Politica http://www.coscienzeinrete.net Sun, 22 Oct 2017 15:23:34 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CODACONS: PARTE IL MEGA RICORSO CONTRO LA LEGGE LORENZIN - Istruzioni per partecipare http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3038-codacons-parte-il-mega-ricorso-contro-la-legge-lorenzin-istruzioni-per-partecipare http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3038-codacons-parte-il-mega-ricorso-contro-la-legge-lorenzin-istruzioni-per-partecipare

Vaccini Ricorso CodaconsSì ai vaccini ma solo se necessari, singoli e testati. No alla legge che viola il diritto all’istruzione e la libertà di scelta delle famiglie

Per partecipare a questa iniziativa è indispensabile inviare la documentazione entro il 30/9/2017

La faticosa battaglia intrapresa per difendere la libertà di scelta in materia di vaccinazione è arrivata a un punto decisivo. Lo Staff legale dell’Associazione è pronto ad avviare uno storico ricorso collettivo al TAR Lazio contro la legge Lorenzin. Ma prima di entrare nel dettaglio della nuova iniziativa, meglio fare un passo indietro.

L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE

Da mesi, ormai, l’Associazione lavora senza sosta sul tema. Un impegno costante, di cui è opportuno fornire un riepilogo ai tanti interessati. Di seguito, quindi, un elenco (indicativo) circa tutti gli atti, le iniziative e gli interventi che abbiamo avviato e portato all’attenzione degli interlocutori istituzionali, anche grazie al vostro contributo:

  1. Diffida all’AIFA circa l’utilizzazione dei vaccini monovalenti;
  2. Intervento ad adiuvandum alla Corte Costituzionale nel Giudizio proposto dalla Regione Veneto avverso la legge Lorenzin;
  3. Memoria all’ANAC su conflitto di interessi Dott. Mario Melazzini;
  4. Istanza alla commissione scientifica dell’AIFA sulla legge 119/2017;
  5. Accesso agli atti a diverse ASL in materia di disponibilità dei vaccini monovalenti;
  6. Intervento TAR Lazio su DL Lorenzin;
  7. Segnalazione all’ANAC del conflitto d’interessi del Dott. Ranieri Guerra;
  8. Ricorso all’AIFA avverso la determina che autorizza l’importazione del vaccino TETRAXIM;
  9. accesso agli atti proposto alla Regione Umbria ed alla Regione Emilia Romagna sull’utilizzazione dei vaccini pediatrici;
  10.  Istanza di accesso agli atti al Ministero della Salute relativamente agli indennizzi della legge 210/1992;
  11.  Memoria alla Commissione UE in materia di vaccinazioni pediatriche;
  12.  Diffida al Ministero della Salute su indisponibilità del vaccino rosolia;
  13.  Esposto alla Procura della Repubblica di Monza successivamente al decesso del bambino leucemico all’Ospedale San Gerardo di Monza;
  14.  Accesso agli atti della Regione Lombardia in merito al presso dei vaccini pediatrici.
  15.  Esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino che ha dato luogo ad una indagine, in corso, sulle sostanze non dichiarate nei vaccini;
  16.  Costituzione di parte offesa nella indagine della Procura di Trani sulla relazione vaccini-autismo (archiviata);
  17.  Lettera al PD per non candidare al Parlamento il prof. Burioni;
  18. La conferenza stampa, a Roma, Stadio Domiziano, il 30/5/2017, per la divulgazione delle segnalazioni di reazioni avverse al vaccino Infanrix Hexa della GSK nel triennio 2014-16, tardivamente rivelate dall’AIFA, grazie alla iniziativa del Codacons
  19. Organizzazione con il Coordinamento delle Associazioni per la Libertà di Scelta, della manifestazione con corteo, per la libertà di scelta vaccinale, a Roma, Piazza Bocca della Verità, il 6/6/2017;
  20. Conferenza stampa, con altri, per la critica del decreto Lorenzin in Senato, Sala Nassiriya il 27/6/2017;
  21. Organizzazione del Convegno Vaccini e Profilassi presso il Senato, Sala ISMA, il 7/7/2017;
  22. Organizzazione, con AMEV Firenze, della manifestazione a Roma il 22/7/2017   contro il decreto Lorenzin;
  23. Partecipazione alla organizzazione della manifestazione contro il decreto Lorenzin, a Trieste il 29/7/2017, promossa da PianoB con altri;
  24. Promozione, il 10/8/2017 con altri, della Società Scientifica per il Principio di Precauzione, che e’ stata oggetto di attacco, se non di diffamazione preventiva, da parte del M5S e del suo commissario per la politica vaccinale, prof. Silvestri (cfr. Nextquotidiano 12/8/2017).

IL RICORSO

Al termine di questa mole di lavoro è arrivato il momento dell’impegno più forte in assoluto: quello che riguarda l’Associazione e, insieme, le famiglie, gli insegnanti, i semplici cittadini interessati. Tutti coloro che hanno a cuore la libertà di scelta contro la legge Lorenzin (D. L. n. 73/2017), infatti, hanno la possibilità (e il dovere morale) di aderire al ricorso collettivo che lo Staff legale Codacons ha messo a punto dopo mesi di ricerche e approfondimenti. L’adesione all’iniziativa processuale non comporta obblighi o responsabilità, né tanto meno la necessità di somministrare o meno vaccini ai propri figli. Si tratta “solo” dello strumento giudiziario per chiedere la modifica sostanziale della legge Lorenzin da parte della Corte Costituzionale: il ricorso, infatti, è volto “all’annullamento di circolari, atti e provvedimenti emanati, dalle varie Amministrazioni competenti, in attuazione del D. L. n. 73/2017 in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci nonché di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale”.

PER ADERIRE

Cliccando qui puoi scaricare, senza alcun impegno, la modulistica necessaria a darci incarico (dove potrai leggere le condizioni di adesione).

Tutti coloro che hanno figli o nipoti in età da vaccino, ma anche insegnanti e semplici cittadini possono partecipare al ricorso al Tar del Lazio che è organizzato dall’ente Ter.Mil.Cons. e healthclassaction. Il primo ricorso partirà entro il 30 settembre, dopo tale data il termine per ricorrere è fissato al 14 novembre. Le adesioni pervenute dopo tale data saranno trasformate in atti di intervento ad adiuvandum del ricorso principale. Per aderire basta seguire le istruzioni sui moduli allegati.

I documenti allegati dovranno essere stampati, compilati, sottoscritti in originale e spediti a mezzo posta racc. A/R a Ter.Mil.Cons. – Via Riccardo Grazioli Lante n. 56 00195 Roma.

Per chiarimenti ulteriori potete telefonare al forum telefonico VACCINI, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 14:00 alle ore 16:00:

NUMERO TELEFONICO FORUM VACCINI CODACONS:

8930398

COSTI

(scatto alla risposta + tariffa al minuto):
rete fissa 0,12 +0,98 min
TIM 0,16 +0,95 min
Vodafone 0,16 +1,04 min
Wind 0,15 +0,98 min
H3G 0,16 +1,04 min

Fonte: http://codacons.it/vaccini-parte-mega-ricorso-delle-famiglie-tutela-della-sicurezza-dei-propri-bambini/

 

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Mon, 18 Sep 2017 08:36:11 +0000
QUANDO LA SENILITA' E' PERICOLOSA… http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3032-quando-la-senilita-e-pericolosa http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3032-quando-la-senilita-e-pericolosa

Camon«Quando l’amore è dannoso» è il titolo dell’ultimo articolo a firma di Ferdinando Camon. Titolo provocatorio che fa nascere molte domande, anche sulla salute dell’autore…
La spiegazione però di questo ossimoro (amore=danno) arriva, purtroppo per i lettori, poche righe dopo…

di Marcello Pamio

«C’è una norma, va rispettata e fatta rispettare. Specialmente se riguarda i bambini: i bambini devono capire che quel che vuole lo stato vale di più di quel che vuole il papà o la mamma».
Quindi per Camon siccome c’è una legge, va assolutamente rispettata. Poco importa se questa legge è stata dettata da un governo illegittimo perché eletto con legge elettorale incostituzionale (sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale). Poco importa se tale legge (unica al mondo) impone obbligatoriamente 10 + 4 vaccini (senza nessuno studio che ne garantisca la loro sicurezza) e in assenza di qualsivoglia epidemia o emergenza sanitaria.

Non solo, i bambini devono ficcarselo in testa fin da piccolini che lo stato-padrone è superiore a qualsiasi volontà, anche quella dei propri genitori. Chiaro? Ma scusate, pensavate di essere in democrazia? Se la scienza non è democratica figuriamoci lo stato!
Scusate, ma giuridicamente parlando cosa contano i genitori? Soprattutto cosa vogliono e cosa pretendono questi scriteriati che mettono al mondo dei figli? 
Alla salute dei piccoli e alla loro istruzione ci pensano da una parte Beatrice Lorenzin e dall’altra Valeria Fedeli. Potete dormire sonni tranquilli.

Non contento Camon però prosegue nel ragionamento.

«Se c’è un braccio di ferro tra famiglia e stato, o tra comune e stato, o tra regione e stato, è giusto, per il bene di tutti, che lo stato vinca, ed è giusto che il papà e la mamma perdano, che il comune o la regione si arrenda».
Altra memorabile e mi auguro storica frase: «se c’è un disaccordo è giusto che il papà e la mamma perdano, perché lo stato prima di tutto! »

Di primo acchito, appena ho letto l’articolo, a caldo avrei commentato in altro modo, ma oggi ragionando a mente fredda, mi domando se tali affermazioni sono dovute all’età che avanza, alla senescenza o ad altri motivi, magari politici, o ancora perché ci crede proprio. 
La cosa certa è che queste affermazioni sono molto inquietanti, anche perché rappresentano perfettamente lo specchio dell’attuale periodo storico italiano e dell’atmosfera che stiamo respirando.

