanitaria e alle emergenze umanitarie".

Il capitalismo globale sa che l'inganno e il tradimento sono armi fondamentali per vincere le guerre e, nella sua guerra globale, le utilizza a piene mani. Sa anche che il lavoro d'équipe è quello che dà i migliori risultati. In questo lavoro d'équipe le grandi ONG sono il nuovo strumento dell'imperialismo e del neocolonialismo. Dietro le apparenze, che ingannano tante brave e generose persone, volontari e donatori, ci sono interessi economici, politici e strategici perseguiti con maschere ingannevoli (ma sempre meno ingannevoli) e dietro regie occulte (ma sempre meno occulte).

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/una-volta-si-chiamava-carita-pelosa-l-umanitario-funzionale-al-potere

Per capire meglio come si formano questi network e capire meglio l'influenza che ha la "casta professoriale" leggi:

http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/1773-la-casta-dei-professori

http://coscienzeinrete.net/I_Club_Mondialisti_e_il_risveglio_delle_coscienze.pdf

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Mon, 24 Apr 2017 06:58:58 +0000
NELL’ULTIMO PAESE CHE L’AMERICA HA LIBERATO DA UN “MALVAGIO DITTATORE” OGGI SI COMMERCIANO APERTAMENTE GLI SCHIAVI http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2946-nell-ultimo-paese-che-l-america-ha-liberato-da-un-malvagio-dittatore-oggi-si-commerciano-apertamente-gli-schiavi http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2946-nell-ultimo-paese-che-l-america-ha-liberato-da-un-malvagio-dittatore-oggi-si-commerciano-apertamente-gli-schiavi

Gheddafi Siria1Un articolo rilanciato da Zero Hedge ci apre una finestra sull'orrore in cui la Libia è stata gettata dal cosiddetto intervento "umanitario" dei paesi NATO e dalla primavera araba. Nel paese nordafricano, privo di un controllo politico, si fa apertamente compravendita di esseri umani come schiavi, li si detiene per ottenere il riscatto e se non sono utili alla fine li si uccide. Il disordine e le atrocità che seguono la cacciata del dittatore – per quanto odioso possa essere – dovrebbero essere tenuti ben presenti oggi che il cerchio si sta stringendo intorno alla Siria.

di Carey Wedler

È ben noto che l'intervento NATO a guida USA del 2011 in Libia, con lo scopo di rovesciare Muammar Gheddafi, ha portato ad un vuoto di potere che ha permesso a gruppi terroristici come l'ISIS di prendere piede nel paese (noi pensiamo che l'ascesa di questi gruppi sia stata favorita intenzionamente, nota di CIR).

Nonostante le conseguenze devastanti dell'invasione del 2011, l'Occidente è oggi lanciato sulla stessa traiettoria nei riguardi della Siria (guardacaso, sempre appoggiando Isis. Al Qaeda e Al Nusra, nota di CIR). Proprio come l'amministrazione Obama ha stroncato Gheddafi nel 2011, accusandolo di violazione dei diritti umani e insistendo che doveva essere rimosso dal potere al fine di proteggere il popolo libico, così l'amministrazione Trump sta oggi puntando il dito contro le politiche repressive di Bashar al-Assad in Siria e lanciando l'avvertimento che il suo regime è destinato a terminare presto — tutto ovviamente in nome della protezione dei civili siriani.

Ma mentre gli Stati Uniti e i loro alleati si dimostrano effettivamente incapaci di fornire una qualsiasi base legale a giustificazione dei loro recenti attacchi aerei — figurarsi poi fornire una qualsiasi evidenza concreta a dimostrazione del fatto che Assad sia effettivamente responsabile dei mortali attacchi chimici della scorsa settimana — emergono sempre più chiaramente i pericoli connessi all'invasione di un paese straniero e alla rimozione dei suoi leader politici.

Questa settimana abbiamo avuto nuove rivelazioni sugli effetti collaterali degli "interventi umanitari": la crescita del mercato degli schiavi.

Il Guardian ha riportato che sebbene "la violenza, l'estorsione e il lavoro in schiavitù" siano stati già in passato una realtà per le persone che transitavano attraverso la Libia, recentemente il commercio degli schiavi è aumentato. Oggi la compravendita di esseri umani come schiavi viene fatta apertamente, alla luce del sole.

"Gli ultimi report sul 'mercato degli schiavi' a cui sono sottoposti i migranti si possono aggiungere alla lunga lista di atrocità [che avvengono il Libia]" ha detto Mohammed Abdiker, capo delle operazioni di emergenza dell'International Office of Migration, un'organizzazione intergovernativa che promuove "migrazioni ordinate e più umane a beneficio di tutti", secondo il suo stesso sito web. "La situazione è tragica. Più l'IOM si impegna in Libia, più ci rendiamo conto come questo paese sia una valle di lacrime per troppi migranti."

Il paese nordafricano viene usato spesso come punto di uscita per i rifugiati che arrivano da altre parti del continente. Ma da quando Gheddafi è stato rovesciato nel 2011 "il paese, che è ampio e poco densamente popolato, è piombato nel caos della violenza, e i migranti, che hanno poco denaro e di solito sono privi di documenti, sono particolarmente vulnerabili", ha spiegato il Guardian.

