Politica

Pasquino e le Piramidi

06 Febbraio 2017 Scritto da Enrico Carotenuto
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PAsquino3Il manifesto critico nei confronti di Francesco I° apparso lo scorso sabato in molte parti del centro di Roma ha sollevato un vespaio. Il gesto non è sicuramente opera di qualche popolare Pasquino, visti i temi che tocca, non esattamente popolari. Infatti odora più di una certa parte della nobiltà romana... Ovviamente è solo l'ennesima crepa nella facciata della PAX Gesuitica, che non è più tale. Come abbiamo accennato precedentemente, la piramide rivale ha smesso di "abbozzare" e alza la testa con tono di sfida. I segnali sono ben più grandi di qualche manifesto per le strade di Roma... Ma integrando in quest'ottica la disamina che propone Maurizio Blondet, e che riportiamo qui sotto, si ottiene un quadro più chiaro, e tutto sommato più divertente di quello che sta succedendo.  Buona lettura! (E.C.)

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O-nes-ta!

03 Febbraio 2017 Scritto da Redazione
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O nes taC'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: che i cittadini chiedono ai governanti di essere onesti, di rispettare le leggi delle comunità che amministrano, di non favorire gli amici, di esercitare il potere nell'interesse generale e non nel proprio. Lo chiedono a gran voce, qualcuno ne ha fatto addirittura un programma politico da scandire come un urlo dionisiaco nelle fiaccolate o dopo i funerali.

Dal canto loro gli interessati, cioè i governanti, rispondono con simmetrico slancio e chiedono ai cittadini di pagare le tasse, di non abusare delle risorse pubbliche e di non vanificare le leggi con sotterfugi e reati. Ne nasce un fuoco incrociato e indistinto tra pulpiti, da cui un'interpretazione politica trasversale: che il declino economico e civile non possa essere arrestato se non con un profondo rinnovamento etico di tutti, che la questione morale preceda ogni altra e che, se non si rispettano le leggi, non abbia senso fare le leggi. Come non averci pensato prima?

di Il Pedante

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Paura della paura

02 Febbraio 2017 Scritto da Redazione
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Paura Pedante4Ci siamo recentemente imbattuti in una copertina di fine luglio del settimanale Sette. Qui campeggiano il mezzobusto del DJ parigino David Guetta in tuta mimetica e un titolo a caratteri cubitali gialli: "Ma io non ho paura". Più sotto: "Il terrore è parte della nostra vita, è come se non fossimo liberi di essere felici ecc.".

C'è evidentemente un problema: se il terrore è un "sentimento di forte sgomento, di intensa paura" (Garzanti), come può il suo essere "parte della nostra vita" conciliarsi con il fatto di non avere paura? Non può, appunto.

La contraddizione ricorre nella retorica post-terrorismo, che mentre carica con una mano il piatto della paura paventando rischi improbabili e scenari da guerra civile, con l'altra invita il gregge a non disperdersi e, anzi, a ostentare la propria misera routine come un eroico presidio: di resistenza e resilienza, di sberleffo al nemico. Sicché dovremmo immaginarci la rabbia dei mujaheddin - e non già una più verosimile noia - qualora si sintonizzassero sui tunzi tunzi di Guetta.

di Il Pedante

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Renzi ha distrutto il Pd, crollo degli iscritti e sedi chiuse

31 Gennaio 2017 Scritto da Redazione
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L' emorragia di iscritti è una realtà, le regole per aderire abbastanza sconosciute. Il prezzo della tessera? A discrezione.