Bambini espulsi da scuola, a cui viene impedito di essere appunto bambini e di giocare con i propri amichetti, perché i genitori hanno avuto la malsana idea di obiettare ad un TSO vaccinale illegittimo e pericoloso. Il tutto sotto lo sguardo vuoto e impotente delle forze dell’ordine che a testa bassa confermano la legittimità di tali divieti. Buttando nel cesso la Costituzione italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. 
Bambini violentati da uno stato dittatoriale che abroga per legge l’articolo 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». 
Nessuno Camon, neppure il suo stato totalitario!

La cosa che fa specie è che Ferdinando Camon, classe 1935, dovrebbe ricordarsele certe cose o almeno saperle. Nonostante all’epoca avesse solo tre anni, la sua fortuna è stata quella di non essere ebreo. E’ del 5 settembre 1938 infatti il regio decreto-legge n. 1390, intitolato «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola italiana». 
Questo regio decreto sancì l’esclusione degli ebrei dall’insegnamento e dalla frequentazione delle scuole.
Ecco i primi due agghiaccianti articoli:

Art. 1
All’ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica.

Art. 2
Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica…

Bambini fuori da scuola perché ebrei. 
Lo stabilisce la “norma” e quindi, secondo il ragionamento di Camon, andava rispettata...
Il resto è storia…

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=360103331087626&set=a.120190765078885.1073741828.100012638861642&type=3&theater

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Wed, 13 Sep 2017 10:40:48 +0000
Reductio ad pueros http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3024-reductio-ad-pueros http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3024-reductio-ad-pueros

Propaganda pedante0Dicembre 2016. A Port Said (Egitto) una pattuglia di polizia avvista una bambina coperta di stracci insanguinati che corre tra le macerie di un edificio abusivo in demolizione. Avvicinatisi, gli ufficiali vi trovano altre persone: un regista, due cameraman, un ragazzino e la famiglia della piccola, il cui sangue si rivela poi essere vernice rossa. Il gruppo finisce in commissariato. Lì il regista confessa ai poliziotti l'intenzione di realizzare e distribuire un finto reportage sulla crisi umanitaria di Aleppo, la città siriana a lungo assediata dall'esercito governativo di Bashar al-Assad.

Nello stesso mese gli oppositori del regime siriano diffondono sui social network la fotografia virale di un'altra bambina in corsa tra i cadaveri. Propaganda pedante1Nonostante la maccheronica didascalia che la accompagna («It's not in Hollywood This real in syria»), l'immagine è in realtà tratta da un videoclip della cantante libanese Hiba Tawaji. Due anni prima, il 10 novembre 2014, il tema era stato declinato anche da una troupe cinematografica norvegese con un cortometraggio intitolato «Eroico ragazzo siriano salva la sorella da una sparatoria». Prima di ammettere che il film era un falso girato a Malta con attori professionisti e fondi inspiegabilmente pubblici, gli autori avevano incassato più di 5 milioni di visualizzazioni e scatenato l'indignazione di pubblico ed esperti per l'«uso di cecchini contro i bambini piccoli» da parte dell'esercito siriano.

di Il Pedante

Propaganda pedante2La guerra contro la Siria è un laboratorio di prostituzione minorile coatta alla propaganda degli aggressori. Si consideri l'ottenne Bana Alabed, l'«Anna Frank della Siria» che dal suo account Twitter commuove ogni giorno i suoi oltre 370 mila follower denunciando in tempo reale i dolori inflittile dalle armi di Assad e lanciando appelli alla pace (cioè a un intervento militare degli eserciti occidentali), alla felicità dei piccoli siriani e, se occorre, all'amore universale. Il tutto nonostante sia accertato che la piccina non conosca una parola di inglese, che i suoi tweet non provengano da Aleppo ma dall'Inghilterra e che il suo babbo militi nel gruppo terrorista antigovernativo Kataib Safwa al Islamiya.

In almeno due casi queste strumentalizzazioni sono approdate sulle prime pagine dei nostri giornali, quando una mano autorevole recapitò nelle redazioni le immagini dei piccoli Alan Kurdi e Omran Daqneesh. Il primo, fotografato riverso sulla spiaggia di Bodrum da cui era partito con la sua famiglia nella speranza di raggiungere clandestinamente l'isola greca di Kos, divenne il simbolo della disumanità dei governi occidentali che negano accoglienza e corridoi umanitari sicuri a chi fugge dalla guerra. Si taceva così il fatto i protagonisti di quella tragedia non stavano fuggendo dalla guerra, trovandosi già da anni al sicuro in Turchia, e che il capofamiglia intendeva raggiungere l'Europa, e da lì il Canada, per motivi economici.

In quanto al piccolo Omran, il suo corpo impolverato e ferito fu estratto dalle macerie di un bombardamento e fotografato dai membri dell'organizzazione non governativa White Helmets. I giornali pubblicarono l'immagine scrivendo, senza alcuna prova, che la casa in cui si trovava il bimbo era stata rasa al suolo da un attacco aereo «russo o siriano». In un clima di fondati dubbi sull'indipendenza e sul ruolo dei caschi bianchi siriani, si scoprì poi che l'autore della fotografia, Mahmoud Raslan, frequentava e sosteneva le frange terroristiche della fazione golpista. Celebre è un suo selfie con i membri dell'organizzazione «moderata» Harakat Nour al-Din al-Zenki, destinataria di aiuti e armi statunitensi e responsabile, tra l'altro, della decapitazione di un ragazzino palestinese. In una recente serie di interviste televisive il padre di Omran ha denunciato l'operato dei «ribelli» e l'uso propagandistico e non autorizzato dell'immagine di suo figlio. Durante e dopo il ricovero del bimbo avrebbe ricevuto offerte e pressioni per addossare la responsabilità dell'incidente all'esercito regolare.

Propaganda pedante3L'infanzia sofferente - vera, falsa o presunta - è un'arma di guerra non convenzionale spesso utilizzata per sedare o esaltare le coscienze dell'opinione pubblica. In piena guerra del Golfo, nel 1990, la quindicenne figlia dell'ambasciatore del Kuwait in USA si presentò in udienza alla Commissione governativa americana per i diritti umani spacciandosi per un'infermiera pediatrica fuggita dal Kuwait occupato. Lì raccontò piangendo di avere visto i soldati iracheni prelevare i neonati prematuri dalle incubatrici di un ospedale e buttarli in terra, lasciandoli morire. Era tutto falso, ma l'orrore suscitato dalla bufala servì a far digerire all'Occidente l'ennesima avventura dell'Impero.

***

Di smascheramenti come questi è piena la propaganda di guerra. Eppure vi si insiste. Perché? Perché funziona. Perché queste immagini soddisfano una sete pornografica di tragedie infantili, un voyeurismo sadosentimentale di bambini mutilati, sofferenti e defunti che non conosce declino di cui è bene indagare il meccanismo e gli scopi. Per difendersene.

La socializzazione del raccapriccio non è tecnicamente dissimile dall'orgia. Come nell'orgia, ci si concede nudi alla massa, le si consegna il proprio indicibile e inconfessabile sé per ricongiungersi al mucchio: qui con le proprie paure più profonde, l'istinto della maternità e dell'empatia, l'orrore anche fisico del dolore innocente. Aristotele vi avrebbe visto un esempio di catarsi tragica, dove la pubblica rappresentazione dei mali più estremi servirebbe a liberare la mente dalla loro ossessione (cfr. Diano 1964). Ma nel caso odierno la mimesi giornalistica pretende invece di riflettere l'attualità di persone ed eventi reali, non mitici né romanzeschi, producendo così un supplemento di effetti.

Il primo è che nel condividere la pena dell'infanzia violata in modo iconico e rituale - come è segnalato dall'uso di immagini-simbolo - si offre ai celebranti l'occasione di (ri)affermare il proprio primato morale, di (ri)scoprirsi «buoni», compassionevoli, umani ecc. Una riaffermazione tanto più urgente in quanto negata dai fatti. Le complicità dei governi e di buona parte del pubblico occidentali nelle stragi di adulti e bambini in Medio Oriente e altrove, così come nella sofferenza di adulti e bambini per le politiche austere che seminano miseria nel mondo sviluppato, o ancora nelle tragedie di un'immigrazione dissennatamente promossa, sono così macroscopiche da avere ormai sfiorato anche le coscienze più conformiste e distratte. Sicché la contrizione a comando serve a espiare forfettariamente il peccato. È l'inverso dei due minuti d'odio di Orwell: sono i due minuti d'amore con cui ci si illude di scontare le connivenze di ogni giorno.

Propaganda pedante4

Il secondo effetto è corollario del primo, ma scopre il fianco a un'insidia ancora peggiore. Per sentirsi «buoni» (e non più opportunamente razionali, o sensati) occorre misurarsi con l'antagonismo dialettico dei «cattivi». E per sentirsi umani bisogna postulare i disumani al loro massimo grado, quello cioè di chi fa morire i più innocenti tra gli innocenti: i bambini. In questa dicotomia tutta letteraria è fin troppo facile che si intrufoli chi vuole sdoganare la disumanità vera verso i propri, personalissimi, nemici. Se Assad è colpevole di aver fatto soffrire il piccolo Omran, o gli «xenofobi» di aver fatto morire il piccolo Alan, o i «no vax» di aver lasciato perire un piccolo infermo, nessun atto è troppo feroce per castigare la loro ferocia. Non c'è dialogo né compromesso con chi viola l'infanzia, c'è solo la guerra. Sicché per punire il-dittatore-che-ferisce-un-bimbo si acclama chi ne ha spenti a migliaia con un colpo di stato senza fine.

Poi ci sono, ovviamente, le regole del marketing. Le emozioni forti aiutano a vendere. Se il corpo svestito di una donna promuove automobili, deodoranti e trapani a percussione, quello esanime di un bambino conquista la curiosità del lettore. La tecnica è efficace purché si abbia cura di dosarla per non creare assuefazione nel paziente - come è ad esempio il caso di certe organizzazioni umanitarie che mettono queste immagini ovunque, riproducendole come un logo, un vessillo.