Un sopravvissuto del Senegal ha raccontato che stava attraversando la Libia, proveniendo dal Niger, assieme ad un gruppo di altri migranti che cercavano di scappare dai loro paesi di origine. Avevano pagato un trafficante perché li trasportasse in autobus fino alla costa, dove avrebbero corso il rischio di imbarcarsi per l'Europa. Ma anziché portarli sulla costa il trafficante li ha condotti in un'area polverosa presso la cittadina libica di Sabha. Secondo quanto riportato da Livia Manente, la funzionaria dell'IOM che intervista i sopravvissuti, "il loro autista gli ha detto all'improvviso che gli intermediari non gli avevano passato i pagamenti dovuti e ha messo i passeggeri in vendita". La Manente ha anche dichiarato:

"Molti altri migranti hanno confermato questa storia, descrivendo indipendentemente [l'uno dall'altro] i vari mercati degli schiavi e le diverse prigioni private che si trovano in tutta la Libia", aggiungendo che la OIM-Italia ha confermato di aver raccolto simili testimonianze anche dai migranti nell'Italia del sud.

Il sopravvissuto senegalese ha detto di essere stato portato in una prigione improvvisata che, come nota il Guardian, è cosa comune in Libia.

"I detenuti all'interno sono costretti a lavorare senza paga, o in cambio di magre razioni di cibo, e i loro carcerieri telefonano regolarmente alle famiglie a casa chiedendo un riscatto. Il suo carceriere chiese 300.000 franchi CFA (circa 450 euro), poi lo vendette a un'altra prigione più grossa dove la richiesta di riscatto raddoppiò senza spiegazioni".

Quando i migranti sono detenuti troppo a lungo senza che il riscatto venga pagato, vengono portati via e uccisi. "Alcuni deperiscono per la scarsità delle razioni e le condizioni igieniche miserabili, muoiono di fame o di malattie, ma il loro numero complessivo non diminuisce mai", riporta il Guardian.

"Se il numero di migranti scende perché qualcuno muore o viene riscattato, i rapitori vanno al mercato e ne comprano degli altri", ha detto Manente.

Giuseppe Loprete, capo della missione IOM del Niger, ha confermato questi inquietanti resoconti. "È assolutamente chiaro che loro si vedono trattati come schiavi", ha detto. Loprete ha gestito il rimpatrio di 1500 migranti nei soli primi tre mesi dell'anno, e teme che molte altre storie e incidenti del genere emergeranno man mano che altri migranti torneranno dalla Libia.

"Le condizioni stanno peggiorando in Libia, penso che ci possiamo aspettare molti altri casi nei mesi a venire", ha aggiunto.

Gheddafi SiriaOra, mentre il governo degli Stati Uniti sta insistendo nell'idea che un cambio di regime in Siria sia la soluzione giusta per risolvere le molte crisi di quel paese, è sempre più evidente che la cacciata dei dittatori — per quanto detestabili possano essere — non è una soluzione efficace. Rovesciare Saddam Hussein non ha portato solo alla morte di molti civili e alla radicalizzazione della società, ma anche all'ascesa dell'ISIS. (toh, ma guarda, chi l'avrebbe mai detto..., nota di CIR)

Mentre la Libia, che un tempo era un modello di stabilità nella regione, continua a precipitare nel baratro in cui l'ha gettata "l'intervento umanitario" dell'Occidente – e gli esseri umani vengono trascinati nel nuovo mercato della schiavitù, e gli stupri e i rapimenti affliggono la popolazione – è sempre più ovvio che altre guerre non faranno altro che provocare ulteriori inimmaginabili sofferenze.

Fonte: http://vocidallestero.it/2017/04/17/nellultimo-paese-che-lamerica-ha-liberato-da-un-malvagio-dittatore-oggi-si-commerciano-apertamente-gli-schiavi/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 20 Apr 2017 12:57:14 +0000
I padroni della notizia - Ti fidi? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2940-i-padroni-della-notizia http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2940-i-padroni-della-notizia

Ecco chi controlla i giornali in Italia. Praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molti di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le "amicizie". I nomi? Li conosciamo tutti, ma non tutti hanno avuto modo di apprezzare come questo dominio sia pervasivo e comprenda anche testate straniere a cui ogni tanto viene dato "stranamente" enorme risalto come fonti "autorevoli" per mettere far circolare determinate idee. Un nome su tutti "The Economist", di proprieta degli Agnelli.

Eccoli qua, i proprietari del pensiero mainstream, in ordine alfabetico: Agnelli, Angelucci, Berlusconi, Cairo, Caltagirone, Conferenza Episcopale Italiana, Confindustria, De Benedetti, Maria Luisa Monti.

Ovviamente a loro va aggiunto Rupert Murdoch, proprietario di Sky, e chiunque gestisca la RAI in qualunque momento (tanto è sempre uno/a che prende ordini dal governo, che a sua volta è stato messo li anche tramite l'informazione mainstream).