Tanti circoli, poi, hanno la saracinesca abbassata, altri sono aperti due ore al giorno se va bene e quando capita, scrive Libero. Il Pd è paralizzato, a partire dalla Sicilia: unica eccezione il Catanese, dove ci sono stati 2mila rinnovi del tesseramento.
Numeri negativi anche nel resto del Mezzogiorno, a partire dalla Calabria. Ma anche nelle roccaforti rosse le cose non vanno meglio, continua Libero.

matteo renzi ape grande 2  

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I sacrosanti ostacoli di Trump

30 Gennaio 2017 Scritto da Enrico Carotenuto
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CIR Trump SacrosantiIl divide et impera che vige nel mondo del potere ha un risvolto positivo per i normali cittadini. Infatti è proprio quando le grandi piramidi di potere se le danno di santa ragione, che si aprono maggiori spazi di libertà e di possibilità d'informazione per i cittadini comuni. Noi italiani abbiamo l'esempio lampante della guerra fredda, durante la quale il nostro paese ha goduto di un'autonomia ben maggiore che dopo il crollo dell'URSS, una libertà d'azione che sommata ai favori che ci venivano da una e dall'altra parte, si tradusse anche in prosperità economica.

Ora il gioco è più "sottile" perchè viene combattuto non più da facciate chiamate nazioni, come all'epoca della guerra fredda, ma per il controllo diretto di tali strumenti (nazioni, ONU, Vaticano, UE) da parte di cordate piramidali di potere. In questa ottica le due piramidi principali, quella gesuito-massonica e quella opusdeista-massonica, se le danno di santa ragione.

In particolare il 2016 è stato un grande anno di transizione, dopo tanti anni di dominio pressochè incontrastato della piramide gesuita (chi vuole controlli pure il background dei principali uomini di potere nelle istituzioni sopraelencate), quegli altri hanno cominciato a rifarsi sotto, prima con la brexit, poi con i crescenti dissidi all'interno della chiesa di Bergoglio ed infine con l'elezione di Trump.

Ok, direte...ma a noi cosa ne viene?

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Soviet a 5 stelle: tutte le comunicazioni dei parlamentari dovranno essere vagliate dagli "ufficiali politici".

25 Gennaio 2017 Scritto da Enrico Carotenuto
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CIR GrilloStalinAvete presente quei vecchi film sulla guerra fredda, in cui i militari dell'esercito dell'URSS, anche i più alti in grado, agivano timidamente sotto l'occhio vigile dell'ufficiale politico, a cui bastava una parola per mandare chiunque nei campi di concentramento siberiani? Il nuovo diktat lanciato dal blog dell'ex comico diventato leader maximo è in pratica la stessa cosa: tutte le comunicazioni pubbliche degli eletti 5 stelle, siano a mezzo stampa, tv o web,  dovranno essere vagliate ed autorizzate dal sov, ehm, dagli addetti appuntati da Grillo in persona. Pena il "licenziamento". Con buona pace della lotta di anni contro chi voleva mettere il bavaglio al web. Grillo, ai suoi, il bavaglio glielo mette prima che arrivino al web. "Com'è democratico Lei..." direbbe Fracchia.

 

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Occhio alla meritocrazia!

19 Gennaio 2017 Scritto da Redazione
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MeritocraziaLa meritocrazia è il governo - e per estensione, il primato civico - dei meritevoli. Chi sono i meritevoli? E che cos'è il merito? Definirne le qualità è un esercizio certo possibile, ma epistemologicamente improduttivo. Perché il merito esprime un giudizio, non un criterio di giudizio.

Lo ripetiamo:il merito esprime un giudizio,non un criterio di giudizio. I meritevoli sono cioè coloro che si è già deciso essere tali, secondo canoni di valutazione che precedono l'invocazione meritocratica e non ne sono pertanto causati. Sicché premiare il merito non è altro che premiare ciò che è bene, o meglio, o encomiabile, secondo il preesistente e inespresso criterio di ognuno. La meritocrazia piace a tutti perché offre a tutti la promessa di un mondo perfettamente regolato secondo le proprie, personalissime, scale di valore. E continua a piacere proprio perché non mantiene la sua promessa - né può farlo, a pena di accontentare pochi per scontentare molti. È, la meritocrazia, come la locandiera del Goldoni:seduce tutti perché non si concede a nessuno.