***

Ma l'aspetto della vicenda che ci deve più preoccupare è un altro. È che, come suggeriscono gli esempi nella prima parte e quelli che seguiranno, il rinforzo retorico dell'infanzia tribolata si accompagna troppo spesso alla mendacità e/o distorsione dei messaggi a cui si attacca. Quasi da trarne una universale: ubi puer, ibi mendacium.

Se la violenza è l'argomento di chi non ha argomenti, quella di sbattere in faccia lo strazio dei minori è una violenza al cubo, una shock doctrine dialettica. Perché non si limita a inibire l'esercizio della ragione prendendo a pugni l'umanità di chi ascolta, ma quell'esercizio lo colpevolizza e lo squalifica, ne fa un gesto indelicato di cui scusarsi. Chi pretendesse di superare l'urgenza della compassione dovuta a una piccola vittima per disputarne la didascalia, immaginarne il contesto, interrogarsi sulle cause e sulle eventuali falsificazioni che l'hanno resa tale, sarebbe un cinico senza cuore. L'aggressione emotiva lascia così un cratere dove non si può né si deve pensare, un corridoio blindato in cui le mistificazioni care all'aggressore transitano al riparo dalle cautele analitiche dell'aggredito, lasciandolo indifeso. È, per certi versi, la traslazione dialettica di un crimine di guerra già sanzionato dal diritto umanitario: l'uso di scudi umani, cioè di «person[e] protett[e]», «per mettere, con la [loro] presenza, determinati punti o determinate regioni al sicuro dalle operazioni militari» (IV Conv. di Ginevra, art. 28), essendo qui le «operazioni militari» le controargomentazioni e i dubbi sollevati da una narrazione («determinati punti o determinate regioni») che va messa «al sicuro» dai critici.

Una strategia così vincente e di facile impiego - essendone l'unico requisito la spregiudicatezza di pervertire il rispetto dei piccoli ai propri estemporanei fini - non può che trovare vaste applicazioni, ben oltre la propaganda bellica. Osserviamone qualche esempio.

***

Un noto politico ha recentemente rilanciato un classico: che il debito pubblico debba essere ridotto non perché «ce lo chiede l'Europa», ma perché «ce lo chiedono i nostri figli». Il fortunato binomio debito-figli centrava almeno due obiettivi: di traumatizzare i destinatari facendogli balenare l'immagine dei propri affetti più cari oppressi dalla miseria e dall'usura, e di insinuare la degenerazione di chi, non curandosi del debito sovrano, non si cura della prole. 

Ma ubi puer, ibi mendacium. La prima falsificazione, la più grottesca, sta nell'ovvio fatto che nessun figlio ha mai chiesto ai propri genitori di «ridurre il debito pubblico». I figli ci chiedono cose più utili e intelligenti: un abbraccio, il tempo di giocare con loro, un giocattolo, una caramella, una vacanza, il motorino. Ci chiedono cioè le cose che desiderano e di cui hanno bisogno, non le invenzioni immateriali con cui ci nascondiamo la frustrazione dei desideri e dei bisogni - e quasi sempre anche dei diritti - di chi ha poco o nulla. Sicché, invece di trarre dai piccoli la lezione di un'economia fatta di beni e di benessere accessibili a tutti, gli si infila in bocca il gergo di una finanza che ha soggiogato quell'economia, per distruggerla.

Come negli esempi già portati, la falsa rappresentazione presidia la falsificazione e l'occultamento dei fatti. Qui, per citarne solo alcuni, che il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili in Europa; che la sostenibilità di un debito è determinata, appunto, non dal suo volume ma dal buon andamento dell'economia reale; che evidentemente a quel debito corrispondono altrettanto ereditabili crediti privati; che i crediti deteriorati in cui sta sprofondando il sistema bancario sono quelli concessi ai privati, non agli Stati; che ai figli lasceremo le infrastrutture e i servizi realizzati con la contrazione di quel debito. Eccetera. Ma soprattutto, che lo Stato non dovrebbe mendicare a usura i quattrini da chi ne ha tanti, ma gestirne l'emissione e la circolazione specialmente nell'interesse di chi ne ha pochi.

I temi dell'immigrazione sono un'altra miniera di reductiones ad pueros. Nel 2016 si è stimato che, tra gli stranieri entrati clandestinamente, i minori di 15 anni rappresentavano all'incirca l'1,4% del totale, mentre i minori di 8 anni erano solo lo 0,04%. Ciò nondimeno l'iconografia e la retorica degli sbarchi è tutta sbilanciata sull'infanzia. Chi ad esempio sollevasse dubbi sulle operazioni delle ONG che navigano tra la Sicilia e l'Africa, finirebbe schiacciato dalle descrizioni di bambini seminudi e assiderati, quando non affogati. Interdetto dal trauma tralascerebbe così di aggiungere che i suoi dubbi nascevano anche dalla speranza di evitare quelle tragedie.

Mentre infuriava il dibattito sullo ius soli, il diritto di acquisire la cittadinanza italiana per chi nasce in Italia, un noto quotidiano confezionò un filmato di diversi minuti in cui un'intervistatrice fuori campo si intratteneva con alcuni bambini stranieri di età compresa tra 5 e i 10 anni. Dopo averne spremuta la tenerezza con primissimi piani e domande su gusti, sogni e quotidianità di ciascuno, passava all'attacco con la domanda: «Ma lo sapete che lo Stato italiano non vi riconosce ancora come cittadini italiani, fino a diciott'anni?». Seguivano lunghe riprese sui volti ammutoliti dei pargoli che, riavutisi dal magone (o più verisimilmente dall'avere udito una parola di cui nessuno può conoscere il significato, a quell'età), rispondevano poi di sentirsi italiani, pur non essendolo. Il senso dell'operazione si chiariva definitivamente con l'ultimo titolo di coda: «Il diritto di essere italiani». Un diritto che non esiste, mentre si taceva che tutti i diritti veri e fondamentali dei bimbi italiani sono gli stessi di quelli stranieri. Quindi? Qual era lo scopo di quella pantomima? Quale che sia sia la risposta, l'esibizione iperglicemica dei piccoli volti serviva a rendere inopportuna la domanda.

Nel caso, già trattato su questo blog, delle vaccinazioni pediatriche, l'infanzia malata è già nella radice del tema, sicché è più difficile non rappresentarne i dolori per documentare una tesi. Ma anche qui si sono toccati vertici da antologia, come quando il Ministro della salute proclamò in televisione che a Londra nel 2013 erano morti 270 bambini a causa del morbillo. E, con immutato fervore, un anno dopo ci aggiornava sulla strage dei piccoli londinesi che anche nel 2014 mieteva «più di 200 bambini» morti della stessa malattia. Di fronte a tanto lutto nessuno osò farle notare che in tutta l'Inghilterra, nel 2014, non vi fu alcun decesso collegato al morbillo (su un totale di 130 casi), mentre nel 2013 ve ne fu uno (su 1843 casi), ma non era un bambino. Cumulando i numeri, il ministro che oggi giura di rimettere la pratica vaccinale nell'alveo del rigore scientifico con la forza della legge, aveva esagerato i dati del quarantaseimilanovecento per cento. Ma attenzione: quell'esercito inventato di cadaveri non era un esercito di cadaveri qualsiasi: erano bambini

Ora sappiamo perché.

Fonte: http://ilpedante.org/post/reductio-ad-pueros

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 24 Aug 2017 09:43:44 +0000
Armi italiane ai regimi autoritari http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3023-armi-italiane-ai-regimi-autoritari http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3023-armi-italiane-ai-regimi-autoritari

esportazione armi italiane 1Più di 9,2 miliardi di euro. Per la precisione 9.240.403.172, 97 euro. È il valore delle esportazioni di sistemi militari autorizzate nel 2016 dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) ai paesi che non fanno parte dell’Ue e della Nato. Rappresentano il 63,1% di tutte le esportazioni autorizzate che l’anno scorso hanno superato i 14,6 miliardi di euro (14.637.777.758 euro). Un record storico dal dopoguerra sul quale ci si sarebbe aspettati qualche commento da parte della sottosegretaria di stato alla Presidenza del consiglio dei ministri, Maria Elena Boschi, che ha inviato alle Camere la “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”,riferita all’anno 2016.

di Giorgio Beretta

La legge n. 185 del 1990 che regolamenta la materia stabilisce infatti che l’esportazione e i trasferimenti di materiale di armamento «devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell’Italia». Ed autorizzare l’esportazione di sistemi militari a paesi al di fuori delle principali alleanze politiche e militari dell’Italia – cioè, appunto, a paesi non appartenenti all’Ue o alla Nato – è un fatto che richiederebbe qualche spiegazione.

I conti non tornano

Invece, nella relazione di sua competenza, la sottosegretaria Boschi non solo non offre alcuna spiegazione riguardo a queste autorizzazioni, ma anzi stravolge i dati. Nella relazione della Presidenza del consiglio (Pcm) si legge infatti: «I principali Paesi autorizzati sono stati quelli UE/NATO, con l’81,6% del valore totale e, più precisamente, come principali partner si sono registrati il Regno Unito (€ 2,367 miliardi), la Germania (€1,072 miliardi), la Francia (€ 574,5 milioni) e la Spagna (€ 443,9 milioni) e, tra quelli extra europei, il Kuwait (€ 7,706 miliardi di euro). Sul valore delle esportazioni e sulla posizione del Kuwait come primo partner, incide una licenza di 7,308 miliardi di euro per la fornitura di 28 aerei da difesa multiruolo di nuova generazione Eurofighter Typhoon, realizzati in Italia» (Volume 1, p. 2).

L’affermazione non trova però riscontro nella relazione del Maeci, che invece precisamente riporta: «Nel 2016 il valore dei trasferimenti intracomunitari/esportazioni nei Paesi UE/NATO è stato pari al 36,9% del totale (le licenze 2.122), il rimanente 63,1% nei Paesi extra UE/NATO (le licenze 477). E – come si vede nel Grafico 3 del MAECI – il valore delle autorizzazioni all’esportazione verso i Paesi extra UE/NATO è appunto di 9.240.403.172,97 euro» (Volume 1, p. 10).