CIR Editoria Italiana1

Sono loro che, tramite sottoposti, ci dicono quotidianamente qual'è la realtà. E sono indispettiti per il fatto che un numero sempre crescente di persone ha cominciato a capire che la realtà che gli raccontano questi signori non coincide con quello che si vede aprendo gli occhi o il portafogli, e quindi cercano informazioni in rete, da fonti alternative. E dopo un po' sono nati tormentoni come "fake news" o "post-verità", forieri di leggi sulla censura del web. Tormentoni proposti ed amplificati da questi signori e dai loro corrispettivi in giro per il mondo. Tormentoni che passano da una tv all'altra, da un giornale all'altro. Le testate sono tante. I padroni, però, sono molto pochi, e fanno i finanzieri, i costruttori, gli industriali e i religiosi. E i loro nomi saltano spesso fuori, una volta uno, una volta l'altro, in storie di magagne, truffe, magna magna, inquinamento, guerre, malasanità, ecc... Proprio quelle storie che cercano di comprendere le persone che si svegliano, andando a cercare informazioni on-line.

Dal punto di vista dei padroni della notizia, è sacrosanto che le uniche informazioni che debbano avere il "bollino blu", siano le loro. Come ci permettiamo, noi, di volerci fare gli affari loro?

Per approfondire meglio di chi sono i quotidiani italiani, ecco una ricerca del Centro Nuovo Modello di Sviluppo Onlus, dove potrete vedere chiaramente gli ripartizioni azionarie principali. 

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Tue, 04 Apr 2017 10:30:06 +0000
Ecco quello che sta succedendo in Yemen http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2937-ecco-quello-che-sta-succedendo-in-yemen http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2937-ecco-quello-che-sta-succedendo-in-yemen

Yemen manifestazione

La foto mostra la protesta di ieri a Sanaa, in Yemen, fatta da circa 1 milione di persone contro la guerra che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti stanno conducendo contro di loro da due anni.

New York Times e Washington Post non hanno riportato la cosa. Entrambi però hanno ampiamente riportato una dimostrazione di 8.000 persone a Mosca, guidata dall'ultra-razzista ultranazionalista antisemita Alexey Navalny . Navalny, che ha meno dell'1% dei consensi in Russia, è la loro grande e vana speranza di sostituire Putin.

La guerra allo Yemen è stata lanciata come atto di forza saudita: non può esserne la ragione ufficiale ma è l'unica che ha senso. Gli Stati Uniti si accodano non si sa bene perché:

Due anni fa è stato pubblicato un comunicato stampa sul sito web del Consiglio per la Sicurezza Nazionale: la mattina dopo, al generale Lloyd J. Austin, comandante del Comando Centrale statunitense, è stato chiesto il perché del sostegno americano. La sua risposta lo descrive perfettamente: "Attualmente non ne so gli obiettivi specifici, per stimare le probabilità di successo dovrei prima conoscerli". A parte sganciare armi indiscriminatamente, ancora oggi gli obiettivi non sono chiari.

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I sauditi sostengono che la loro coalizione ha finora sganciato 90.000 bombe: fa 123 bombe al giorno, 5 ogni ora, tutte senza alcuna ragione. Peraltro non hanno avuto molti effetti: l'alleanza Houthi-Saleh, che i sauditi combattono, dice di aver distrutto 176 mezzi corazzati, 643 MRAP, 147 carri armati da combattimento, 12 elicotteri apache, 20 droni e 4 aeromobili. Sono stati anche lanciati 109 missili balistici tattici. Molti di questi (certamente esagerati) successi sono avvenuti su suolo saudita: il suo deserto del sud, infatti, non protegge l'Arabia Saudita, ma ne scopre il fianco ad attacchi.

Gli Stati Uniti forniscono pianificazione, intelligence, spazio aereo e munizioni ai bombardamenti sauditi. Senza il sostegno americano questa guerra non ci sarebbe affatto.

Le Nazioni Unite dicono che le vittime sono solo 5.000. Altri parlano di 7-8.000. Numeri risibili: un attacco saudita, su una sala funebre a Sanaa, da solo ne ha fatti fuori più di 800. Ormai i morti sono forse più di 100.000. Soprattutto nel nord-ovest dello Yemen, lungo il confine saudita, ogni singola città è stata bombardata. Dove sono le persone che un tempo vivevano lì?

I sauditi hanno semplicemente minacciato l'ONU di bloccare i fondi per uno qualsiasi dei suoi sforzi di soccorso, dovesse essa fare rumore: le Nazioni Unite si sono piegate.

Lo Yemen sta morendo di fame. Anche prima della guerra, il 90% degli alimenti di base era importato. Da allora, i sauditi hanno bombardato ogni impianto di produzione alimentare e tutti i ponti più grandi sono stati tagliati. Non c'è più alcun modo di importare cibo a Sanaa ed in altre aree assediate. Nel porto di Hodeida , sulla costa ovest, ci sono alcuni sforzi ufficiali di soccorso, ma troppo piccoli. Il porto stesso, controllato dall'alleanza Houthi-Saleh che i sauditi vogliono sciogliere, è bloccato sul lato marittimo. La marina e l'aviazione saudite distruggono tutte le navi che cercano di transitarcu in entrata e in uscita . Alcune navi di soccorso ufficiali sono autorizzate a passare, ma hanno difficoltà a scaricare. Tutte le grandi gru nel porto sono state distrutte da attacchi aerei.

