Ma capitano tutte a me?

O.M. AivanhovSempre più spesso ci capita di interrogarci sulla quantità e la durezza delle prove che ci vengono incontro quotidianamente, specialmente in questa epoca di crisi, di cambiamenti radicali. A volte dubitiamo persino che, nonostante l'impegno che mettiamo quotidianamente nelle nostre opere, forse stiamo sbagliando tutto...














Dedico questo pensiero del grande Aivanhov a tutti gli amici della rete.

 


Coloro che consacrano la propria vita al servizio di Dio non devono pensare di avere una vita quieta, senza difficoltà, né prove. No! Anche se Il Cielo si occupa di loro non li abbandona a una vita facile, tranquilla e insignificante. Chi ha consacrato la propria vita al Cielo deve sapere che avrà molte prove, che non gli verranno mandate per punirlo ma per portarlo verso livelli superiori della coscienza, che gli permetteranno di crescere, fiorire e risvegliare dentro di sé possibilità che non si sarebbero mai risvegliate se fosse rimasto nella sicurezza e nel benessere. Quando l'uomo lavora per la gloria di Dio, le prove che attraversa servono a indurlo sul cammino della perfezione. Quando invece lavora al di fuori della luce, tutte le prove che subisce sono correzioni e punizioni. Evidentemente hanno anch'esse un ruolo da giocare nella sua evoluzione, in quanto gli impediscono di continuare a scendere, ma sono comunque punizioni. In questi due casi, dunque, le prove non hanno lo stesso significato...

O.M. AIVANHOV

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