Un semplice refuso per aver confuso le percentuali del numero di licenze rilasciate con quelle relative al loro valore? Possibile, ma difficile crederlo considerato che la relazione della Pcm elenca proprio i valori in euro delle licenze rilasciate ai principali paesi europei. Ma consideriamolo pure un veniale refuso.

 

img src="http://www.coscienzeinrete.net/images/foto_argomenti/Politica5/esportazioni-armi-italiane-2.jpg" alt="esportazioni armi italiane 2" srcset="https://www.osservatoriodiritti.it/wp-content/uploads/2017/05/esportazioni-armi-italiane-2016-1.jpg 750w,
Ripartizione delle autorizzazioni all’esportazione di armamenti – Fonte: relazione presidenza del Consiglio dei ministri 2016

 

Esportazioni pericolose

Il nocciolo del problema sono infatti quei 9,2 miliardi di euro di autorizzazioni ad esportare sistemi militari ai paesi extra Ue/Nato. È vero che 7,3 miliardi riguardano la già citata fornitura di 28 caccia multiruolo Eurofighter Typhoon (foto in alto). Ma anche a proposito di questa autorizzazione il Maeci avrebbe dovuto fornire qualche spiegazione visto che il Kuwait è parte, ed attivamente impegnato con 15 caccia, nella coalizione a guida saudita che nel marzo del 2015 è intervenuta militarmente in Yemen senza alcun mandato internazionale. E la legge n. 185/1990 vieta espressamente l’esportazione di sistemi militari «verso Paesi la cui politica contrasti con i princìpi dell’articolo 11 della Costituzione».

E, rimanendo nell’ambito mediorientale, spiccano le autorizzazioni all’Arabia Saudita per un valore complessivo di oltre 427 milioni di euro tra cui figurano bombe, razzi, esplosivi e apparecchi per la direzione del tiro e altro materiale bellico. Sebbene la relazione non indichi il paese destinatario delle autorizzazioni rilasciate alle aziende, l’incrocio dei dati forniti nelle varie tabelle ministeriali, permette di affermare con ragionevole certezza che una licenza da 411 milioni di euro alla RWM Italia riguarda proprio l’Arabia Saudita: si tratta, nello specifico, dell’autorizzazione all’esportazione di 19.675 bombe Mk 82, Mk 83 e Mk 84 all’Arabia Saudita.

Una conferma in questo senso è contenuta nella relazione finanziaria di Rheinmetall per l’anno 2016 che segnala un ordine «molto significativo» di «munizioni» per 411 milioni di euro da parte di un «cliente della regione MENA» (Medio-Oriente e Nord Africa). Si tratta del tipo di bombe utilizzate dalla Royal Saudi Air Force per bombardare lo Yemen e ritrovate dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite a seguito dei bombardamenti nella città di Sana’a (di cui ho parlato in un mio precedente articolo).

Esportazioni che l’allora ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha giustificato affermando, in risposta ad una interrogazione parlamentare, che «l’Arabia Saudita non è oggetto di alcuna forma di embargo, sanzione o restrizione internazionale nel settore delle vendite di armamenti». Tacendo però sulla risoluzione del Parlamento europeo, votata ad ampia maggioranza già nel febbraio del 2016, che ha invitato l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, ad «avviare un’iniziativa finalizzata all’imposizione da parte dell’UE di un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita» alla luce delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale perpetrate dall’Arabia Saudita nello Yemen. Questa risoluzione, finora, è rimasta inattuata anche per la mancanza di sostegno da parte del governo italiano.

Nel frattempo il ministero degli Esteri ha continuato ad autorizzare forniture militari e di bombe all’Arabia Saudita. Nel 2016 le forniture militari ai paesi dell’Africa Settentrionale e del Medio Oriente ammontano ad oltre 8,6 miliardi euro e ricoprono da sole più del 58,8% delle esportazioni di materiali militari autorizzate.

Si tratta delle zone di maggior tensione del mondo e la gran parte dei paesi dell’area è governata da regimi autoritari e da monarchie assolute irrispettose dei più basilari diritti umani. Fornire armi e sistemi militari a questi regimi, oltre a contribuire ad alimentare le tensioni, rappresenta un tacito ma esplicito consenso alle loro politiche repressive. I risultati di queste politiche sono le migliaia di profughi e migranti che con ogni mezzo cercano rifugio sulle nostre coste. Di cui sentiamo parlare ogni giorno. Mentre delle bombe – anche italiane – che alimentano questi conflitti i maggiori media nazionali sembra non sappiano nulla.

 

Fonte: https://www.osservatoriodiritti.it/2017/05/17/esportazione-armi-italia-regimi-autoritari/

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Wed, 23 Aug 2017 08:25:39 +0000
I due bulli e l'eclissi americana http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3016-i-due-bulli-e-l-eclissi-americana http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3016-i-due-bulli-e-l-eclissi-americana

2 BulliOltre agli incendi, alle esecuzioni mafiose (quelle non mancano mai nel Belpaese, vivaddio) e alle diatribe pro e contro i vaccini di casa nostra...

di Piero Cammerinesi

...questa torrida estate 2017 ci sta tenendo con il fiato sospeso per le intemperanze dei due bulli da strapazzo che si minacciano quotidianamente a suon di proclami e di ringhiose dichiarazioni.
Già, se non sapessimo di avere a che fare con due Capi di Stato dotati di armi nucleari potremmo liquidare la questione con una alzata di spalle e un ben miserevole giudizio sulla loro sanità mentale.
Ma così non è e purtroppo Kim Jong-un e The Donald hanno la capacità di far piombare il mondo in una catastrofe spaventosa dagli esiti imprevedibili.

Tuttavia qualcosa non torna in tutta la faccenda, non credete?

Intendo dire: come è possibile che un minuscolo Paese - per quanto governato da un dittatore megalomane - possa sfidare l'unica superpotenza mondiale, in grado di cancellarlo dalla faccia della terra in pochi minuti?
Chi di voi in una lite stradale scenderebbe dalla macchina disarmato per insultare una banda di picchiatori con spranghe e coltelli?
Se c'è qualcuno alzi la mano.

2 Bulli 1Non solo; quale stratega militare che vuole sfidare - novello Davide contro Golia - la più grande potenza militare mondiale rivelerebbe in anticipo le sue mosse?
È di oggi la notizia che il generale Kim Rak-gyom, a capo dell'unità balistica speciale di Pyongyang dichiara di apprestarsi a lanciare quattro missili balistici a raggio intermedio in direzione della base americana di Guam.
Non vi pare strano?

No, i conti non tornano.

 

2 Bulli 2Vediamo la questione più da vicino.
Innanzitutto va ricordato il fatto che gli USA hanno emanato - con validità dal 1. Settembre prossimo - un divieto assoluto ai propri cittadini di recarsi in Corea del Nord e questo in fragrante violazione della risoluzione sulle sanzioni che prevede comunque una continuità del dialogo tra le parti. Tale divieto emanato dal Governo americano non solo è incostituzionale ma è esattamente antitetico all'intento dichiarato dalla Risoluzione ONU, in quanto mira a un incremento dell'ostilità tra i due Paesi impedendo ai propri cittadini di rendersi conto personalmente dello stato delle cose e non solo attraverso il mainstream media ormai del tutto asservito alle linee guida di Washington.

Teniamo presente, inoltre, che se la giustificazione offerta per il divieto è quella solita di "proteggere i cittadini americani" lo stesso New York Times - non propriamente una 'testata libera - un paio di settimane fa, aveva raccontato come la Corea del Nord sia uno dei Paesi più sicuri al mondo mentre, per converso, Paesi dove gli americani hanno avuto seri problemi coma Siria, Iraq, Iran, Afghanistan non siano affatto interdetti ai cittadini nordamericani.
Come si diceva, la risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU impone che "tutti i Paesi intensifichino i propri sforzi astenendosi da qualsiasi azione che possa aggravare la tensione".
Invece gli USA decidono di non consentire a nessun cittadino e, sopratutto, a nessun giornalista di recarsi a Pyongyang per vedere di persona come stanno veramente le cose e ringhiano invece - per bocca de generale Mad Dog' James Mattis - 'cane pazzo' come viene...affettuosamente soprannominato il nuovo Segretario alla Difesa - che "tutte le opzioni sono sul tavolo".
E, dopo il conato di minacce di The Donald, l'hollywoodiano "Fire and fury", non è difficile intuire a quali opzioni il nostro 'cane pazzo' si stia riferendo.

Ora se abbiamo qualche (lecito) dubbio sulla sanità mentale del giovane dittatore nordcoreano alcuni elementi ci fanno tuttavia ritenere che dall'altra parte del Pacifico la sfida sia decisamente benvenuta dal Deep State, da quel Military-Industrial Complex che è il vero governo-ombra degli USA, sia il Presidente un democratico o un repubblicano, nero o bianco, uomo o donna.

Cosa ce lo fa pensare?

2 Bulli 3Beh iniziamo dal fatto che la 'crisi nordcoreana' ha consentito agli USA di dispiegare in Sud Corea - dunque alle porte di Cina e Russia - l'avanzatissimo sistema missilistico THAAD.
Nonostante il premier cinese Xi abbia manifestato la contrarietà della Repubblica Popolare Cinese e della Russia per questo dispiegamento, ogni nuovo proclama di Pyongyang - cui fa prontamente eco il tweet-ringhio di Trump - offre a gli americani una nuova scusa per procedere nel dispiegamento dei missili.

"Vedete, noi non vorremmo, ma sono loro a minacciarci...ora dicono che colpiranno il territorio americano con i loro missili..."

Guarda caso poi le agenzie di stampa e le presstitutes di tutti i media hanno diffuso - con tempismo perfetto - le valutazioni degli 'esperti' secondo le quali, ebbene sì, la Corea del Nord dispone di atomiche miniaturizzate che potrebbero essere montate sui vettori per colpire il territorio americano.
E allora diamoci sotto, scaldiamo i motori e mostriamo i muscoli con due belle settimane di 'war games' proprio davanti alle coste dei nordcoreani, vediamo cosa hanno il coraggio di fare.
2 Bulli 4E le manovre congiunte di quest'anno, che inizieranno il 21 Agosto - guarda caso proprio il giorno dell'eclissi americana - saranno "le più imponenti della storia".