Per far morire di fame tutti i 17 milioni di yemeniti, il porto deve essere chiuso del tutto. Per questo E.A.U. e sauditi vogliono occuparlo. I combattimenti in zona portuale sono una buona scusa per chiuderlo per sempre, fino a che non ci saranno più superstiti a Sanaa.

Il Pentagono sta ora chiedendo carta bianca per aiutare ad occupare il porto di Hodeida. Perché gli Stati Uniti dovrebbero farlo? Il motivo è quello di due anni fa:

Se non vengono prese decisioni in fretta, ha detto un alto funzionario dell'amministrazione, "abbiamo paura della situazione" che può montare in Yemen, "ed i nostri partner potrebbero agire comunque. Non saremo in grado di comprendere le conseguenze sulle nostre operazioni antiterrorismo".

Quindi, se gli Stati Uniti non "aiutano" (leggi "organizzano") a chiudere l'ultima fonte di cibo per milioni di yemeniti assediati dai sauditi, allora potrebbe non essere in grado di capire che cosa questo comporti.

"Se non lo facciamo, non sappiamo le conseguenze": proprio una buona regione per intervenire...

Fonte: www.moonofalabama.org via https://comedonchisciotte.org/ecco-quello-che-sta-succedendo-in-yemen/

Link: http://www.moonofalabama.org/2017/03/us-to-escalate-its-two-years-war-on-starving-yemen.html

27.03.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 30 Mar 2017 10:38:04 +0000
Brexit - Day 1 http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2936-brexit-day-1 http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2936-brexit-day-1

CIR Si può fare UKLa brexit vera e propria è cominciata oggi. Ieri il governo inglese ha inviato a Bruxelles la notifica dell'entrata in vigore dell'articolo 50, ovvero del periodo di 2 anni in cui le parti decideranno come impostare le condizioni d'uscita e le relazioni politiche ed economiche del post separazione. I politici britannici, a quanto pare, hanno seguito la volontà popolare fino in fondo. Ovviamente oggi si è già scatenata la prima gazzarra mediatica, con i media e i politici eurocentrici che insinuano che il primo ministro britannico abbia subito tentato un "ricatto", inserendo nella lettera a Bruxelles la minaccia di ritirare la propria collaborazione sulla sicurezza nel caso non si raggiunga un accordo commerciale soddisfacente. Il coro degli europeisti può essere riassunto così: "vergogna signora May, non si mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini per avere un accordo commerciale!"

 

Theresa May avrebbe scritto questo: "If, however, we leave the European Union without an agreement, the default position is that we would have to trade on World Trade Organisation terms. In security terms, a failure to reach agreement would mean our cooperation in the fight against crime and terrorism would be weakened." ("Se, però, lasceremo la UE senza un accordo, la posizione di default è che dovremo commerciare secondo le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. In termini di sicurezza significa che la nostra cooperazione nella lotta al terrorismo risulterebbe indebolita." - fonte)

Il governo britannico, dal canto suo, afferma che non c'è nessun ricatto, e che il primo ministro ha semplicemente invitato la controparte a tenere in considerazione il fatto che la Gran Bretagna ha un peso specifico molto alto negli apparati di sicurezza europei, peso (e costo) che non potrà essere mantenuto senza i mutui benefici economici di un accordo commerciale, visto che in caso di "hard brexit" le regole prevedono che ogni agenzia si porti a casa le proprie informazioni, oltre che i propri mezzi.

La verità, come ha giustamente fatto notare un portavaoce del governo britannico, è che oggi è il primo giorno di negoziazioni vere e proprie. Quindi, come in un qualsiasi suq o bazar mediorientale che si rispetti, una parte chiede cento e l'altra offre uno e si continuerà così, a colpi di offerte e controfferte, per i prossimi due anni. Facciamocene una ragione...questa tiritera mediatica andrà avanti per un bel po'...

Ovvio che i media, a seconda del padrone, titolino per una o per l'altra parte. Quelli nostrani, ovviamente, stanno da una parte sola, quelli britannici invece... (vedi sotto)

Il Times online

Brexit dayOne2

Il Daily Mail online

Brexit dayOne1

Certo, il fatto che la Merkel, Junker e Gianni Pittella si siano messi ad abbaiare così contro la May fa un po' ridere, visto che è stata la UE in primis a dichiarare di volere un'uscita "dura" per la Gran Bretagna. Poi però piangono se quest'ultima si porta via quello che è suo. E' come se qualcuno ti dicesse:"Quel che è tuo è mio, e quel che è mio è mio". Che gli risponderesti? 

Certo è che oggi è un giorno storico: c'è la prova che lasciare la UE si può, eccome.  Ciò spaventa realmente gli euroburocrati, che si trovano di fronte la possibilità concreta di dover modificare le regole di questa unione, visto che l'esempio potrebbe essere contagioso. Sono arrabbiati per la potenziale erosione del loro potere, che credono assoluto. In fondo la brexit potrebbe essere molto vantaggiosa anche per i popoli rimasti nella UE, se sapranno fare la voce grossa e chiedere una seria revisione dei trattati e delle strutture europee, che li stanno strangolando economicamente e privando della necessaria democrazia.