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Benetton, la violenza e le terre dei Mapuche

16 Gennaio 2017 Scritto da Redazione
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MapucheSuccede nella provincia di Chubut, in Argentina. La comunità Mapuche di Cushamen è stata vittima delle violenze della polizia contro i manifestanti che mercoledì chiedevano l’annullamento della compravendita dei loro terreni (abitati da secoli) tra lo Stato e la Benetton. La denuncia arriva da numerose comunità internazionali (tra cui Amnesty International) che lamentano  “un’azione da parte della polizia che non trova nessuna correlazione con la realtà” per la brutalità con cui su è rovesciata sui cittadini inermi. “Opacità, la mancanza di trasparenza e di responsabilità non possono essere i principi che attraversano la gestione della polizia” ha dichiarato Mariela Belski, direttore esecutivo di Amnesty International Argentina in un comunicato.

Mapuche1I Mapuche da due anni protestano per un accordo che gli ha scippato le terre in cui vivevano da secoli a favore di Luciano Benetton che in Patagonia, con l’aiuto della politica, si è già comprato qualcosa come un milione di ettari di terreno.

Ma questa notizia, vedrete, difficilmente la leggerete dalle nostre parti. Troppa pubblicità in ballo e poi da noi le violenze da quelle parti interessano pochissimo. Anche se vengono perpetrate in nome di un colonialismo tutto italiano.

 

Succede nella provincia di Chubut, in Argentina. La comunità Mapuche di Cushamen è stata vittima delle violenze della polizia contro i manifestanti che mercoledì chiedevano l’annullamento della compravendita dei loro terreni (abitati da secoli) tra lo Stato e la Benetton.
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Strange days

11 Gennaio 2017 Scritto da Piero Cammerinesi
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StrangeDaysVi ricordate il ritornello della canzone di Battiato di vent'anni fa?

Strani giorni,

viviamo strani giorni.

di Piero Cammerinesi

Beh, quei giorni saranno stati forse strani ma mai come quelli che stiamo vivendo oggi, dove la sovrabbondanza di notizie e la manipolazione incessante da parte dei media fa in modo che la gente non recepisca il 'peso specifico' di una notizia rispetto alle altre.

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Cosa c’è dietro questa enorme operazione di dossieraggio informatico?

11 Gennaio 2017 Scritto da Fausto Carotenuto
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OcchioneroSi saranno molto sorpresi i fratelli Occhionero (sic!) nel veder spuntare la polizia dalle loro parti. Non erano abituati, viste le protezioni altissime di cui avevano goduto per anni. Visto l’addestramento, visto il supporto logistico ricevuto, viste le minuziose istruzioni, i protocolli, le regole per muoversi fino all’ultimo dettaglio… erano certi di agire professionalmente come da istruzioni. E come da istruzioni si sono subito comportati, applicando rapidamente le procedure per ridurre la massimo i danni…

Più o meno le stesse procedure che si attivano rapidamente quando un gruppo di rivoluzionari entra in un’ambasciata e gli uomini della CIA o del MOSSAD, o dell’Intelligence Service, o di un qualsiasi servizio segreto devono di corsa limitare i danni dell’irruzione.

Sì, perché il caso dei fratelli Occhionero è un tipico caso di spionaggio...  Anzi il tipico caso di spionaggio di una fazione all'interno di un grande servizio segreto. E le modalità sanno molto di servizio segreto anglo-americano. L''opinione pubblica non sa in genere che tutti i servizi e  le forze di sicurezza occidentali sono attraversati da un gioco di fazioni una contro l'altra, vere e prorie appendici operative delle grandi piramidi di potere mondiali. In eterna competizione tra loro.

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Il salto mortale all'indietro dei 5 stelle. Perchè?

09 Gennaio 2017 Scritto da Redazione
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CIR Mortale Grillinodi Fausto ed Enrico Carotenuto

Et voila ssiore e ssiori, il doppio, fantastico salto mortale all'indietro con avvitamento in basso eseguito non da uno, non da due, non da dieci, ma dall'intero Movimento 5 Stelle: Grillo-Casaleggio scelgono di abbandonare gli euroscettici di Farage, e di sposare i montiani europei, i peggiori mondialisti e lobbisti, espressione del peggio del peggio dei gruppi di manipolazione. E dall'oggi al domani annunciano entusiasti di voler abbracciare amorosamente i duri e puri dell'europeismo montiano, prodiano e draghiano.