Ma c'è un altro elemento da tener presente; se George Santayana scrisse che "coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo", questo vale oggi in modo particolare per la diatriba Washington-Pyongyang a proposito della quale il premier cinese ha giustamente affermato che "essa potrà essere risolta solo da Stati Uniti e repubblica Popolare della Corea del Nord quando si decideranno a firmare un trattato di pace".

Trattato di pace?

Già, perché i due Paesi sono ancora tecnicamente in guerra e i coreani non riescono proprio a dimenticare i quattro milioni di morti causati dall'invasione americana degli anni 1950-53.

Non riescono proprio a passar sopra al ricordo delle loro città incenerite da bombe, napalm e guerra batteriologica.

Non ce la fanno a scordare gli esperimenti criminali - poi insabbiati e negati ma accertati - nei quali i prigionieri furono esposti a batteri di nuova creazione per valutarne gli effetti, in totale violazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

Hanno il problema di avere una buona memoria a Pyongyang e di non essere stati 'liberati' dagli inossidabili 'esportatori di democrazia' a stelle e strisce.

Ora tiriamo le fila di quanto sopra.

2 Bulli 5Abbiamo visto come il Military-Industrial Complex, vero artefice della politica estera di Washington, abbia accolto con malcelata gioia le intemperanze del bullo di Pyongyang, come invece di abbassare la tensione tra i due Paesi che hanno un contenzioso di oltre mezzo secolo stia invece facendo di tutto per provocare i nordcoreani con minacce alla John Wayne, come abbia sfruttato astutamente l'occasione per completare l'accerchiamento dei suoi veri competitori, Cina e Russia con l'avanzatissimo sistema missilistico THAAD, come - sempre facendosi passare per parte lesa, ci mancherebbe, altrimenti come potrebbero i falchi di 'cane pazzo' ottenere dal Congresso finanziamenti militari praticamente illimitati senza un 'nemico' da schiacciare? - abbia in programma gli 'war games' più grandi di sempre a un passo dalle coste nordcoreane.
Ebbene, si tratta esattamente della stessa strategia usata in Medio Oriente con l'Isis, tenuto artificialmente in vita per giustificare i fondi del Congresso e l'opportunità di presidiare tutte le zone strategiche del pianeta in funzione dell'accerchiamento di Russia e Cina.
In fondo The Donald, apprestandosi a firmare sostanziosi stanziamenti per chi realmente comanda negli USA, il Deep State, l'ha detto chiaro e tondo che "nessuno oserà sfidare la potenza militare americana".

Ma sarà realmente così?
E fino a quando?
Forse i nostri 'amici' di oltreatlantico non ricordano che non esistono imperi che durano per sempre.

Non sarà che l'eclissi del 21 Agosto - con il senso occulto che ha ogni eclissi sul suolo terrestre - che coincide con l'inizio della sfida militare a Pyongyang non sia anche un segnale dell'inizio di una eclissi dell'Impero americano?

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pierocammerinesi@hotmail.com (Piero Cammerinesi) Politica Sat, 12 Aug 2017 07:57:19 +0000
Lotta alle fake news o censura del pensiero critico? http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3015-lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3015-lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico

Fake News CensuraÈ arrivato all'esame delle Commissioni Affari Costituzionale e Giustizia del Senato il disegno di legge che prende il nome dalla sua prima firmataria, Adele Gambaro. Obiettivo dichiarato? Lotta alle fake news. Ma è proprio così? Giuristi ed esperti: «Alto rischio di deriva liberticida».

È stato assegnato all'esame delle Commissioni Affari Costituzionale e Giustizia del Senato il disegno di legge che prende il nome dalla sua prima firmataria, Adele Gambaro. Obiettivo dichiarato: lotta alle fake news. Ma è proprio così?

C’è già chi ci ha visto profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di opinione e di pensiero. Sono le preoccupazione che alcuni tra costituzionalisti, giornalisti e attivisti hanno sollevato riguardo il Ddl Gambaro (QUI scaricabile il testo  ) che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni non veritiere online. Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita. A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa Corte, nonché docente universitario ed ex presidente della Scuola superiore della magistratura.

«Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente» spiega Onida. «L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. Peraltro le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione. Ma partiamo dall’articolo 1: crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. Ma chi verifica? Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica?  Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché».

Controllo sulle opinioni

«L’articolo 2, poi, introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee» prosegue Onida. Si legge infatti che la pena della reclusione non inferiore a dodici mesi e l’ammenda fino a 5.000 euro sono previste anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online“.

E qui si inserisce anche la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione» dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la Campagna StopTtip in Italia.

«Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già. Penso, invece, al Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra Europa e Stati Uniti, il Ttip, e alla sua copia in minore per interessi e fatturati che l’Europa ha sottoscritto e ratificato con il Canada, il Ceta, come tutti i trattati commerciali di ultima generazione. I loro testi sono riservati, noti solo ai team tecnici che se ne occupano. Nemmeno i Parlamenti e i Governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative. Per conoscerli a fondo è stato prezioso pubblicare tutti i documenti ufficiali che le realtà sociali, o altre fonti dirette o indirette, hanno via via sottratto alla loro segretezza. Questa attività, fortemente criticata da molti decisori politici, ha portato quasi 5 milioni di persone in tutta Europa a schierarsi contro la loro approvazione. Ha spinto, inoltre, l’Ombudsman europeo a imporre alla Commissione UE di rendere più accessibili i documenti, permettendone la lettura prima della loro approvazione, almeno ai parlamentari europei chiamati a votarli. Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena».

Attendibilità e verità

Ritornando al testo del disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per «prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica». «Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla» aggiunge Onida. «Anche l’articolo 7 ripropone un’inaccettabile controllo dall’alto di verità. Si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi. Ma com’è pensabile? È uno strumento di controllo autoritario e illegittimo. E suona analogo anche l’ultimo articolo del disegno di legge, il numero 8, che prevede che la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche».

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e, soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida» ha scritto dal suo blog su Il Fatto quotidiano  Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie.

«Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge » aggiunge Scorza, «che era il 2000 quando l’Unione europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i Paesi membri dell’Unione europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti. Un divieto che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, professore di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio»  . «Nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Lo trovo soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro».

«Non voglio cercare di indovinare le intenzioni dei deputati, ma stando a ciò che ho letto mi pare una chiara deriva autoritaria, che sia voluta o inconsapevole» dice Federico Pistono  , laurea in informatica, un master nel centro ricerche della Nasa, scrittore e co-fondatore di Axelera, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie.

«O sanno come funziona internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene. Di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico; per esempio, chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa».

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Attualita/Lotta-alle-fake-news-o-censura-del-pensiero-critico

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 10 Aug 2017 11:23:09 +0000
Fatta la la legge....cambiato il bugiardino http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3013-fatta-la-la-legge-cambiato-il-bugiardino http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3013-fatta-la-la-legge-cambiato-il-bugiardino

HexyonDopo l'approvazione della legge sull'obbligo vaccinale venerdi 28 luglio alla Camera, l'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) ha modificato il bugiardino del vaccino esavalente Hexyon. 
«E allora?» direte voi? 
Vediamo di capire.


L'esavalente Hexyon, in commercio in Italia è un vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale (sorvegliato speciale), e non può essere utilizzato oltre i 24 mesi di vita. Così, chi non è in regola con l'obbligo della nuova legge e ha superato quella età non dovrebbe essere sottoposto a quel vaccino. 
Infatti sul sito dell'Agenzia Europea dei medicinali (EMA) a pag. 7 dell’RCP, il riassunto delle caratteristiche del prodotto (che non è il foglio illustrativo contenente le informazioni per l’utilizzatore…) è scritto:
"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici". [1]
In altre parole, la casa farmaceutica (Sanofi Pasteur) ci sta dicendo che non ci sono studi sulla sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi. 

➡ Vedi foto 1

 

 


Così come non ci sono dati disponibili sulla a sicurezza e l’efficacia di Hexyon nei neonati di età inferiore alle 6 settimane (v. pagina 4), ovvero neonati ‘pretermine’ che devono essere vaccinati al compimento del 60 giorno di vita e quindi in base alla loro età cronologica e non in base all’età corretta.
Anche nel foglio illustrativo dell'Agenzia Italiana del farmaco AIFA 

➡ aggiornato al 10 GIUGNO 2016, alla seconda pagina “Che cos'è Hexyon e a che cosa serve” è scritto: "Hexyon viene somministrato ai bambini a partire da sei settimane fino a 24 mesi di età". [2] 

➡ Vedi foto 2 allegata al nostro post

 

 


E fin qui ci siamo.
Se però andiamo a consultare oggi la home page dell'AIFA e dalla banca dati farmaci e cerchiamo Hexyon, troviamo un nuovo foglio illustrativo 

➡ datato 29 LUGLIO 2017 dove alla seconda pagina “Che cos'è Hexyon e a che cosa serve” è scritto: "Hexyon viene somministrato ai bambini a partire da sei settimane di età" senza fare alcun riferimento all'età massima di somministrazione che è 24 mesi. [3]
Quindi, ricapitolando, anche se l'EMA e fino a ieri l’altro l'AIFA affermavano che non si poteva somministrare l'Hexyion ai bambini di età superiore a 24 mesi per assenza di studi clinici, il giorno successivo all’approvazione della legge sull'obbligo vaccinale (28 LUGLIO 2017), per non mettere in difficoltà le Asl nel “recupero” dell’immunità vaccinale dei bambini di età superiore ai 2 anni non in regola con l'obbligo, si consente la somministrazione di un vaccino in monitoraggio addizionale, senza studi clinici per quella fascia di età.
Ne consegue che il paziente cui fosse inoculato l'Hexyion fungerebbe sostanzialmente da cavia. 
Sia nel caso che abbia età inferiore a 24 mesi (essendo il farmaco in monitoraggio addizionale, ovvero farmaco ’sorvegliato speciale’ al fine di individuare nuove informazioni sulla sicurezza), ma soprattutto, nella fattispecie nel caso di età superiore ai 2 anni, non essendo disponibili nemmeno studi sulla sicurezza in questa fascia di età.
Probabilmente per non mettere in difficoltà le Asl nell’attenersi al decreto Lorenzin qualcuno ha pensato bene di risolvere il problema togliendo la scritta "La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".
In verità gli “studi clinici” si faranno. A partire da adesso. Cavie per una sperimentazione di massa ne hanno a sufficienza. 