SI...PUO'...FARE!

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Thu, 30 Mar 2017 08:11:21 +0000
Attentato a Londra http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2930-attentato-a-londra http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2930-attentato-a-londra

Come ampiamente preventivato, la strategia della tensione globale va avanti e continua a dare i suoi amari frutti.

Ieri a Londra una persona il cui nome non è ancora stato rilasciato dagli investigatori, ha falciato numerosi passanti guidando sul marciapiede del ponte di Westminster, ferendo ventinove persone e uccidendone due. Dopodichè l'auto si è schiantata sulla recinzione dei giardini d'ingresso al parlamento, proprio sotto i Big Ben, il folle guidatore è sceso, è corso fino al cancello d'ingresso dove ha ucciso a coltellate Keith Palmer, poliziotto di guardia all'ingresso, prima di essere egli stesso ucciso dai colpi di altri poliziotti nelle vicinanze. 

CIR Attentato Londra

Il primo ministro Theresa May ha annunciato al parlamento che l'attentatore era nato in Gran Bretagna, e che era stato investigato dall'intelligence britannica alcuni anni fa, ma che non non era più sotto controllo da tempo in quanto evidentemente non era ritenuto una minaccia.

La polizia sta lavorando secondo l'assunto che l'attentato sia di matrice terroristica jihadista e durante la notte ha eseguito otto arresti, alcuni dei quali nella città di Birmingham, dove l'attentatore ha affittato il suv che ha usato per la mattanza.

{youtube}BR1s7az-f-k{/youtube}

Al momento quindi non si sa molto della faccenda. L'attentato potrebbe essere di matrice jihadista, sulla scia degli altri attentati in varie città del mondo, ma potrebbe anche trattarsi di un folle, e gli arresti che sono seguiti un semplice tentativo della polizia di mostrarsi efficienti.

Si sa ancora troppo poco, ma quello che sappiamo con certezza è che questo avvenimento, preparato o no, verrà strumentalizzato. Ed è dalla strumentalizzazione che si dimostrerà prevalente che potremo determinare a cosa è servito realmente. Come sempre, rimane valido il "li riconoscerai dai loro frutti"...

Interessante però è il vizietto di un certo giornalismo italiano di pubblicare subito le dichiarazioni di Rita Katz, probabilmente la più nota ed efficiente disinformatrice mediatica degli ultimi anni.  Per lo meno la BBC certe cose le evita.

Certo è che un attentato sotto il parlamento britannico una settimana esatta prima dell'avvio della procedura ufficiale per la brexit, difficilmente può essere casuale.

 

 

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enricocarotenuto@gmail.com (Enrico Carotenuto) Politica Thu, 23 Mar 2017 10:40:42 +0000
Luciana Alpi si arrende. Questo sfregio alla giustizia è la disfatta di un intero popolo http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2925-luciana-alpi-si-arrende-questo-sfregio-alla-giustizia-e-la-disfatta-di-un-intero-popolo http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2925-luciana-alpi-si-arrende-questo-sfregio-alla-giustizia-e-la-disfatta-di-un-intero-popolo

CIR Luciana AlpiLeggere le terribili parole della madre di Ilaria Alpi che - dopo 23 anni di menzogne, inganni e depistaggi - rinuncia a frequentare aule giudiziarie ed a promuovere ulteriori iniziative per avere giustizia per il barbaro assassinio di sua figlia è qualcosa che dovrebbe farci vergognare profondamente di questo sventurato Paese.

di Piero Cammerinesi

"Con il cuore pieno di amarezza - afferma - come cittadina e come madre ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, per ben ventitré anni dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili, davanti alla spietata esecuzione di mia figlia Ilaria e del suo collega Miran Hrovatin. Al dolore si è aggiunta l'umiliazione di formali ossequi da parte di chi ha operato sistematicamente per occultare la verità e i proventi di traffici illeciti. Da ultimo, dopo la sentenza della Corte d'Appello di Perugia mi ero illusa che i nuovi elementi di prova inducessero la Procura della Repubblica ad agire tempestivamente per evitare nuovi depistaggi e occultamenti" (evidentemente così non è stato, ndr).

Non riesco più a tollerare frasi di circostanza del tipo "ho fiducia nella Giustizia", spesso pronunciate da criminali incalliti che vengono 'salvati' dai loro compagni di merende che siedono in Parlamento.

Una madre che non riesce ad avere, dopo quasi un quarto di secolo, giustizia per una figlia assassinata brutalmente solo perché cercava la verità rappresenta una disfatta ed un oltraggio alla dignità di un intero popolo.