Esercizio difficilissimo, che i pentastellati hanno eseguito in maniera perfettamente fluida. O quasi...

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Sui giornali una “fake news” colossale . E ora che si fa, cari censori, li chiudiamo?

05 Gennaio 2017 Scritto da Redazione
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attacco berlinoCome la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera?

Ogni volta che sento qualcuno proporre "agenzie indipendenti" per far rimuovere "false notizie" sul web, rabbrividisco. Tanto più in un'epoca in cui l'establishment sta tentando di accreditare la necessità di censure contro chi pubblica "bufale" e "post-verità". Il riferimento più immediato è ovviamente alla significativa dichiarazione rilasciata al Financial Times, dal presidente dell'antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, subito denunciata da Beppe Grillo e da un esperto di comunicazione avveduto come Vladimiro Giacché, che vede giustamente rischi di controlli in stile "1984" di Orwell.

di Marcello Foà - Il cuore del Mondo

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Pareggio di bilancio vs. diritti 0-1. Corte Costituzionale sentenza 275/2016

29 Dicembre 2016 Scritto da Redazione
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pareggio di bilancio 300x247Sentenza 275/2016: Diritti e pareggio di bilancio. La Consulta si è pronunciata. Gli effetti sono ancora tutti da scrivere, ma i Diritti costituzionali vengono prima!

Il 16 Dicempre 2016 la Corte Costituzionale si è pronunciata su una legge della Regione Abruzzo e gli effetti sono ancora tutti da scrivere.

di Stefano Ali

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Cosa farà questo Governo di Spettri?

13 Dicembre 2016 Scritto da Fausto Carotenuto
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Riflessioni agrodolci post referendum. La lista dei Ministri e le previsioni su quello che ognuno di loro certamente farà.

governospettri

Con il travolgente successo del no al referendum la coscienza degli italiani ha dato un raro, ma forte segno di risveglio. Gli effetti nefasti della riforma costituzionale, come perdita di sovranità, verticalizzazione e devastazione del territorio, non si produrranno in tempi brevi. E per il momento lo stravolgimento costituzionale è rinviato.

Grazie a chi?

Ad una bella maggioranza di italiani, in un sussulto di coscienza unito al disgusto per una classe politica autoritaria, bullesca, sbruffona, autoreferenziale, ed evidentemente nelle mani di grandi poteri di manipolazione.

 

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Gentiloni chi?

12 Dicembre 2016 Scritto da Redazione
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LeConteGià da un paio d'anni fa avvertiamo della presenza del Conte Paolo Gentiloni Siverij e delle sue fantasmagoriche imprese, dal giubileo rutelliano o come ministro delle telecomunicazioni del governo Prodi, all'allegria con la quale, in qualità di ministro degli Esteri di Renzi, si prostrava a John Kerry quando questi gli chiedeva soldi e uomini per le guerre americane in medio oriente. E per trovare i soldi per fare certe quisquilie, qualche arma in più la dovevamo pur vendere... Cercammo di mettere in guardia da un personaggio chiaramente schierato con i vincitori della corsa al potere negli ultimi anni. Non è un caso che nel momento in cui serve l'ennesimo pretoriano per schiacciare i i redivivi, seppur flebili aneliti democratici di questo paese, ci mettano proprio lui.

 

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Il mito della governabilità

06 Dicembre 2016 Scritto da Enrico Carotenuto
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GovernabilitàIl sonoro pernacchione degli italiani a chi voleva devastare la costituzione è stato un vero toccasana. Ogni tanto è necessario realizzare che "la ggente" non è così brutta come la si dipinge. Fa bene all'anima, da un senso di speranza. E' la necessaria boccata d'ossigeno. 