Questo è quanto.
Questo fatto della sperimentazione di massa la fece già presente il professor Ivan Cavicchi (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/icavicchi), esperto di politiche sanitarie, [4] ne parlò anche in una audizione in Senato il senatore Romani. [5]

Nessuno vi ha prestato orecchio.

Abbiamo sentito più volte dire che «bisogna restare in campo scientifico», ma l’impressione che abbiamo avuto è che la scienza si sia messa al servizio per giustificare interessi politici, economici e personali. 

Per fare questo si sono cancellati gli effetti avversi dei vaccini, forse semplicemente per non dare adito ad effetti contraddittori sulle vaccinazioni… ma affermare questo vuol dire negare che ci sono persone che vivono quotidianamente sulla loro pelle il problema creato dalla vaccinazione, che è un qualcosa di più di una semplice ‘punturina’, così come leggiamo sui giornali o sentiamo dire in televisione…

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FONTI:

[1] EMA - ALLEGATO I – HEXYON RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

Hexyon sospensione iniettabile in siringa preriempita. Vaccino coniugato (adsorbito) contro difterite, tetano, pertosse (componente acellulare), epatite B (rDNA), poliomielite (inattivato) ed Haemophilus influenzae di tipo b.

A pagina 7, paragrafo 4.8 ‘effetti indesiderati’ al punto a: ‘riassunto del profilo di sicurezza’ si legge: 

"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".

http://www.ema.europa.eu/…/EPA…/human/002796/WC500145758.pdf

VEDI ANCHE:

RCP Hexyon 

➡ APRILE 2017 - Ausl di Modena: 

a pagina 4, paragrafo 4.8 ‘effetti indesiderati’ al punto a: ‘riassunto del profilo di sicurezza’ si legge: 

"La sicurezza di Hexyon nei bambini di età superiore ai 24 mesi non è stata studiata in studi clinici".

http://www.ausl.mo.it/…/e%252F9%25…/P/BLOB%3AID%3D6328/E/pdf.

[2] FOGLIO ILLUSTRATIVO

Documento reso disponibile da AIFA il 10/06/2016 – pagina 45

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/…/servlet/PdfDownload…

[3] FOGLIO ILLUSTRATIVO

Documento reso disponibile da AIFA il 29 LUGLIO 2017 – pagina 36

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/…/servlet/PdfDownload…

[4] PSICOSI VACCINI

Dopo che il professor Ivan Cavicchi (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/icavicchi), esperto di politiche sanitarie, ha spiegato che «mancano ricerche scientifiche sugli effetti collaterali di medio e lungo periodo», e dopo che ha avvisato che l’Italia, con 12 vaccini obbligatori, sarebbe stata «una specie di Paese sperimentale» e che il decreto Lorenzin «rischia di essere una sorta di ricerca scientifica di massa», Davide Faraone (Pd), Sottosegretario al Ministero della Salute, ha risposto: «Non credo che il fatto che l’Italia sia un Paese che sperimenta una obbligatorietà, anche su quel numero di vaccini, debba essere per forza considerato un fatto negativo».

Ora il punto non è il parere di Faraone che, per carità, è liberissimo di considerare negativo o meno tutto ciò che vuole. Il punto è che ha ammesso che i nostri figli saranno utilizzati come cavie dal Governo e dalle industrie del farmaco per un esperimento di massa di cui non si conoscono le conseguenze!

La Gabbia Open 28 giugno 2017 – Psicosi vaccini

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=HbfJohAASrw

[5] Audizione in Senato 12 luglio 2017

Intervento del Dottor Maurizio Romani sul decreto Vaccini 

VIDEO: https://youtu.be/WYGKSKvOEM4

 

Fonte: http://telegra.ph/Fatta-la-la-leggecambiato-il-vaccino-07-30

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Tue, 08 Aug 2017 15:08:48 +0000
Le strane alleanze delle multinazionali farmaceutiche http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3012-le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3012-le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche

GAVIEsiste, in questo nostro mondo globalizzato, anche una “alleanza globale per i vaccini”, di nome GAVI. Essendo globale ha un nome inglese “Global Alliance for Vaccines and Immunisation”.

Tale organizzazione transnazionale che, come è d’uso per questo tipo di… come possiamo chiamarle?, istituzioni, aziende del terziario, compagnie di ventura?, è fuori da ogni controllo pubblico e popolare, è stata fondata nel 2000 dalla famigerata Bill and Melinda Gates Foundation per ”incrementare l’accesso a vaccini nuovi e sottoutilizzati” per i bambini che vivono nei paesi poveri. I vaccini “nuovi” ormai compaiono a un ritmo sempre più incalzante, e che siano sottoutilizzati lo decidono loro. Loro chi?

di Sonia Savioli

GAVI sta a Ginevra, dice di collegare settore pubblico e privato (traduzione: il pubblico sono gli stati che pagano, il privato le industrie farmaceutiche che vendono). Ma ci sono anche le agenzie ONU e le ONG (toh, che caso! ndr), che finanziano o sono finanziate, in questa superalleanza. E cioè, sempre gli stati che pagano (con le nostre tasse, perché i paperoni della grande industria dalle loro possono scalare persino il Brunello Riserva da millecinquecento euri a bottiglia, dato che le loro sono sempre cene “di lavoro”).

Gavi1

Nel gennaio 2000 la fondazione Gates spese settecentocinquanta milioni di dollari (deducibili dalle tasse) per creare GAVI.  Lo scopo dichiarato della superalleanza globale è, non solo di “reperire risorse finanziarie” per i vaccini che già sono sul mercato, ma anche per crearne di nuovi (i quali permetteranno di reperire nuove e ingenti risorse finanziarie a chi li fa e li vende. Questo non è dichiarato ma io e voi siamo ancora dotati di logica).  Altro obiettivo dichiarato è arrivare a farli pagare, i vaccini, ai governi delle nazioni “in via di sviluppo”.

Dimmi chi sei e ti dirò cosa vuoi.

E chi c’è a dirigere questa “Alleanza per i vaccini” che dice di volere il bene dei bambini dei paesi poveri?                                                                          

Gavi2A tirare le fila è Ngozi Okonjo Iweala, una più che robusta signora nigeriana con un curriculum di tutto rispetto (per la GAVI).  E’ stata per due mandati ministra delle finanze e per un mandato ministra degli esteri del governo nigeriano, prima ancora è stata direttrice della Banca Mondiale (toh, che caso! ndr), di cui per ventun anni era stata “economista dello sviluppo”; è una dei dirigenti della Fondazione Rockfeller e non vi elenco tutti gli altri incarichi “minori”, perché al suo quattordicesimo incarico da dirigente o consulente in università di mezzo mondo e istituzioni sovranazionali mi sono stufata e ho cominciato a domandarmi come facesse, con tutti quegli incarichi, a mantenersi così in carne, che di solito gli affaristi iperattivi, tra un convegno e un aereo e un altro aereo e una riunione a porte chiuse, fanno appena in tempo a sbafarsi due tartine col caviale e un bicchiere di sciampagna (spuntino di lavoro), anche se poi magari a cena si scolano una bottiglia di Brunello da millecinquecento dollari e fanno bene a scalarla dalle tasse perché loro non smettono mai di lavorare, neanche quando dormono.

Si vede che la signora ha una marcia in più. E il quotidiano britannico The Guardian, infatti, la definisce “una speranza per l’Africa”; e non è il solo, un coro di lodi viene cantato attorno alla ex ex ex ministra nigeriana.

Gli unici che nel coro stonano un po’, peccato, sono proprio i nigeriani. I quali nel 2016 chiedevano conto alla signora Ngozi Okonjo di alcune cosette che non tornavano.   

Prima di tutto non tornavano i conti dello Stato di quando lei era ministra delle finanze, secondo l’Alta Corte Federale di Lagos: in quattro anni erano scomparsi trenta bilioni di Naira (la moneta nigeriana, che non vale molto, un euro equivale a circa 230 naira, ma 30 bilioni di naira sono una cifra da capogiro per qualsiasi paese e cambiati in qualsiasi valuta, se pensate che un bilione sono mille miliardi).

E poi c’è stata, sempre nel 2016, una richiesta di indagine su di lei inviata alla ICC (Corte Criminale Internazionale) per uno scandalo di traffico di armi ammontante a due miliardi e rotti, questa volta di dollari.

Visto il curriculum dell’insigne, noi, che non possiamo dedurre dalle tasse, dedurremo molto altro e trarremo le nostre conclusioni, forse un po’ diverse da quelle del Guardian.

Tra i sommi dirigenti di GAVI c’è anche David Sidwell, una specchiata carriera di banchiere internazionale tra Morgan StanleyJP Morgan, UBS.

Gavi3Del resto la GAVI non fa mistero della sua propensione finanziaria. A parte il blablabla sul salvare i bambini, quando si passa alle cose serie ecco come presenta sé stessa ai suoi “clienti”. Il titolo è “Il modello affaristico GAVI”, che “raccoglie la domanda dei paesi poveri, e invia ai produttori un chiaro segnale che vi è un ampio mercato percorribile per i vaccini” e “Il sostegno dei donatori… renderà possibile per i produttori fare nuovi investimenti per aumentare la produzione”

Quanto alla salute, pare che non si preoccupino solo di quella dei bambini, dato che in un loro documento dedicato ai fornitori di vaccini e compagnia bella, si impegnano a “migliorare la salute del mercato dei vaccini fino a far sì che la produzione incontri la richiesta… e siano ridotti al minimo i rischi per i fornitori” e si impegnano anche a procurare ai “produttori” “risorse, informazioni e incentivi per superare gli impedimenti ed entrare e competere nel mercato”.