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pierocammerinesi@hotmail.com (Piero Cammerinesi) Politica Sat, 18 Mar 2017 11:02:27 +0000
Cosa succede nel mondo? Dalla manipolazione unanimista alla manipolazione del Divide et Impera. http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2938-cosa-succede-nel-mondo-dalla-manipolazione-unanimista-alla-manipolazione-del-divide-et-impera http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2938-cosa-succede-nel-mondo-dalla-manipolazione-unanimista-alla-manipolazione-del-divide-et-impera

CIR CaricatureTrump dichiara una guerra commerciale all’Europa minacciandoci di ritorsione perché non vogliamo le sue bistecche gonfie di ormoni. E nel frattempo lancia una guerra antiecologica di portata mondiale a Madre Terra. Aprendo lo scenario di forti tensioni tra le due sponde dell’Atlantico e all’interno degli Stati Uniti. Enormi dissidi si sviluppano in seno all’Europa sul tema immigrazione e sulle restrizioni di bilancio. La Gran Bretagna esce dall’Unione Europea, mentre la Scozia vuole rimanere. E partono le minacce reciproche tra Londra e Bruxelles. Si fa sentire in modo sempre più accentuato il tema dello scontro Russia-Usa come sfere di influenza contrapposte, che agita la politica americana, con le accuse a Trump e ai suoi principali consiglieri, ed in Italia con le accuse ai Cinque Stelle e a Salvini. Si accentua lo sviluppo di strategie diverse e contrapposte in Medio Oriente: Usa con Arabia Saudita e Qatar contro Russia e ora Turchia, sunniti contro sciiti. In vari grandi partiti europei e non solo si accentuano gli scontri interni e le divisioni, come nel PD italiano. O i grandi conflitti in aumento all’interno della Chiesa Cattolica, tra tradizionalisti e fronte gesuita, dai quali è recentemente affiorata la vicenda della defenestrazione del Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Ma cosa succede?

 

Ne scriviamo da qualche tempo: l’epoca della spinta al mondialismo affidata ad un solo gruppo è finita. La piramide gesuita massonica ha avuto per diversi anni il controllo di Papato, Presidenza degli Stati Uniti, della Banca Centrale Europea, delle Istituzioni Europee, ed in Italia di Governo e Presidenza della Repubblica. In questa epoca una apparente, forzata concordia nel conseguire grandi maggioranze pressoché unanimiste sui principali temi: tutti insieme a fare una unione europea mostro, tutti insieme e comprimere la libertà della Grecia, tutti insieme nelle guerre, tutti insieme a fare fuori Gheddafi, tutti insieme a seguire gli americani in Ucraina, ecc.

Ma questo ha poi generato molte reazioni, molte spinte anti-centraliste, anti-mondialiste, anti-europeiste. Tanta gente ha cominciato a sentire il peso di queste mega-istituzioni anti-umane ed a reagire risvegliandosi. Con il rischio di far sfuggire dalle mani dei veri poteri di manipolazione il controllo della situazione. Che è allora stata guidata verso la più tradizionale modalità del “Divide et Impera”, che genera una impressione di maggiore libertà, anche se di maggiore disordine, e che dominerà i prossimi anni.

E quindi è stato ridato impulso e sostegno a tutta la piramide mondiale “conservatrice e reazionaria”. In un gioco di due piramidi principali che vede da una parte un gruppo gesuita-massonico che tende a sfruttare, manipolare e cavalcare i buoni sentimenti della gente, e dall’altra una piramide reazionario-piduista-massonica abile a sfruttare le spinte egoistiche degli esseri umani.

Verremo coinvolti emotivamente in tanti teatri di scontro e conflitto, nel tentativo di condurci nuovamente un po’ alla volta - per far cessare il dolore derivante dal “disordine”, dalle guerre, dalle crisi, dal terrorismo - verso la formazione di organismi di governo e di controllo centrali e verticali più forti di prima.

Un modo di tentare di aggirare le coscienze in risveglio e condurle comunque verso istituzioni mondiali più forti e meglio controllabili da piccole élites.

Non sarà un periodo facile, ma aiuterà la nostra coscienza a risvegliarsi ulteriormente: dal sonnifero sparso dall’unanimismo della piramide gesuita-massonica, ad una maggiore attenzione come risultato del “divide et Impera”.

Purchè ci manteniamo svegli non facendoci coinvolgere emotivamente nei vari teatrini del “divide”. Ed in questo verremo aiutati:

uno dei problemi della fase precedente - quella “soporifera” unanimista - era che tutti i mass media mondiali venivano orientati verso le stesse finte verità, e noi potevamo “sapere molto poco” di quello che avveniva veramente. Mentre ora potremo sapere, anche se non tutto, abbastanza di più di quello che succede, perché entrambe le parti in conflitto adopereranno tutti i loro canali per svelare gli “altarini” del loro nemico. E noi ne sapremo di più. Dovremo solo stare attenti a non lasciarci coinvolgere dal gioco delle parti.

Ce la faremo.