Ora però, nel day after, ci ritroviamo le stesse facce in parlamento con sopra lo stesso Presidente della Repubblica: quell'ex giudice costituzionale che ha permesso ad un governo illegittimo di attentare alla costituzione.

Il nostro baluardo dell'imparzialità e della costituzione.

Nel day after si ascoltano cose orribili, dette dai politici, dai partiti e anche dalle persone comuni sui social. 

Mattarella rifiuta le dimissioni di Renzi fino alla firma sulla legge di bilancio (per carità, non si può far aspettare l'Europa, non sia mai...) in nome della governabilità, si prospetta un "governo tecnico" imposto dalla troika, i delusi del SI che blaterano "ecco, ora ve lo meritate questo casino, quando potevamo cambiare per avere una migliore governabilità", e poi i 5 Stelle, che invece di godersi il trionfo e mantenere intatto un vantaggio elettorale evidente, si danno subito una bella zappata sui piedi e ai loro consensi, dicendo che l'Italicum va bene per le elezioni, solo che bisogna estenderlo anche al Senato. Ovviamente in nome della governabilità. (P.S. L'Italicum NON va bene, è chiaramente incostituzionale in quanto praticamente identico al Porcellum)

E' questo il dibattito che infuria dal dopo tangentopoli. Andiamo per i venticinque anni che, stringi stringi, non si parla d'altro: la governabilità.

Il sottinteso di tutte le forze politiche è: bisogna fare in modo che chi vada al potere possa fare quello che gli pare senza intralci. Questo quando sono alla maggioranza o in testa ai sondaggi; quando invece sono all'opposizione o devono recuperare nei sondaggi, strillano come oche perchè la maggioranza vuole fare come gli pare.

E' un quarto di secolo che si cerca di scardinare la costituzione in nome della governabilità, con leggi elettorali, modifiche della carta, giudici costituzionali ad orologeria, ecc.

Allora viene spontaneo chiedersi: "PERCHE' I PADRI COSTITUENTI HANNO FATTO IN MODO CHE L'ITALIA SIA INGOVERNABILE?"

 

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LE MOTIVAZIONI SPIRITUALI PER DIRE NO AL REFERENDUM

30 Novembre 2016 Scritto da Fausto Carotenuto
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referendum spiritualita

La riforma costituzionale fa parte di un generalizzato attacco al risveglio delle coscienze.

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo-dossier nel quale abbiamo in dettaglio argomentato sui vari punti della riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi. Abbiamo spiegato le ragioni del NO dal punto di vista politico, economico, sociale, giuridico. ( E vi invitiamo a leggerlo per informarvi dettagliatamente sul tema:   http://coscienzeinrete.net/politica/item/2828-ecco-cosa-cambia-se-vince-il-si-il-pericolo-di-una-riforma-deleteria )

Vogliamo soffermarci ora, a poche ore dal voto, sul quadro di fondo dal punto di vista spirituale e della evoluzione delle coscienze. E sul perché va fermata una riforma che procede spedita nella direzione di ostacolare ulteriormente la crescita e la libertà degli individui e della società.

 

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Juncker chiede ai leader europei di non fare referendum "dentro-fuori" perchè i votanti sceglieranno di uscire dalla UE

29 Novembre 2016 Scritto da Enrico Carotenuto
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CIR Juncker referendumJean Claude Juncker ha chiesto ai leader dei vari paesi che fanno parte del blocco UE di non indire referendum che mettano in discussione l'appartenenza alla UE perchè teme che i cittadini votino per uscire.

L'uscita di Juncker viene in risposta alla posizione di Norbert Hofer, il leader dell'estrema destra austriaca, in corsa per la presidenza del suo paese (a seguito dello scandalo sui brogli elettorali che avevano visto vincere il suo rivale pro-UE per una manciata di voti), il quale ha promesso di indire un referendum sulla permanenza nella UE qualora quest'ultima vada ulteriormente centralizzandosi.

 

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