Come azienda non c’è male. Noi italiani possiamo testimoniare che hanno fatto un buon lavoro.

E sempre per parlare di affari...

Poiché abito vicino a un piccolo paese, ogni tanto mi capita di frequentarne il bar che, essendo i piccoli paesi ancora leggermente arretrati, è un luogo di socializzazione, privo di televisione ma dotato di giornale. A cui dò sempre un’occhiata per regolarmi su quali sono le bugie e montature del momento. A parte la cronaca nera, che il più delle volte (non sempre) è veritiera e uno specchio di dove va il mondo e il suo progresso. E lo sono anche gli articoli economici, forse perché i grandi quotidiani ormai non vedono più niente di male nell’arricchirsi a tutto spiano senza badare alle conseguenze. L’importante è che tutto rientri nella legalità o almeno così paia. E le leggi, si sa, cambiano di giorno in giorno e dipendono da chi le fa e da cosa vuole legalizzare.

Perdonate la digressione.

Insomma, mi capita un bel servizio di due pagine su una multinazionale farmaceutica USA, la Eli Lilly, all’avanguardia nei trattamenti contro il diabete. Tutti contenti per gli investimenti in Toscana, e precisamente a Sesto Fiorentino. E sentite qua il pensiero e i sentimenti dei protettori della nostra salute, nella persona del direttore generale di Eli Lilly Italia, uno statunitense di origine russa.

“La nostra presenza è molto bilanciata… Ad esempio in questo momento a livello mondiale c’è una crescita significativa di un nostro farmaco per il diabete, che si chiama dulaglutide, che sta avendo una crescita al di sopra delle nostre stesse aspettative. Uno dei centri di manifattura è proprio l’Italia, dove stiamo accelerando la costruzione di una seconda  linea di produzione per rispondere alla domanda mondiale di tale farmaco” (La Nazione, 3 luglio 2017).

Un vero discorso da manager, che si compiace per l’aumento della produzione e delle vendite.

Come un’impresa di pompe funebri godrebbe di un’epidemia di peste. Se ci fosse un’impresa multinazionale di pompe funebri.

Il giornale poi riferisce che l’azienda “nel 2016 ha realizzato 2 miliardi e 737 milioni di dollari di utili, con un incremento del 13% rispetto al 2015”

“Numeri da record… una delle prime 10 società farmaceutiche del mondo… scoprire, sviluppare, commercializzare farmaci innovativi…”

Evviva evviva! Un vero trionfo. Evviva il diabete e il suo aumento!

Del resto, il diabete non poteva che aumentare, dato che l’OMS e soci hanno abbassato il livello di glicemia considerato normale.

Ah, la magia dei nostri tempi! Come possiamo considerarla, magia bianca o magia nera?

Ma come possiamo fidarci e affidare la nostra salute a chi guadagna dalle nostre malattie?

Se pensate che i padroni delle multinazionali chimico-farmaceutiche hanno interessi e mani in pasta in più o meno tutte le multinazionali, comprese quelle dei prodotti elettronici di cui viene progettato e programmato che si scassino dopo un tempo breve ed effimero da che cominciamo ad usarli, come possiamo pensare che progettino e programmino di farci mantenere o anche conquistare una buona salute?

Se potessero, anche per noi progetterebbero una “obsolescenza programmata”. O lo fanno già? Un po’ diversa da quella dei frigoriferi e dei computer perché noi, se ci scassiamo del tutto, usciamo dal mercato.

Ma ogni essere umano sano è un cliente perso (e da conquistare alla malattia) e loro stessi dichiarano apertamente di voler sviluppare i propri affari: vendere sempre più medicine e di sempre più tipi. Quindi “sperano?”  in sempre più malati e di sempre più malattie.

Il fatto è che tutto ciò che riguarda la salute, e quindi anche l’industria farmaceutica e le medicine non dovrebbe essere di proprietà privata. Dovrebbe essere di proprietà pubblica e sotto il controllo del popolo (e mi scuserete questa parola così desueta ma che mi sembra quanto mai appropriata), come l’acqua, come l’energia, come l’istruzione e tutto ciò che non può e non deve essere oggetto di lucro, pena il degrado e la fine di ogni società che abbia un minimo di coesione, un minimo di giustizia.

Nessuno dovrebbe guadagnare, se non uno stipendio per il proprio lavoro di cura, sulle malattie dei suoi simili. E lo stipendio, benché adeguato, non dovrebbe neanche essere lauto, perché vediamo tutti che i lauti guadagni selezionano quasi sempre il peggio di una società.

Invece oggi le industrie farmaceutiche fanno miliardi a gogò, hanno un potere incontrollabile e incontrollato.

Comunque, voglio finire con una nota positiva.

Anche i ricchi hanno un cuore e anche la Eli Lilly ha una fondazione filantropicaLilly Endowment. Si occupa molto di istruzione e ricerca. L’istruzione le permette, tra l’altro, di formare le nuove leve che ci cureranno coi suoi medicinali. La ricerca è quella sulle biotecnologie sia in agricoltura che in medicina. Così finanziano sé stessi e scalano dalle tasse.

Però finanziano anche le Open Society Foundations di George Soros.

“Cosa facciamo stasera, prof?”

“Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo! Andiamo a conquistare il mondo!”

Se stessimo su un altro pianeta, potremmo anche ridere, vedendo tanto arrabattarsi, tramare, ingannare, sgomitare e distruggere per fare soldi mentre la siccità di un’estate rovente devasta terre e cibo, alberi e animali, e proprio grazie a tanto sgomitare, arrabattarsi, competere, ingannare e ammazzarsi.

Le persone più arretrate del mio piccolo paese (i piccoli paesi hanno un po’ di inestirpabile arretratezza genetica), in questa estate apocalittica, incontrandosi dicono “qui si more tutti”.

E gli amici del farmaco non potranno giovarsene. Non ci sono vaccini e medicine per la morte e non si può abbassare il livello ufficiale dell’essere in vita.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/le-strane-alleanze-delle-multinazionali-farmaceutiche

NOTA DI COSCIENZEINRETE:

Anni fa, quando pubblicammo il nostro dossier sui Club Mondialisti, mettemmo in luce le innegabili connessioni tra organizzazioni allora reputate "buone" dai più, ed i poteri che lavorano per frenare la crescita delle coscienze. In questa ottica, il lavoro e le connessioni della GAVI riportate nell'articolo sopra, risultano come l'ennesima ramificazione del lavoro continuo di queste forze. L'articolo di Sonia Savioli che abbiamo riportato mette in risalto gli aspetti economici della questione, che però andrebbe inquadrata meglio nell'ottica dello sforzo delle forze anticoscienza di contrastare il vero pericolo al proseguimento del loro dominio millenario. In questi giorni stiamo analizzando la questione GAVI per fornire una più accurata collocazione della questione all'interno del quadro che abbiamo delineato nell'ormai storico dossier

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Sat, 05 Aug 2017 11:00:10 +0000
Il governo italiano sceglie l'industria bellica come pilastro del "sistema paese"... http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3009-il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3009-il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese

Armi sistema PaeseIl mensile «Nigrizia» di giugno fa un quadro puntuale della produzione e commercio internazionale delle armi italiane e del coinvolgimento collaborativo e interessato delle banche, che mettono a disposizione dell’industria bellica servizi di intermediazione ben remunerati e conti correnti. Come recita l’incipit, «l’industria militare è il pilastro del sistema Paese. È ciò che pensa il governo. E i dati lo confermano. Cresce la spesa e l’export di armamenti conosce un vero boom. Soprattutto verso i regimi della penisola arabica. Cala, invece, la vendita verso l’Africa. Le banche sostengono il business seppellendo ogni tentennamento etico».

Il dossier è firmato da Gianni Ballarini.

Il 19 aprile scorso si è assistito a uno scarico di blindati e armi alla cabina tabani, nel porto di Piombino. Ancorata c’era la nave Excellent, una grande imbarcazione noleggiata dal Ministero della difesa italiano, battente bandiera maltese. Dopo aver imbarcato un gran quantitativo di armamenti e aver effettuato uno scalo tecnico ad Augusta, s’è diretta a Gedda, in Arabia Saudita, attraversando il canale di Suez. Secondo l’autorità portuale di Piombino quelle armi e quei blindati erano destinati a un corso di addestramento bellico di militari italiani nella penisola arabica. 

L’unico ad alzare la mano e a chiedere spiegazioni su questo singolare traffico è stato il parlamentare di Sinistra italiana-Possibile, Giulio Marcon, il quale ha giudicato «gravissima» l’iniziativa: «L’Arabia Saudita è coinvolta in Yemen in una guerra sanguinosa, è sotto il banco d’accusa dall’Onu per la violazione dei diritti umani e ha sostenuto alcune fazioni terroristiche in Medioriente. Chiediamo —ha proseguito Marcon— l’immediato blocco del trasferimento delle armi nella penisola arabica, lo stop alle esercitazioni e a ogni vendita di armi all’Arabia Saudita».

Governo silente. Media in gran parte distratti (tranne il Tirreno, Italia Oggi e Manifesto). Opinione pubblica ignara. Il tema delle spese belliche e della vendita di armi anche a paesi in conflitto è oramai sdoganato e non più avvolto da alcun tabù. Secondo il rapporto del Sipri (l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), la spesa militare italiana è salita nel 2016 a 27,9 miliardi di dollari. Calcolata in euro corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni. Un flusso irrefrenabile. Ma diventato normale. Quasi ovvio.