"Non praevalebunt".

aquilasole

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carotenutoteam@iol.it (Fausto Carotenuto) Politica Fri, 31 Mar 2017 05:42:04 +0000
Il 19 aprile ci si incontra a Roma per combattere la censura del web http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2923-il-19-aprile-ci-si-incontra-a-roma-per-combattere-la-censura-del-web http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2923-il-19-aprile-ci-si-incontra-a-roma-per-combattere-la-censura-del-web

CIR Meeting 19 AprileLa situazione generale del Libero Pensiero e della Libera Espressione nel web sta andando incontro a stagioni molto difficili. L'episodio dell'interruzione della "monetizzazione" da parte di Google - Ad Sense nei confronti di centinaia di web attivisti, l'adozione degli algoritmi "selezionatori" da parte di Facebook, il DDL Gambaro e il Truth Act dell'On. Boldrini , sono solo le punte visibili di un iceberg contro il quale gli utenti di internet potrebbero scontarsi a breve.

L'alleanza tra i Boss della Rete e le Autorità nazionali e internazionali sta muovendo le truppe occulte di una guerra silenziosa i cui obiettivi sono chiari : la riduzione drastica, se non l'eliminazione, del dissenso non conformista che si esprime nel web. Nel magico triangolo costituito da Contenuti, Accesso alla rete e Modello di business , anche se si riuscirà a salvaguardare i Contenuti , in quanto il Potere Globale è costretto a difendere formalmente la Libera Espressione ... anche se si riuscirà a salvaguardare l'accesso alla Rete , in quanto difeso dalla Net neutrality sostenuta dagli interessi delle Società telefoniche ( fin quando si paga il transito si ha visibilità ) ... ciò che è drammaticamente in discussione è il Modello di Business, cioè l'accesso alle risorse indispensabili alla sopravvivenza dei singoli e all'economia della Comunità . I rivoli monetari "classici" che alimentavano il web : denaro pubblico, pubblicità e sponsorizzazioni, si stanno prosciugando o sono sotto il controllo ferreo di soggetti che vogliono sopprimere i web attivisti antagonisti dei media mainstream. I rivoli: donazioni, sottoscrizioni e crowdfunding, ai quali ci si sta recentemente rivolgendo quali fonti di risorse dirette, non bastano e non basteranno . A loro attingono da sempre macro organizzazioni travestite da "organizzazioni umanitarie e ambientali", a loro attingono i grandi siti di petizione online, a loro oggi si rivolgono una quantità sempre più numerosa di soggetti. Le fonti classiche non basteranno a generare un'economia tale da sostenere la libera espressione e il lavoro in Rete di centinaia di migliaia di attivisti.

A favore della strenua difesa, anche legale, della libera manifestazione in Rete e della libertà di ognuno di mantenere la propria linea editoriale , il 31.1.2016 si è costituita la WAC - Web Activists Community e ha formalmente celebrato il proprio rito di riconoscimento sul grigio altare della Agenzia delle Entrate. Da qualche settimana dunque la WAC esiste al fine di assumere una rappresentanza , la più vasta possibile , della moltitudine di soggetti attivi in Rete e al fine di fornire un Marchio Ombrello per affrontare le battaglie collettive e condivise della democrazia digitale e contemporanea. NO al referendum della J.P.Morgan, NO al Fondo Salva Stati, No al DDL Gambaro, sono alcune delle battaglie che già hanno visto attivi gli aderenti alla Wac. Si all'Attuazione della Costituzione, No alle scorribande della finanza speculativa, No alle liberalizzazioni selvagge, sono le prossime battaglie in agenda.
Al di là e in armonia con il suo impegno civile e politico la WAC si propone anche di sostenere i propri soci nella ricerca delle fonti di sostentamento . Al riguardo stiamo verificando come poter accedere, sia a favore dei singoli che dell'Associazione, a nuove risorse che il web sta offrendo . Tra queste : la realizzazione di forme di e-commerce finalizzate al consumo equo e sostenibile, grazie all'alleanza con soggetti off Amazon, off eBay e la difesa dei leciti diritti d'autore. "Sopravvivere economicamente e dignitosamente" è una delle parole d'ordine della WAC.

Vediamoci a Roma il 19 aprile (h.11:00) in via Panisperna 207 nella sala di Palazzo Falletti . Interverranno bloggers famosi, politici, giuristi, economisti, accademici e giornalisti.

Glauco Benigni - Presidente di WAC .

Contacts : segreteria@wac.world per saperne di più
https://www.facebook.com/WAC-Web-Activist-Community-409529822714370/
https://www.facebook.com/groups/1848016538747118/?fref=ts (qui potrete leggere anche lo Statuto)

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Fri, 17 Mar 2017 11:18:22 +0000
Liberamente schiavi http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2920-liberamente-schiavi http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2920-liberamente-schiavi

Liberamente Schiavi6Mi sono ripetutamente occupato della rete di spionaggio globale che da qualche anno, grazie sopratutto a Julian Assange e ad Edward Snowden, è venuta alla ribalta ed ha prodotto dei consistenti effetti sull'opinione pubblica mondiale.

di Piero Cammerinesi

Tutti ricorderanno il clamore mediatico che costrinse, due anni fa, il governo americano a varare delle misure di controllo sulla cosiddetta bulk data collection. Era tuttavia chiaro, come paventavo in un precedente articolo, che le Agenzie avrebbero trovato facilmente il modo di aggirare l'ostacolo e di continuare indisturbati a spiare tutto lo spiabile.