L’ultima Relazione governativa sugli armamenti rivela come il Belpaese stia conoscendo una crescita esponenziale soprattutto nell’export armato. Il valore è aumentato dell’85% rispetto al 2015 raggiungendo il valore di 14,6 miliardi di euro. Pesa la mega vendita (oltre 7 miliardi di euro) di caccia Eurofighter Typhoon (28) al Kuwait. Si tratta della più grande commessa mai ottenuta da Finmeccanica/Leonardo. Ma nei primi 11 posti della classifica delle nazioni destinatarie troviamo Arabia Saudita (427,5 milioni), Qatar (341 milioni), Turchia (133,4 milioni) e Pakistan (97,2), che fanno parte di coalizioni di guerra o che sono conosciuti come paesi fortemente repressivi.
Nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, la nuova bibbia governativa, si legge come sia «essenziale che l’industria militare sia pilastro del sistema paese, perché contribuisce al riequilibrio della bilancia commerciale». Per cui merita ogni sostegno possibile.

Africa in calo

In questo contesto, si distingue l’Africa. I 136 milioni di euro, valore delle licenze italiane di esportazione nel 2016, rappresentano il secondo dato più basso dal 2008. Peggio dell’anno scorso è stato solo il 2014. Il calo è stato del 43,4% (oltre 240 milioni di euro nel 2015), con un dato particolarmente negativo per il Nordafrica (-56%). Negli ultimi 5 anni il calo di export verso la sponda sud del Mediterraneo è stato importante: si è passati dai 308,4 milioni del 2012 ai 38,5 dell’anno scorso (-87,5%). A colpire, in particolare, è la chiusura dei rubinetti con l’Algeria, uno dei paesi con cui lavoravano maggiormente le aziende belliche italiane. L’anno scorso hanno commerciato armi per 25,2 milioni di euro. Nel 2012 il dato sfiorava i 263 milioni di euro.
Nell’Africa subsahariana spicca il dato dell’Angola, non propriamente la culla della democrazia e della difesa dei diritti civili: si è passati dai pochi spiccioli del 2015 (72mila euro) agli 88,7 milioni di euro nel 2016, posizionando il paese al 13° posto della classifica dei paesi acquirenti.

Conti armati

E accanto a un’industria bellica italiana in piena espansione, il 2016 ha segnato pure l’esplosione dei conti correnti armati. Gli istituti di credito, infatti, hanno definitivamente seppellito ogni tentennamento morale per rituffarsi a corpo morto sul business delle armi. In un solo anno il valore delle transazioni bancarie legate all’export definitivo di armamenti è passato dai 4 miliardi del 2015 ai 7,2 miliardi del 2016 (+80%), frutto di 14.134 segnalazioni, rispetto alle 12.456 dell’anno precedente. Un boom inarrestabile se si osserva la crescita rispetto a soli due anni fa: +179% (2,5 miliardi di euro, nel 2014).

A occupare il primo posto è il gruppo Unicredit con oltre 2,1 miliardi di euro, pari a circa il 30% dell’ammontare complessivo movimentato per le sole esportazioni definitive, e con una crescita del 356% rispetto al 2015 (474 milioni di euro). Dopo Unicredit, compare il gruppo Deutsche bank, con oltre un miliardo di euro e al terzo posto la banca britannica Barclays bank, con oltre 771 milioni di euro e con una crescita del 113,8% rispetto ai dati del 2015 (360,9 milioni).

Sorprendente la “performance” della bresciana Banca Valsabbina. In un anno le sue transazioni armate sono cresciute del 763,8% passando dai 42,7 milioni di euro del 2015, ai 369 milioni circa dell’anno scorso. Questo istituto –che ha la sua sede a Vestone, piccola realtà della Comunità montana della Valle Sabbia, e la direzione generale a Brescia– evidentemente rappresenta un punto di riferimento per tutto il settore armiero della zona.

Sono i paesi mediorientali, in genere, a essere ottimi clienti delle banche, avendo fatto transitare sui conti bancari del Belpaese una massa enorme di denaro: quasi 4,3 miliardi di euro, pari al 59% del totale. Anche i paesi africani fanno un balzo in avanti, passando dai 300 milioni del 2015 ai quasi 320 milioni del 2016. È l’area subsahariana a incidere maggiormente, con una crescita del 153% (dai 42 milioni del 2015 ai 106,4 dell’anno scorso). Le banche armate, evidentemente, generano fiducia anche al di là del Mediterraneo.

Fonte: Nigrizia n.6 – Giugno 2017

Via: http://www.ilcambiamento.it/articoli/il-governo-italiano-sceglie-l-industria-bellica-come-pilastro-del-sistema-paese

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Sat, 15 Jul 2017 09:48:56 +0000
Vaccini - BUONE NOTIZIE DI ADESSO, dal presidio permanente di mamme incatenate intorno al Parlamento. http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3008-vaccini-buone-notizie-di-adesso-dal-presidio-permanente-di-mamme-incatenate-intorno-al-parlamento http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/3008-vaccini-buone-notizie-di-adesso-dal-presidio-permanente-di-mamme-incatenate-intorno-al-parlamento

LA PRIMA PAGINA de "Il Fatto Quotidiano" di ieri!
FQ Prima Pagina

Che almeno una testata nazionale cominci ad indagare sui retroscena di questo ddl osceno, è la prima buona notizia. Sotto ne troverete altre!

Ovviamente la maggioranza di giornali e TV, essendo al servizio del potere, non ne parlano, ma queste mamme sono là giorno e notte in centinaia anche oggi, con famiglie romane che offrono loro ospitalità per poter fare i turni 24 ore su 24, bellissimo!

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Per non influenzare l'opinione mediaticamente indotta nella maggioranza degli italiani, i mass-media hanno volutamente ignorato ogni nostra manifestazione in piazza, ma ce ne sono state decine in tutte le Regioni d'Italia e decine sono già in programma ovunque ( calendario nazionale unificato su http://infoVaccini.Evoluzionari.net )

CIR Pesaro Fiducia

Hanno manipolato la nostra lotta per la Libertà di scelta, chiamandoci sempre NO-VAX, per cercare di dividerci dai PRO-VAX ed "imperare" meglio, ma abbiamo tempestato con migliaia di telefonate ed email tutte le redazioni fornendo loro dati chiari ed onesti, con le foto delle piazze italiane invase dai nostri appelli, nell'incredulità dei redattori all'oscuro di tutto, e siamo comunque riusciti a far uscire le informazioni su alcuni giornali nazionali!

Ci hanno segnalato che grazie alla nostra opposizione organizzata di massa (sabato eravamo alcune decine di migliaia a Pesaro, più 1,8 milioni collegati nella diretta video) in Senato stanno continuando a fare passi indietro:

la multa per i genitori che non vaccinano i propri figli, era da 500 a 7500 euro nel Decreto LoRenzin originale pochi giorni fa è stata ridotta a €500-3500 ed oggi a €100-500.

La sospensione della patria potestà per poter procedere ad effettuare la vaccinazione di forza, è stata rimossa.

I 12 vaccini obbligatori iniziali, sono stati ridotti a 10.

Gli operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici che erano obbligati alle vaccinazioni da un emendamento di pochi giorni fa, sono stati adesso esonerati dall'obbligo.

Il tentativo di far effettuare le iniezioni vaccinali anche nelle farmacie, era stato accolto, ma poi bocciato.

L'infame legge ha ancora 25 giorni possibili di discussione parlamentare, quindi tutto può essere rivisto, ma siamo contenti che la nostra azione pacifica ma organizzata e potente abbia fatto arretrare questi banditi, travestiti da governanti, che vendono la propria anima e coscienza, noncuranti neanche di essere gli artefici di un infanticidio prevedibilissimo!

Tutto ciò sul piano materiale, umano, legale.

Dal punto di vista più importante, quello spirituale, noi li ringraziamo e benediciamo, perché sono anime che si sono accollate uno sporco lavoro, un karma pesante, un po' come il Giuda che ha dovuto tradire per consentire l'avanzata del messaggio Cristico, e sono stati eccellenti operatori anti-coscienza, per consentire un ulteriore passo allo sviluppo inarrestabile della Coscienza umana, che mai retrocede, quello che acquisisce è per sempre, fin dalla notte dei tempi.

Andiamo bene, qualcuno sta preparando già anche il referendum abrogativo, e noi procediamo AD OLTRANZA e AD OGNI COSTO,
fino a quando sarà tolta ogni obbligatorietà, ed il Decreto stralciato, in quanto tale pratica vaccinale forzata comporta rischi molto gravi, e deve quindi essere lasciata LIBERA SCELTA a coloro che AMANO di più al mondo i bambini, e fanno TUTTO IL MEGLIO POSSIBILE per loro: i propri genitori!

Hanno fatto un decreto legge talmente infame, dittatoriale, anti-costituzionale... e hanno generato un potentissimo effetto boomerang che avrà potenti ripercussioni proprio contro i suoi autori, contro la sanità e la medicina, e susciterà l'effetto opposto a quello che per profitti personali privati, a scapito della salute pubblica, avevano cercato d'imporre con violenza da regime..

Per avere la forza di far saltare completamente questo "decreto strappa-figli alle mamme", e per essere già connessi in modo da affrontare insieme prossime battaglie, anche se su altri temi, che certamente non mancheranno, occorre anche la tua presenza: 

aggiungiti su http://vaccini.Evoluzionari.net

così restiamo uniti, organizzati con le prossime mosse, e ti manderemo qualche spezzone video d'interventi di senatori ed altri politici che hanno difeso la nostra libertà con commovente bellezza.

{youtube}LLtz2jkAAgc{/youtube}


 

Noi abbiamo già scritto i loro nomi nel libro bianco, ed a prescindere dal loro partito di appartenenza, ci ricorderemo di loro in cabina elettorale.

E' finita da un bel po' la politica di destra e sinistra, ed anche la politica partitica, è tempo della politica trasversale, o integrale come la chiamano alcuni amici d'oltralpe, fondata sulle persone dotate di maggior coscienza!

Ancora siamo lontani, ma chi è connesso con il cuore sa comprendere se è buona la via.

Aggiungiti a noi su http://vaccini.Evoluzionari.net

e grazie di cuore, a tutti noi.

Uniti si vince!

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di Samuele Canestri

 

Fonte: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1462962183794813&id=199324340158610&substory_index=0

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redazione@coscienzeinrete.net (Redazione) Politica Thu, 13 Jul 2017 11:01:02 +0000