È di ieri, infatti, la notizia di oltre 8.700 documenti della CIA messi in circolazione da parte di Wikileaks. Nonostante Snowden sia in esilio in Russia e Assange confinato in una stanza dell'Ambasciata dell'Ecuador a Londra, Wikileaks - pur con tutti i distinguo e i dubbi che lecitamente si possono avere su questa organizzazione - prosegue la sua opera di disvelamento della hybris dei poteri forti.

Tali documenti aprono uno scenario terrificante sull'evoluzione dei sistemi di spionaggio informatico che le élite portano avanti da decenni - e questa è la cosa che più colpisce - nella sostanziale indifferenza dei popoli.

Liberamente Schiavi1Ci infuriamo se qualcuno ascolta una nostra telefonata o se un familiare legge un nostro messaggio su WhatsApp - magari a fin di bene - ma tolleriamo distrattamente se poteri disumani controllano - e questi certamente non a fin di bene - ogni nostro sussurro mentre sediamo davanti alla televisione o usiamo il nostro smartphone.

Come le rane non ci accorgiamo che l'acqua diventa sempre più calda, ma quando vorremo saltar fuori dalla pentola sarà troppo tardi...

I quasi 9.000 files - 8.761 per la precisione - di Vault-7, così si chiama questo leak, sono, a detta di Wikileaks, solo la prima parte di un più ampio programma di rivelazioni che si riferiscono al periodo 2013-2016 ed aprono uno scenario terrificante sul controllo globale da parte delle super-agenzie militari.

Non solo controllo totale dei nostri smartphone ma monitoraggio delle nostre parole ed attività tramite i nostri apparecchi televisivi, senza parlare del progetto di controllare persino le autovetture che utilizziamo per spostarci. Quello che emerge da questi leaks è non solo lo stato di avanzamento tecnologico che consente un controllo pressoché totale sulla vita della gente ma anche la più assoluta indifferenza, da parte delle Agenzie, nei confronti delle leggi che dovrebbero tutelare la privacy di ogni cittadino.

Liberamente Schiavi2Ma forse il concetto di privacy vale solo per i membri dell'élite, per gli altri vale invece il totem della 'sicurezza nazionale'...

Vault-7 ci rivela altresì che la sede centrale del Grande Fratello di Langley, in Virginia, ha una succursale - totalmente illegale secondo il diritto internazionale - presso il consolato USA di Francoforte, che ficca il naso negli affari di Europa, Medio Oriente e Africa.

Ma non è tutto.

Dai documenti risulta anche che software di hakeraggio come SwampMonkey o Shamoon - che consente di rubare i dati e anche di distruggere completamente l'hardware - permettono di controllare totalmente i nostri apparati elettronici, PC, iPhone o Android.

Last but not least, dai leaks emerge, infine, che alcuni di questi sistemi di controllo sarebbero stati sottratti alla CIA e potrebbero essere nelle mani di altre organizzazioni o altre Nazioni.

La CIA, interpellata, ha risposto - indovinate - con il solito No comment.

Pensate dunque a questo scenario - per ostacolare il quale Wikileaks ha deciso di rivelare i files - di ordinaria follia: sono seduto sul divano a guardare il telegiornale - ma l'apparecchio TV potrebbe essere anche apparentemente spento - e pronuncio parole di critica verso il governo, magari parole che, attraverso i programmi di ricerca automatica di keywords, mi identificano come un 'terrorista'. Continuo poi a dire o scrivere qualcosa di negativo sul governo o la polizia tramite il mio smartphone - che a mia insaputa è del tutto nelle mani degli spioni - e poi salgo in macchina per andare al lavoro o ad un appuntamento. Tramite la geolocalizzazione - che tutti attiviamo allegramente sul nostro iphone per trovare la pizzeria più vicina - o attraverso un controllo remoto attivato a mia insaputa sulla mia automobile, quest'ultima non risponde più ai comandi e io finisco fuori strada schiantandomi da qualche parte.

Liberamente Schiavi4Fantascienza?

No, realtà già pienamente possibile.

Il tutto giustificato dall'esigenza di combattere quel terrorismo che è stato creato ad arte per giustificare a sua volta il controllo globale.

"A me non interessa essere spiato, tanto non ho niente da nascondere".

"Meglio essere spiato e tranquillo che rischiare un attentato".

"La sicurezza prima di tutto".

Liberamente Schiavi5Chi la pensa così - e non sono pochi - sta collaborando al progetto di una umanità totalmente asservita ai poteri oscuri delle élite dominanti che - tramite la tecnologia e la realtà virtuale - da anni perseguono instancabilmente questo obiettivo.

Far sì che l'uomo scelga liberamente la sua schiavitù.

Il che deve portare, a mio avviso, a due conclusioni: prima di tutto che siamo corresponsabili di quanto ci accade e, in secondo luogo, che forse dobbiamo iniziare a ridimensionare la nostra dipendenza dal mondo della realtà virtuale per dedicare più tempo ed energie al mondo reale, quello che ci collega ai nostri simili in vincoli di sentimento e di libera azione.

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pierocammerinesi@hotmail.com (Piero Cammerinesi) Politica Thu, 09 Mar 2017 11:30:01 +0000